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Il fiuto politico di Matteo Renzi

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Molti commentatori (tra cui Luca Sofri) hanno commentato l’ennesima esternazione di Matteo Renzi (i più grandi successi di Veltroni sono come romanziere) dicendo “se la poteva risparmiare”. In fondo le indiscrezioni giornalistiche riportano da mesi la possibilità che il “blocco veltroniano” e qualche altro pezzo della nomenklatura del Pd sostengano nelle primarie per la premiership del centrosinistra l’attuale sindaco di Firenze.

Sottovalutano però l’innegabile fiuto politico di Renzi.

Provate a immaginarvi una sua campagna elettorale all’insegna dello slogan “non sono tutti da rottamare, ad esempio Veltroni no, Fioroni no, qualche altro deputato che mi sostiene no”. Cosa otterrebbe? Pernacchie. Anche da parte degli elettori Pd e del centrosinistra stufi di una dirigenza che non ritengono all’altezza, che giustamente penserebbero “ecco qui, questo giovane vuole fare la rivoluzione ma i suoi amici li vuole salvare”.

Per questo Renzi non vuole alleati (almeno non alla luce del sole): vuole essere programmaticamente contro tutti per poter puntare a tutta la base di elettori insofferente verso la leadership del partito e che vuole facce nuove e idee nuove. Che poi Renzi interpreti in maniera autentica questo desiderio è tutto un altro discorso. Ma il suo ragionamento è tutto qui.

Di più: Renzi sa benissimo che una parte di quella nomenklatura, senza dirlo apertamente, voterà per lui in funzione anti-Bersani. Quindi dal suo essere “contro tutti” il sindaco non perderà nemmeno un voto di quelli che “sembravano volersi schierare con lui.

Se poi si vuole spingere più in là il discorso l’atteggiamento di Renzi è molto simile a quello di Beppe Grillo: anche lui rifiuta a prescindere qualsiasi ipotesi di alleanza (prima ci ha provato Di Pietro, adesso è il turno di Pannella). Se si vuole rappresentare il nuovo e rottamare la classe dirigente attuale bisogna presentarsi DA SOLI e CONTRO TUTTI.

Renzi e Grillo lo hanno capito. Quelli che vorrebbero essere loro alleati e molti opinionisti ancora no.

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