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Un esempio di giornalismo italiano

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PHILADELPHIA – Mentre il repubblicano John McCain gira gli Stati Uniti pensando al voto del 4 novembre il duello all’ultimo voto per la conquista della nomination democratica va avanti. Confermando i sondaggi Hillary Clinton è riuscita a vincere le primarie democratiche. Lo ha fatto con un margine di 10 punti (55% contro il 45% del rivale) sufficiente a dare nuovo vigore alla sua corsa ma questo potrebbe non essere sufficiente.
Lo sconfitto Barack Obama dopo sei settimane di aspra campagna è riuscito a dimezzare il distacco iniziale. Il senatore dell’Illinois resta sempre in testa come numero di stati vinti (28 a 16), voti raccolti (800.000), fondi (234,8 milioni contro 175,7 milioni) e soprattutto per numero di delegati: 1.694 contro i 1.556 della rivale.

Difficilmente il risultato in Pennsylvania da solo, dove erano in palio 158 delegati, riuscirà a convincere i 300 superdelegati (su 796) ancora indecisi a votare per lei. E sono i 796 notabili del partito non vincolati dal voto popolare che decideranno a Denver tra lei e Obama. L’ex first lady ha immediatamente chiarito, "c’è chi mi vorrebbe fuori ma io non mollo", perché, l’America ha bisogno di "un presidente pronto sin dal primo giorno e io posso essere quel presidente". La senatrice di New York, in forte difficolta nella raccolta fondi (ha in cassa solo 9,5 milioni di dollari e debiti per 10,3 milioni) a differenza del rivale, con la concretezza che la contraddistingue ha chiesto ai sostenitori di mettere mano al portafogli: "Il futuro di questa campagna è nelle vostre mani".

Amaro il commento di Obama Barack Obama che ha ammesso la sconfitta ma ha accusato l’ex first lady di aver vinto "spaventando gli elettori… parlando, agendo e votando come George Bush e John McCain. Possiamo usare la paura come una tattica e la minaccia del terrorismo per spaventare gli elettori". Ma per il senatore dell’Illinois i democratici "non debbono (solo) cercare di riconquistare una carica ma la fiducia degli americani (convincendoli) che i loro leader a Washington diranno loro la verità. Questo è ciò che è in gioco in queste elezioni".

Dall’analisi del voto emerge che i giovani hanno scelto Obama, mentre la Clinton non ha sbancato come previsto tra l’elettorato anziano. Il 62% degli elettori sotto i trent’anni ha votato per il senatore dell’Illinois, contro il 38% che ha scelto l’ex First lady. Tra coloro che hanno più di sessant’anni, invece, il 60% ha preferito Clinton, il 39% Obama. Per l’ex first lady ha votato il 57% delle donne e il 60% dei bianchi; per Obama il 62% degli uomini e l’80% degli afroamericani, comunque minoranza in Pennsylvania.



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