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Un primissimo bilancio del governo Letta

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Tre settimane sono sicuramente troppo poche per fare il bilancio dell’azione di un governo, ma possono essere invece un periodo rivelatore di quello che ‘bolle in pentola’ per quanto riguarda l’esecutivo guidato da Letta.

Finora si è parlato sostanzialmente di 4/5 cose:

L’abolizione dell’Imu, che secondo i dati riguarda la percentuale di popolazione più ricca che già possiede almeno una casa e che supera la franchigia di 200 euro prevista. Ieri è stata approvata solamente una sospensione della rata di giugno, che nel caso in cui le cose dovessero mettersi male dovrà essere pagata a settembre.

La riforma delle intercettazioni, vecchio pallino berlusconiano (e anche di qualche esponente del centrosinistra), che rappresenta sempre una prioritá, soprattutto per qualcuno che conosciamo molto bene.

Il TAV, complici gli incidenti in Val di Susa, di cui addirittura, secondo il vicepremier Alfano, bisogna “accelerare” la firma del trattato.

Una delirante proposta di patto generazionale, che secondo qualche buontempone porterebbe addirittura centomila posti di lavoro (mi piacerebbe incontrarne qualcuno, di questi cinquanta/sessantenni che chiedono di fare il part-time e tagliare il proprio assegno pensionistico per “far posto” a giovani neoassunti).

Senza dimenticare l’ormai preistorica Convenzione, che sembrava così imprescindibile ed è stata sciolta in due secondi di intervista dal vero azionista di controllo di questo governo, il leader del Pdl Silvio Berlusconi.

Come vedete tutte proposte che interessano moltissimo i cittadini, i disoccupati, le aziende in crisi, i giovani, gli anziani indigenti.

In tutto questo trovare i fondi per rifinanziare la Cassa Integrazione Straordinaria sembra un’impresa al limite delle possibilitá e si è riuscito solo a trovare un miliardo di euro (sottraendolo ad altri capitoli sempre riguardanti il lavoro come la formazione) che basterà solo per un limitatissimo periodo di tempo. Dopo, il nulla.

Se l’obiettivo del governo è quello di stare a guardare mentre i veri problemi dei cittadini conducono la barca Italia ad andare a picco, bisogna dire che si tratta di un buon inizio.

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