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Stato dell’arte della crisi e posizioni dei partiti | Il blog di wow

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Stato dell’arte della crisi e posizioni dei partiti

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La situazione politica al momento intorno al governo Monti è abbastanza bloccata e confusa. Cerchiamo di fare ordine e chiarezza.

Napolitano. Il presidente della Repubblica sta promuovendo con grande sforzo il governo di Mario Monti perchè è convinto che un governo “risanatore”, con una grande credibilità internazionale e con un’agenda di poche ma necessarie riforme possa servire all’Italia più di ogni altra cosa.

Monti. Ha accettato la “chiamata” di Napolitano e fornisce adeguate garanzie all’establishment economico internazionale. Sicuramente prima di presentarsi alle Camere porrà alcune condizioni, soprattutto la garanzia di un largo consenso da parte delle forze politiche (Pd, Pdl, Udc principalmente) su un programma concreto, duro e adeguato alle difficoltà del momento.

Pd. E’ il partito che avrebbe interesse ad andare subito a votare per finalizzare il grandissimo vantaggio nei sondaggi, dove è dato vincente con qualsiasi coalizione. Ma è bloccato sull’appoggio al governo tecnico per non andare contro i desiderata di Napolitano e per senso di responsabilità nei confronti del paese. Bersani ha più volte fatto capire che a lui andare alle urne subito non dispiacerebbe.

Idv. Fa sorridere che molti contestino la scelta di Di Pietro di stare alla larga da un esecutivo di transizione. E’ evidente che Di Pietro non può sostenere un’alleanza al Pdl con cui ha incompatibilità su tutto e di cui ha solo detto peste e corna. Perderebbe voti e credibilità. Stando fuori dal governo può solo guadagnare voti rispetto al Pd, che se il governo tecnico si insedierà dovrà appoggiare misure prevedibilmente molto impopolari.

Udc. Proprio grazie alla prospettiva del governo tecnico ha attirato molti delusi del Pdl e quindi è il primo sponsor del governo Monti insieme a Fini e Rutelli, dove si ritroverebbe nel ruolo del kingmaker tra due partiti non proprio d’accordo su tutto come Pd e Pdl.

Lega Nord. E’ spaccatissima al suo interno e ha evidentemente bisogno di un governo di transizione di cui essere all’opposizione per rigenerarsi e ritrovare una nuova vitalità anti-palazzo. è quindi naturalmente favorevole al governo tecnico ma contraria a dargli il proprio appoggio.

Pdl. E’ il partito che al momento ha il boccino del gioco in mano. La caduta della leadership di Berlusconi lo ha frammentato in tanti piccoli gruppi ma per adesso il grosso del partito è ancora nelle sue mani. La moral suasion di Napolitano è forte ma Berlusconi non ha mai brillato per senso dello Stato. Potrebbe quindi decidere di far saltare il tavolo del governo tecnico per non dover essere costretto a mettere la faccia sulle misure draconiane di Monti e subire un calo consistente di voti a favore della Lega giocandosi un tutto per tutto nelle elezioni tra qualche mese.

Finirà che il Pd dovrà cantare in coro “meno male che Silvio c’è”…

 

 

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