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Raccomandato? Non scherziamo | Il blog di wow

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Raccomandato? Non scherziamo

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Fa sorridere, alla luce dell’audio delle telefonate tra Claudio Lotito (quello che riceveva le chiamate minatorie degli ultrà da casa di sua suocera) e Cesare Previti, l’articolo che il Corriere della Sera, a firma di Fabrizio Caccia, dedicò a Umberto, figlio del noto pregiudicato ed ex onorevole di Forza Italia e al suo ingresso nelle liste della Champions League per la Lazio.

Lo riportiamo per esteso per chi se lo fosse perso.

Privilegiato? Raccomandato?Di certo, il suo, è un cognome che pesa: Previti. E quest’anno, con un po’ di fortuna, potrebbe debuttare addirittura in Champions League contro squadroni forti e blasonati come il Real Madrid o il Werder Brema. «Davvero una bella sorpresa — dice lui —. Non me l’aspettavo proprio, quando me l’hanno detto non ci credevo…». Da Forza Italia a Forza Lazio, già. Perché Umberto Previti, classe 1990, è il figlio di Cesare Previti e gioca in porta nella Lazio Primavera («Il mio modello è Buffon perché le prende tutte…»). All’ultimo momento, però, la società di Claudio Lotito l’ha inserito pure nella lista B dei calciatori disponibili per la massima competizione internazionale. Dunque, a tutti gli effetti, ora è un portiere da Champions. Dietro a «nonno» Ballotta e al neo acquisto Muslera. Un’ascesa un po’ troppo fulminea.

O no? Il padre, Cesare Previti, ex ministro della Difesa con Berlusconi, lazialissimo da sempre, si è dimesso quest’anno da parlamentare dopo la condanna definitiva nel processo Imi-Sir e l’inibizione dai pubblici uffici. Ora ha pochissima voglia di tornare alla ribalta, però al telefono parla da padre orgoglioso: «È una notizia che mi ha reso lieto, certo, ma aspettiamo quando esordirà. Tra l’altro adesso Umberto è infortunato e soprattutto deve pensare a studiare. È al penultimo anno del liceo classico e non è ancora deciso se un giorno farà il portiere oppure l’avvocato come me. Di sicuro, non l’ho raccomandato io. Lui gioca nella Lazio da quando aveva 8 anni e se è andato così avanti lo deve solo ai suoi meriti. Io non c’entro niente».

Anche il presidente Lotito taglia corto: «Se Previti jr gioca nella Lazio vuol dire che vale, io non raccomando nessuno né tantomeno vado a chiedere il certificato penale alla gente per giocare. Oltretutto è da tempo che suo padre non si fa più vedere all’Olimpico…». Il direttore sportivo della società, Walter Sabatini, è perentorio: «Da tre anni sto alla Lazio e non ho mai ricevuto una telefonata da Previti. Qui si fa troppa letteratura e l’unico rischio è quello di far soffrire il ragazzo. Nessun favoritismo, nessuna spintarella. Nella lista B abbiamo inserito tanti altri giovani come lui». Umberto Previti, dal canto suo, lo ammette: «So di avere un cognome importante. Ma tutto ciò non mi pesa e non è un problema. Spero solo che andando avanti nella mia vita si parli più delle cose che magari riuscirò a fare in campo. Il mio sogno è sempre stato quello di fare il calciatore e ci voglio riuscire, anche se so che di sacrifici ne dovrò fare tanti. Mio padre, comunque, me l’ha detto subito: ora non ti azzardare a montarti la testa, non hai fatto nulla e metti sempre lo studio al primo posto».

Il generale Giulio Coletta, responsabile del settore giovanile biancazzurro, parla molto bene di lui: «È alto, longilineo, sicuramente un buon portiere, non eccezionale ma umile. E dunque potrà togliersi le sue soddisfazioni ». Insomma, proprio nessuna raccomandazione, a quanto sembra. «Le colpe dei padri non ricadano sui figli», ammonisce serio Ottaviano Del Turco, uno dei 45 membri del Comitato nazionale del futuro Partito democratico, tifoso lazialissimo e presidente della Regione Abruzzo. «Il ragazzo non ha mica perso i diritti civili — continua Del Turco —. Il portiere lo può fare benissimo e anzi speriamo che sia meglio di Ballotta e Muslera, che a dire il vero mi danno poco affidamento. Secondo me, però, la vera ragione per cui Lotito l’ha preso non è mica perché è il figlio di Previti, ma perché costa poco… Si sa come la pensa il presidente… Comunque tanti auguri sinceri al giocatore». Tra i tifosi doc della Lazio il coro è unanime: «Raccomandato? Non scherziamo — protesta l’attrice Sandra Milo —. Il calcio forse è l’unico ambiente in cui i raccomandati hanno poca fortuna, se non hai i numeri non vai avanti». Anche Suor Paola non ci crede: «Non sapevo che il portiere della Primavera si chiamasse Previti, ma non fa differenza. In campo per me sono tutti uguali». Michele Plastino, noto giornalista televisivo di fede biancazzurra, parla scherzando di «lotizzazione», alludendo a Lotito. Ma sulla lazialità di Cesare Previti non ammette repliche: «Me lo ricordo nell’85 quando non era ancora famoso e la Lazio stava per sparire per i soliti problemi economici. Lui m’incontrò al ristorante e mi disse che stava facendo di tutto per convincere Berlusconi, che non era ancora Sua Emittenza, a salvare la Lazio». Anche tra imembri del Lazio Club Montecitorio l’assoluzione è completa: «Lasciamo tranquilli il senatore Previti e suo figlio—dice l’ex vicepresidente della Camera, Publio Fiori —. Uno che arriva a fare il portiere a certi livelli non può essere un raccomandato».E lo stesso dice Enzo Carra, deputato dell’Ulivo anche lui iscritto al club: «Il calcio esclude la raccomandazione, puoi essere spinto quanto ti pare ma se non pari i palloni entrano… No, il calcio non è come la Camera».

Certo, certo..

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