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Ichino nel Paese delle meraviglie | Il blog di wow

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Ichino nel Paese delle meraviglie

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Con la scusa di rispondere ad un post di Leonardo pubblicato sul sito de l’Unità, il senatore del Pd Pietro Ichino si toglie alcuni sassolini dalla scarpa parlando del suo rapporto prima con il Pci e poi con la stessa Unità, anche se a mio modo di vedere compie due errori abbastanza clamorosi.

Nel primo episodio Ichino dice di essere stato ‘licenziato’ dal partito Comunista nel 1983 alla fine dell’ottava legislatura in quanto non fu ricandidato. A me sinceramente non sembra un licenziamento ma una scelta del partito di non ricandidarlo. Mica la rielezione è un fatto automatico per tutti i parlamentari.
Nel secondo episodio il giuslavorista lamenta il fatto che il segretario del PDS D’Alema gli chiese di scrivere per L’Unità (a pagamento si immagina) e lui per questo rinunciò ad un contratto più ricco già in essere con il Corriere della Sera, senza che questo episodio gli avesse fruttato almeno ‘due righe di commiato’ quando il direttore decise di non pubblicare più i suoi articoli.
Anche qui di licenziamento non si vede ombra, visto che tra un giornale e un suo editorialista professore universitario non c’è nessun rapporto di tipo subordinato.

Fin qui i sassolini.

Se poi si leggono le risposte ai dubbi di Leonardo il senatore Ichino fa quasi tenerezza, perchè lui asserisce di credere al fatto che il ‘licenziamento per motivi economici e organizzativi’ non comporterà nessun tipo di abuso da parte delle imprese che invece in queste tre parole ci infileranno di tutto. Un moderno Alice nel Paese delle Meraviglie.

Quindi se il problema è l’abuso dei contratti precari da parte delle imprese (che utilizzano quello a tempo indeterminato solo nel 18% dei casi) la soluzione non è impedire questa pratica scellerata ma trovare un modo per ‘andargli incontro’. Magari dando anche un premio a questi imprenditori illuminati.

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