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Troppo sole | Il blog di wow

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Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione

Troppo sole

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Basta che esca una scritta (peraltro inesatta): Berlusconi assolto e i dichiaratori a cottimo della politica si precipitano tutti a gridare al golpe.

Berlusconi è stato assolto, ma solo perchè non si può affermare con certezza che sapesse che i condannati Cesare Previti e Renato Squillante avevano fatto compravendita di sentenze. Ovvero che soldi partiti da fondi neri Fininvest siano passati a un conto svizzero (Ferrido) della stessa Fininvest per poi passare al conto svizzero (Mercier) di Cesare Previti e transitare in quello del giudice Renato Squillante (Rowena). Non ci sono prove documentali che l’ex premier sapesse, però intanto il condannato Cesare Previti continua a tenerselo accanto, invece di cacciarlo e costituirsi parte civile contro chi usava soldi della sua azienda per corrompere i giudici.

Splendidi sono quindi i commenti a caldo (il caldo e il sole avranno avuto la loro parte di (ir)responsabilità nelle parole pronunciate) che si potevano trovare sulla stampa.

Si parte, in ordine di importanza, dall’editoriale del Corriere, firmato dal vicedirettore Pierluigi Battista, che parla di "cambio di clima". "in un paese normale una sentenza giudiziaria non dovrebbe essere temuta o usata come un verdetto destinato a scompaginare gli assetti politici e azzoppare o annichilire l’avversario" tuona Battista (dimenticando che lui stesso la usa per trarne un verdetto). "Berlusconi è stato assolto nella sentenza d’appello del processo Sme e non ha invocato rappresaglie su chi l’aveva messo alla sbarra" aggiunge Battista, che per la fretta non conta i quotidiani attacchi alla magistratura, sorprendendosi che l’assolto non faccia causa a chi lo ha perseguito (e condannato i suoi ex coimputati Previti e Squillante). Si sarebbe quindi per lui chiuso "un quindicennio giustizialista" (bisogna dire che per Battista è giustizialista chiunque chieda che colui che ha commesso un reato venga perseguito) e "l’imputato Berlusconi può legittimamente lamentarsi del carettere troppo tardivo della sentenza che lo scagiona" (a questo punto si potrebbe dire: chi ha fatto in modo di allungare a dismisura i tempi dei processi, con leggi e legittimi impedimenti?).

 Il giorno dopo "l’emozione" del Cavaliere ecco affiorare altri commenti, quello del senatore/filosofo Marcello Pera "Si è provato che, anzichè perseguire reati, a Milano si preferiva perseguire e perseguitare imputati – morto Craxi, Berlusconi fra tutti – con l’idea di “rovesciare l’Italia come un calzino”, che è notoriamente una frase usata dal suo ex collega ateo-devoto Giuliano Ferrara, spacciata per una frase detta da Davigo. Da dove deriva le sue certezze e le sue prove l’ex presidente del Senato è un mistero, se è vero che la corruzione di Squillante da parte di Previti c’era eccome.

Il ministro della Giustizia Mastella non ha trovato di meglio che parlare "della lentezza dei tempi della giustizia, che riguarda Berlusconi e tutti gli altri cittadini". Peccato che i comuni cittadini non abbiano frotte di avvocati-parlamentari pronti a legiferare leggi incostituzionali pur di proteggere i loro assistiti.

Ma andiamo avanti, perchè l’ex ministro Gasparri ha due idee niente male. La prima è zittire Gerardo D’ambrosio (reo di aver rilasciato un’intervista al Corriere in cui denunciava che "ad essere vergognose sono le leggi ad personam" non le sentenze) dicendo che "è sconcertante che abbia ancora il coraggio di parlare". Giusto, mica ha apposto il suo nome ad una legge fatta nell’ufficio studi di Mediaset, con quale autorità parla? La seconda è quella di incriminare nientemeno che per "attentato alla Costituzione chi ha imbastito un processo che non aveva ragion d’essere e ha influenzato i risultati elettorali". A difesa di Gasparri, oltre al caldo, possiamo mettere anche l’ignoranza, visto che non sa che il processo a Berlusconi è lo stralcio di un processo che ha avuto due condanne definitive.

Ma, si sa, i fatti sono opinioni.

E, anche se siamo solo all’inizio della primavera, il (colpo di) sole è sempre in agguato

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6 Comments

  1. Meno male che in questo mare di qualunquismo, qualcuno risplende e denuncia ancora l’imbonitore di Arcore.

    Grazie e facciamoci forza insieme per mandarlo a casa, magari insieme a quelli che ci sono ora, che non sono poi tanto diversi

  2. Non ci sono prove o non sono state trovate dalla Procura della Repubblica? In ogni caso, si tratti di prova insufficiente o addirittura assente si è istruito un processo durato dieci anni, impedendo peraltro alle difese di prendere visione del fascicolo del Pm anche ad indagini preliminari concluse.

    Ovviamente, poi, di quando Prodi modificò il delitto di abuso d’ufficio non parla mai nessuno. Però l’allora Procuratore di Roma, Margherita Gerunda, si dimise parlando di assoluzione politica. Siamo sicuri ci sia tutta questa differenza tra i nostri leaders parlamentari? Eppure, si continua a ridurre tutto ad un pro o contro Berlusconi.

  3. SBAGLI QUANDO SCRIVI: “ma solo perchè non si può affermare con certezza che sapesse che i condannati Cesare Previti e Renato Squillante avevano fatto compravendita di sentenze”

    lo si può affermare con certezza dato che la sentenza ha detto proprio quello che tu cerchi di negare in ogni modo. L’assoluzione è stata piena e nel merito. Se conosci un pò di diritto lo dovresti sapere, se no ti consiglio una lettura attenta del fiandaca musco, del mandrioli unito a una ripassata del consolo.

    Un saluto

  4. se conosci il diritto saprai che si tratta della formula che ha sostituito la vecchia insufficienza di prove.

    E cmq non mi aspettavo che entrassi nel merito, proprio perchè il merito è indifendibile

  5. Per alessandro: se non hai letto bene (questo blog ma anche i giornali onesti, non quelli di partito) il processo era UNICO per Berlusconi, Previti e Squillante. Questo perchè un avvocato di un’azienda è difficile disponga di tale autonomia da pagare giudici per avere sentenze favorevoli all’azienda senza che il capo dell’azienda stessa lo sappia. Le prove di questo sono risultate insufficienti e c’è stata l’assoluzione, ma solo per Berlusconi, NON per gli altri, condannati a 7 e 5 anni di reclusione

  6. Mi rivolgo a Child 23. Leggendo il tuo commento a prima vista sembreresti un giurista provetto, un genio del diritto. Poi guardando meglio si cambia idea. si scopre che parlando di formule di proscioglimento (tipico argomento di procedura penale) consigli a wow tre autori. Due sono processual civilisti e uno si occupa e scrive manuali di diritto penale (non procedura penale) ed infatti i risultati poi si vedono: wow sicuramente si rivolge al famoso bonifico “orologio”. Ebbene ti incollo il passo del dispositivo della sentenza: “La corte, visto l’articolo 605 cpp, in riforma della sentenza del tribunale di Milano in data 10 dicembre 2004, assolve Silvio Berlusconi dal reato a lui ascritto sub capo A) ai sensi dell’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale, per non aver commesso il fatto”….hai letto bene? art. 530 comma 2 cioè prova mancante insufficiente o contraddittoria. Insomma se hai già fatto l’esame ti consiglio una ripassata, se non l’hai ancora fatto ti consiglio di cambiare manuali.

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