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Un’analisi sul dibattito tra i candidati del centrosinistra | Il blog di wow

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Un’analisi sul dibattito tra i candidati del centrosinistra

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C’è chi ha fatto il livetwitting con l’hashtag #csxfactor e chi si è divertito con le pagelle live o a fine dibattito. E oggi tutti i giornali principali si occupano del dibattito tra i candidati delle primarie del centrosinistra riportano i pareri dei soliti “esperti” e l’analisi di domande, risposte, posture, sguardi, ammiccamenti, tic.

Penso che però prima di fare un’analisi più attenta delle prestazioni individuali  sia utile fare alcune considerazioni più generali sul dibattito, sul format e sui temi.

Il primo dato che mi ha colpito è che nessuno dei 5 ha davvero affondato il colpo.

Ha vinto la prudenza e questo ha fatto sì che nessuno abbia “stravinto” il confronto. Si è trattato qundi di un’occasione persa per i candidati outsider (soprattutto Laura Puppato, Bruno Tabacci e Nichi Vendola) nei confronti dei due favoriti Matteo Renzi e Pierluigi Bersani. Un dato sorprendente perchè a due settimane dal voto non ci sarà un’altra occasione soprattutto per Tabacci e Puppato per farsi notare dal grande pubblico.

Il format molto ingessato ha fatto sì che non ci fosse un vero dibattito tra i candidati, ma almeno è stato evitato con successo il modello “pollaio”, che gode invece di ottima salute nella tv italiana. Ne è uscita una rappresentazione molto “pulita” con un confronto di idee svoltosi in maniera civile. Un motivo di sollievo in per chi ha un’idea di politica fatta con modalità diverse dalle urla e dagli sfottò.

Sono mancati molti temi storici della sinistra (spese militari, scuola pubblica vs scuola privata etc) come ci ricorda Alessandro Gilioli, ma credo che la scelta delle domande sia stata ponderata sulla base delle preferenze di tutti i candidati, che hanno cercato di contenere quelle che avrebbe favorito indubbiamente il radicalismo di Vendola.

Sulle performance individuali il mio giudizio è una vittoria ex-aequo che spetta a Vendola e Renzi, seguiti da Bersani, Puppato e Tabacci.

RENZI è stato il più continuo di tutti, si era preparato bene, era molto a suo agio (in alcune situazioni anche troppo, specie quando ha cominciato a fare continuamente le faccette per dare espressività al viso), ha fatto una delle affermazioni più forti della serata (“no all’alleanza con Casini”) ed era l’unico che, proprio perchè aveva studiato tutto, ad ogni domanda raggiungeva il picco del discorso nell’ultima frase e sollecitava l’applauso.

Cosa avrebbe potuto fare: lanciare una delle “bombe” che dice di avere in serbo per le prossime settimane, in modo da monopolizzare l’attenzione dei media nel post-dibattito.

VENDOLA ha alternato picchi molto positivi (in cui è riuscito a esprimersi bene) a momenti in cui ha arzigogolato troppo ed è apparso inefficace. E’ stato l’unico ad aver tentato di affondare qualche volta ma non lo ha mai fatto con convinzione.

Cosa avrebbe potuto fare: spostarsi più a sinistra e connotarsi maggiormente con risposte più rischiose e meno moderate, con il rischio però di fagocitare una parte dell’elettorato del suo amico Bersani.

BERSANI era in teoria l’uomo che aveva più da perdere in questo confronto. E’ riuscito in generale a comunicare autorevolezza e nonostante alcuni passaggi fumosi è sembrato efficace e in linea con il suo stile. La tv non è il suo mezzo privilegiato ed è qualcosa su cui se dovesse vincere le primarie dovrà lavorare.

Cosa avrebbe dovuto fare: non era chiamato a chiamato a lanciare messaggi forti ma poteva essere più preparato sulle domande concordate. Soprattutto dovrà lavorare sui tempi e su fatto che è opportuno chiudere sempre in crescendo (Renzi docet).

PUPPATO avrebbe potuto fare molto bene se si fosse preparata meglio. Ha sistematicamente sforato i tempi e qualche volta ha voluto strafare ma in generale è stata efficace e ha detto cose comprensibili. Nel suo caso c’è un’evidente disparità tra l’impressione a caldo (più che positiva nonostante alcune sbavature) e il “ricordo” più sbiadito del giorno dopo, segno che nulla di particolarmente efficace è stato detto.

Cosa avrebbe potuto fare: era la sua ultima spiaggia per farsi notare e non l’ha sfruttata, ha buttato via l’unica occasione per emergere nella competizione.

TABACCI a mio modo di vedere merita l’ultima piazza perchè fino allo scontro con Renzi sul numero dei ministri è stato fumosissimo nelle risposte, dimostrando che non si era per niente preparato al confronto, contando sull’esperienza e sul “mestiere”. Gli è andata bene solo nella polemica con Renzi, dove ha potuto dimostrare la sua competenza ma per il resto ha impressionato molto poco.

Cosa avrebbe potuto fare: studiare bene perchè nei confronti tv non basta il talento o l’esperienza, conta la preparazione (e il caso del primo confronto tv Obama – Romney lo dimostra).

Infine un bravo anche al moderatore Gianluca Semprini, pronto nei follow-up, deciso nel fare rispettare i tempi senza essere pedante. Una vera sorpresa.

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