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Salviamo il cane Gianni | Il blog di wow

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Salviamo il cane Gianni

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Una settimana fa nel suo angolo-forum "Italians", su Corriere.it, Beppe Severgnini aveva ricevuto (e pubblicato) la lettera di un signore che faceva notare come le pagine online del maggiore quotidiano italiano fossero spesso occupate da servizi che poco riguardavano l’informazione e molto il voyeurismo di donne nude e affini. Con un gesto fuori dall’ordinario Severgnini pubblicava anche, nella risposta, il suo scambio di mail con il responsabile di corriere.it. Il dialogo aveva più o meno questo tono: è vero che il sito è sempre più invaso da queste false notizie, molto spesso pretesto per gallerie di immagini di donne seminude? Risposta: è vero. Ma se osservi la lista delle dieci notizie più cliccate della settimana ti accorgi che più della metà sono occupate proprio da quelle. Segue che: il pubblico le vuole e noi le mettiamo. Discorso che può essere condivisibile o meno, ma che, almeno se riguarda le varie Paris Hilton e Jennifer Aniston, è onesto. 

Discorso diverso è quello del sito concorrente repubblica.it, dove, a partire da ieri (sabato, guarda tu che coincidenza), staziona in bella posa una "notizia" che riguarda la sparizione (curiosamente in prossimità del weekend) di uno dei due cani mascotte di un night club versiliano. Qualcuno si chiederà: dov’è la notizia? In realtà sarebbe nella ricompensa promessa dai proprietari del locale a chi ritroverà il fantomatico Gianni(questo il nome del cane): dieci sexy show delle spogliarelliste del locale e un anno di ingressi gratis. Segue la galleria di immagini delle signorine in azione.

Di Gianni nessuna foto, a dispetto delle undici foto undici delle stripper, e nessun altro dettaglio che possa aiutare il ritrovamento, oltre a quello di "cane meticcio". L’appello sulle pagine del quotidiano online più visitato in Italia è quindi reso vano dell’assenza dell’oggetto della notizia. Noi, che siamo in apprensione per le sorti del prezioso quadrupede, restiamo in attesa della nuova galleria di foto che comprenda almeno una polaroid di Gianni. Vogliamo ritrovarlo. Non foss’altro per continuare a non credere che questo sia l’ennesimo caso di smaccata pubblicità travestita da cronaca.

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