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Good morning, Mr Veltroni | Il blog di wow

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Good morning, Mr Veltroni

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La prima reazione dopo aver letto l’intervista di Veltroni al Corriere della Sera di oggi viene dal cuore e ti fa dire: buongiorno! Si è svegliato finalmente! Dopo mesi passati a criticare chiunque utilizzasse la parola regime, associandola al governo Berlusconi, continuando a proporre un improbabile dialogo unilaterale, dopo aver contribuito a regalare ciò che resta di Alitalia ad una gang di una ventina di padri della Patria, il segretario del pd parla di "democrazia svuotata" e di "conversione del governo in potere". Verrebbe da dire meglio tardi che mai.

Se.
Se non fosse che queste dichiarazioni arrivano a meno di un mese dalla manifestazione che Veltroni ha in programma contro la politica economica del governo, e la puzza di un’intervista tattica, (addirittura chiesta dallo stesso leader del centrosinistra) fatta per rinserrare le fila di un partito altrimenti dilaniato dalle correnti, si avverte da lontano.
In questi mesi Veltroni ha visto delinearsi il nuovo schieramento interno del pd, con alcune frange che non hanno più paura di parlare di cambio della leadership, e altre che, molto più astutamente, continuano il lavoro sotterraneo per far franare la terra sotto i suoi piedi. Senza parlare di coloro che, più favorevoli alla linea intransigente dei dipietristi, avevano bisogno di un segnale forte per cogliere la differenza tra il pdl e il pdmenoelle (per dirla con Beppe Grillo).
L’idea di fare mucchio (tornando ad attaccare seriamente il governo) prima della manifestazione di ottobre e poi riprendere a farsi azzannare come pecore nel nome del dialogo a tutti i costi è quella che più probabilmente può spiegare la tattica adottata dal segretario del pd.

La tesi dell’intervista richiesta dallo stesso Veltroni è avvalorata da varie scelte fatte oggi dal Corriere della Sera (a Paolo Mieli nessuno più insegnare l’arte del cerchiobottismo): il pezzo è stato affidato ad Aldo Cazzullo, bravissimo ma nè direttore nè vicedirettore come usualmente nei casi in cui l’intervista è richiesta dalla testata); richiamo a metà della prima pagina e non titolo principale; pubblicazione addirittura a pagina 9 (mi spiegate quale testata chiede un’intervista al leader dell’opposizione per confinarla a pagina 9?); contemporanea pubblicazione dell’editoriale di Angelo Panebianco in cui si criticano il pd ma soprattutto Veltroni per non aver seguito la proposta Gelmini sulla scuola (che autocitando un suo articolo sul Corriere, scritto nientemeno che nel novembre 1989, ci fa capire ancora una volta quanto sia attivo il turnover a Via Solferino); pubbblicazione, sempre nella giornata di oggi, di un’intervento del ministro dell’Economia Giulio Tremonti "contro il mercato della fame e della sete".

L’entusiasmo, che dopo aver fatto queste riflessioni è tornato appena sopra il livello di guardia, viene smorzato completamente quando si nota l’assenza di qualsiasi riferimento al Lodo Alfano (su cui il pd si dichiarò possibilista a trattare con gli "svuotatori della democrazia") e all’introduzione della modica quantità di conflitto di interessi. Infatti quando Cazzullo ricorda a Veltroni che il figlio del presidente della cordata Cai è il suo ministro ombra dell’Industria, il segretario del pd parla di pagliuzze e di travi.

Caro Veltroni, molti suoi elettori hanno ben presente la trave che c’è nello schieramento avverso. Gradirebbero però che ci fossero meno pagliuzze possibili nel proprio campo. E’ così difficile da capire?

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One Comment

  1. Tranquillo, tornerà a dormire nuovamente tra un mese.

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