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Meritocrazia in salsa americana | Il blog di wow

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Meritocrazia in salsa americana

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Dagli Stati Uniti arriva la notizia che Chelsea Clinton, la figlia dell’ex presidente Bill e di Hillary Rodham, attualmente Segretario di Stato, è stata nominata la settimana scorsa nel consiglio di amministrazione della IAC/InterActiveCorp, una internet company attiva nel settore dei media.

E quale sarebbe la novità direte voi. La notizia è che della vicenda si è occupato il deal professor del New York Times, Steven Davidoff, che in un articolo pubblicato sul giornale ha commentato che è ovvio che la 31enne Chelsea avesse ottenuto il posto non per il suo curriculum ma grazie al proprio cognome. Ma resta il problema della meritocrazia (in quei posti se ne parla ancora..) anche se Davidoff sceglie di non calcare troppo la mano e porta altri esempi di improbabili consiglieri di amministrazione (O.J. Simpson, Evander Holyfield, Sidney Poitier tra i citati) e mostra di voler prendere per buono il fatto che questi vengano scelti per la loro notorietà e il loro network di conoscenze, che magari giova al gruppo.

Certo i 300 mila dollari annui della Clinton sembrano troppi anche al Professore che la sfida a cercare di meritarsi la posizione guadagnata in maniera fin troppo “familiare”.

Piccolo dettaglio. L’articolo nell’edizione online è intitolato “Handicapping IAC’s Investment in Chelsea Clinton”, mentre sull’Herald Tribune si chiama molto più efficacemente “Is a name enough to merit a board seat?”. Solo un caso?


 

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