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I primi risultati delle primarie del centrosinistra | Il blog di wow

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I primi risultati delle primarie del centrosinistra

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Prima che si aprano gli scatoloni con le schede e che si conteggino i voti alcune considerazioni sulla campagna delle primarie, insieme a qualche previsione.

1. Si tratta di una considerazione ovvia ma il primo dato è che ha vinto per l’ennesima volta il desiderio di partecipazione del famoso “popolo del centrosinistra”. Al di là dei numeri precisi si è trattato di un grande successo e la cosa strana è che nei mesi precedenti alle consultazioni c’è sempre qualcuno pronto a dire che le primarie “boh, forse, non so, vediamo”. Ogni volta questi personaggi ricevono una batosta da tutti i votanti e ogni volta però si ripropongono. Sarà così sempre. Purtroppo.

2. Pierluigi Bersani ha fatto una campagna istituzionale. Nessun rischio, nessun acuto, nessuna parola chiara, l’atteggiamento tipico di chi pensa al vero traguardo: riuscire a governare a partire dalla primavera del 2013. L’obiettivo era non chiudere le porte a nessuno (a Casini, addirittura ieri a Di Pietro). Stretto tra l’ala sinistra Vendola e l’ala destra Renzi non poteva che rappresentare il centro tra i due, interpretando la figura più rassicurante.

3. Matteo Renzi era partito a razzo, aiutato da un grande  battage giornalistico e da argomenti indubbiamente accattivanti per una parte degli elettori. “Rottamare”, “mandare a casa”, “fallimento” erano parole d’ordine che gli hanno fatto guadagnare simpatie (e ovviamente antipatie) tra gli elettori. La rinuncia di Veltroni e D’Alema a ricandidarsi ha di colpo fatto venire meno uno dei suoi argomenti forti. Da quel momento sarebbe stato necessario inserire dei contenuti diversi dalla protesta nella campagna e non è stato così efficace. E ha evitato anche di farci sapere quali erano le “due-tre proposte choc” che avrebbe dovuto lanciare in questo finale di campagna. Magari le tiene per la settimana dell’eventuale ballottaggio.

4. Vendola ha cominciato in sordina la campagna, complice la vicenda giudiziaria che lo vedeva protagonista e su cui si è giocato il tutto per tutto, compresa la decisione di ritirarsi dalla vita politica in caso di condanna anche solo in primo grado. Dopo il verdetto di assoluzione è invece partita la “fase 2″ ed è stato sicuramente il più pimpante negli ultimi giorni della campagna. Vedremo quanto questo si sia tradotto in voti all’apertura delle urne.

5. Cosa dire di Tabacci e Puppato? Il primo si è candidato a mio parere solo per assicurarsi un posto al sole nel prossimo governo di centrosinistra. La seconda ha purtroppo dimostrato tutti i limiti della sua candidatura e l’incapacità di creare una vera e propria rete nazionale di appoggio. Nessun lampo o idea da segnalare da parte dei due candidati. Un’occasione persa.

6. La sguaiata reazione di Grillo, che nel suo blog parla di buffonata, fa capire che le code ai seggi e la straordinaria partecipazione dei cittadini alle primarie, hanno colpito nel segno e hanno fatto suonare il campanello d’allarme in casa del M5S.

La previsione che faccio qui è 41% per Bersani, 36% per Renzi, 21% per Vendola, 1% ciascuno per Puppato e Tabacci.

L’incognita che vedo è il possibile passaggio di voti da Bersani a Vendola, specie da parte dell’ala sinistra del Pd. Di fronte all’inevitabile ballottaggio tra 7 giorni qualcuno potrebbe infatti aver pensato di “buttarsi su Vendola” per poi votare per il segretario del Pd domenica prossima.

Staremo a vedere se i risultati ricalcheranno le attese della vigilia o se ci saranno sorprese.

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