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Chiediamo scusa per il ritardo, ma questa ce l’eravamo persa.

Pare che il 15 Febbraio scorso, nella basilica di santa maria degli angeli, sia stata celebrata una messa in onore dello scienziato Galileo Galilei.

Non occorre essere dei premi nobel per sapere che ciò è quanto di più anacronistico possa avvenire, ma l’evento è stato officiato addirittura da monsignor Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura.

Con la sua solita lungimiranza, il segretario di Stato Tarcisio Bertone ha mandato un messaggio ai presenti (da Zichichi in giù) in cui si spiega come Galileo "abbia saputo leggere e studiare la scienza attraverso gli occhi della fede".

Nessun commento, invece, su questi atti (via wikipedia)

Nel corso del processo, sotto minaccia di tortura [55], Galileo fu indotto a negare perfino di aver mai abbracciato la dottrina copernicana, nonostante l’evidenza di ciò che aveva scritto nel Dialogo. Galileo si dichiarò disposto ad aggiungere dei capitoli per confutare Copernico, ma l’Inquisizione non tenne in considerazione questa offerta.

Il 22 giugno 1633 Galileo fu riconosciuto colpevole di: "aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch’il Sole [...] non si muova da oriente ad occidente, e che la Terra si muova e non sia centro del mondo".

La pena inflitta a Galilei consistette in diverse disposizioni: la messa all’indice del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo; l’abiura della tesi copernicana; un periodo di prigionia della durata che sarebbe piaciuta al Sant’Uffizio; la recita dei sette salmi penitenziali una volta alla settimana per tre anni e che s’incaricò di recitare, con il consenso della Chiesa, sua figlia Maria Celeste, suora carmelitana.

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