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Scemo chi ci crede | Il blog di wow

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Scemo chi ci crede

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La scritta "scemo chi legge" a qualsiasi persona superiore ai 6 anni fa solo sorridere, mentre "scemo chi ci crede" non solo non fa ridere, ma anche riflettere sulle notizie pubblicate ogni giorno sui giornali e a cui viene dato ampio risalto, e sulle quali, fioccando le dichiarazioni di agenzia, pare che in tantissimi credano. 

Due casi in queste ore la fanno da padrone: il ritiro delle dimissioni da parte del senatore Gustavo Selva e la pena di morte commutata in ergastolo per le infermiere bulgare detenute in Libia.

Sul senatore Selva, vantatosi del suo "trucco da vecchio giornalista" per arrivare in tempo ad una fondamentale puntata speciale del tg la7 sulla visita a roma del presidente bush, erano piovute subito reprimende per l’uso disinvolto di un’ambulanza in servizio e poi applausi a scena aperta per chi "ha il coraggio di dimettersi".

L’aula del Senato non fa in tempo ad esaminare le sue dimissioni (sin da subito revocabilissime), che l’ex piduista ci ripensa e scrive accalorato che è stato costretto a rimanere "perchè i cittadini mi invitano a restare". Quali e quanti siano precisamente gli elettori che lo hanno pregato in ginocchio di continuare a rappresentarli resta un mistero. Avrà consultato tutti quelli della sua circoscrizione elettorale uno per uno?

 

Discorso non così diverso (in termini di previsioni delle conseguenze) per le 5 infermiere bulgare (e un medico palestinese naturalizzato bulgaro) accusate di aver nientemeno che introdotto l’aids in libia contaminando 438 bambini. Una sentenza che chi conosce le gesta del leader libico Muhammar Gheddafi poteva ampiamente prevedere.

Con questo processo (e con tantissimi altri episodi, non ultimi gli accordi per non consentire la partenza di carrette del mare dalla Libia per l’Italia, che continuano a partire indisturbate) il popolare colonnello voleva solamente ottenere indennizzi milionari da parte dei governi stranieri. Tant’è che una pronta transazione del governo bulgaro ha subito scongiurato la pena capitale inflitta in un primo tempo dalla corte suprema di Tripoli. Gheddafi, di cui non si dimenticano gli attentati aerei e il fiancheggiamento al terrorismo specie negli anni 80, ha da tempo sposato la strategia degli accordi unilateralmente convenienti per ottenere soldi dai Paesi Occidentali, ma nonostante ciò c’è ancora chi dà corda a queste sue iniziative guidate solo dal desiderio di fare cassa.

 

Stasera a Raitre è andata in onda una bellissima puntata di w l’italia diretta, con riccardo iacona, che trasmetteva da Locri, in una piazza vuota, di quel vuoto che ti prende allo stomaco e ti fa andare la mente alle immagini dell’uscita dal carcere di Corona, accolto da due ali di folla. Due Italie.

Io penso però che sia la stessa Italia. L’Italia che compra 3 milioni di copie di settimanali di gossip a settimana e nemmeno 1/4 di settimanali di informazione. Beata quella terra che non ha bisogno di eroi. L’italia non solo ha avuto eroi, ma li ne ha talmente modificato la percezione che adesso non si chiamano più Falcone e Borsellino ma Corona e Mora.

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