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Sindrome da fotografia compulsiva | Il blog di wow

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Sindrome da fotografia compulsiva

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Mi capita spesso di visitare musei o altri luoghi dove l’attrazione principale è costituita da opere d’arte o architettoniche, e di notare qualcosa a cui molti di voi avranno sicuramente fatto caso: l’ossessione compulsiva che spinge i visitatori a non guardare le opere ma a fotografarle.

A parte i casi umani di gente che sembra animata solo una una furia fotografica (passo di carica e visita del louvre in mezz’ora), ho potuto constatare che la gran parte dei fruitori è animata da questa passione e passa più tempo a strizzare l’occhio nella fotocamera che ad ammirare ciò che ha davanti. Il fenomeno assume proporzioni incredibili nei musei in cui fotografare non è proibito: addio all’aggirarsi con fare guardingo per evitare gli addetti alla sicurezza delle opere, e libero sfogo al flash selvaggio.

La  malattia ha una sua pericolosità subdola. Succede che dopo una mezz’ora in cui con il solito fare elitario si etichettano coloro che si comportano così come i soliti ignoranti maleducati, si comincia a pensare che, vabbè, è da stupidi, ma forse con qualche quadro che ci piace particolarmente non ci sarebbe niente di male… E via il primo, via il secondo, via il terzo e in breve si diventa uno di loro, e la prima foto fatta quasi vergognandosene viene seguita da na seconda in cui si è più distesi, fino ad arrivare all’espressione di infantile euforia dei pazzi furiosi della prima categoria.

Una volta individuati in sè i germi della compulsività, che fare? Abbandonarvisi vi farà trascorrere una vacanza o un semplice pomeriggio in cui tornerete bambini salvo poi, se avete una coscienza critica, cancellare tutte o quasi le foto fatte in preda ai rimorsi (si solito si cancellano le ultime, fatte quando eravate diventati come un giapponese impegnato nel tour "europa in 5 giorni"). Rinunciare a portare la fotocamera vi farà pentire di quel paesaggio che si trovava appena fuori dal museo o sulla via del ritorno a casa. Consigli efficaci quindi non esistono.

 Quel che è certo è che qualche psicologo starà studiando la materia, troppo ghiotta per essere ancora vergine, e ce la ritroveremo tra qualche tempo tra i giornali nella sezione "società" sotto il titolo "35% delle persone colpite da sindrome da fotografia compulsiva, ecco i sintomi ed i rimedi".

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3 Comments

  1. Ma lo sai che hai prorio ragione.

    Io sono un fotografo ma quando vado per musei amo guardare le opere senza fotografarle, dal mio punto di vista non ha senso immortalare un dipinto o una scultura.

    Io preferisco fotografare i visitatori che osseravano le opere d’arte.

  2. sono d’accordo, sono i soggetti più interessanti!

  3. Come dire… lasciamo spazio ai fotografi. Me lo ripeto sempre anche io!

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