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Il brusco risveglio dei paraculi | Il blog di wow

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Il brusco risveglio dei paraculi

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Il Riformista è un giornale nato per essere paraculo, inciucista, che non riuscirebbe a prendere una posizione netta contro niente e nessuno (tranne che contro Di Pietro). Ha però un difetto: non lo legge nessuno. A parte le 5-6 mila copie che non si negano a nessuno (uffici stampa di imprese e politici) è un quotidiano che, nonostante i cambiamenti e l’aumento del numero delle pagine, non fa opinione e non viene scelto dai lettori.

Nonostante questo, come ogni testata giornalistica, è giusto che resti in edicola ad arricchire la nostra libertà di informarci, se lo vogliamo, anche dal Riformista. Ad un patto però: che il rischio d’impresa se lo assuma l’imprenditore a cui fa capo (la famiglia Angelucci, editrice anche di “Libero”) e non noi contribuenti.

Già perchè per sostenere il quotidiano “Il Riformista” lo stato spende circa 2 milioni di euro annui. Oggi Tremonti minaccia di togliere i contributi dalla finanziaria e suggerisce di reinserirli prossimamente ma solo “per le testate storiche e di valore culturale”.

Questo ha giustamente fatto incazzare i vari Polito & co., che con notevole prontezza di riflessi dicono che  ”affidare nelle mani del governo il potere di vita e di morte sui giornali, in un Paese in cui il premier è anche editore di giornali, i quali godono di ben più sostanziosi aiuti pubblici, questo sì che è regime”.

Ma benvenuti in Italia, cari Politi. Al regime non conviene gridare mai, perchè altrimenti non si è abbastanza terzisti e moderati e si avvenela il dibattito e l’eterno dialogo sulle riforme.

A meno che non tocchino i milioni che spettano al Riformista. In quel caso è sicuramente regime. Se non facessero piangere farebbero ridere.

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