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Fenomenologia di Sergio Chiamparino | Il blog di wow

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Fenomenologia di Sergio Chiamparino

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Di Sergio Chiamparino, di cui molti a sinistra magnificano le doti di amministratore, ho sempre avuto un’opinione buona ma con riserva. Sarà per via del poco carisma che gli riconosco, sarà (soprattutto) per il fatto che non conosco il territorio in cui opera e quindi è impossibile poter esprimere un giudizio positivo a prescindere.

Nella settimana che è passata ha dimostrato per due volte: a) di appartenere alla categoria dei quaqquaraqua, dei filosofi che non si espongono mai per poi poter alzare il ditino; b) di non aver spina dorsale; c) di essere anche abbastanza stupido.

Spiegazione punto a).

A Chiamparino molti avevano chiesto di candidarsi alle primarie per la segreteria del Pd sfidando Franceschini e Bersani, ma lui, dopo averci riflettuto, decide che non lo può fare per rispetto al suo impegno di sindaco di Torino. Ci si aspetterebbe almeno un contributo di idee, che invece non arriva sia durante le primarie, sia dopo. Esce invece allo scoperto una settimana fa con un’intervista a Repubblica dicendo banalità del tipo “stop alle correnti” (ma va?) e proponendo idee discutibili come quella del Pd federale. Sempre con l’aria del “se mi chiedono di salvare la patria sono pronto a questo supremo sacrificio”.

spiegazione punti b e c)

Ieri Chiamparino rilascia un’intervista a Salvatore Tropea di Repubblica spiegando perchè con Domenico Siniscalco presidente del Consiglio di Gestione di Intesa SanPaolo Torino avrà più peso. Un’intervista che se l’avesse fatta Bossi o uno dei suoi avrebbe sollevato un polverone per la volontà di interferire apertamente nella governance di una banca quotata. Ma Chiamparino evidentemente si sente a suo agio nel fare il kingmaker bancario.

Per spiegare però il probabile defenestramento di Enrico Salza, il torinese attualmente in carica nel posto che il sindaco vorrebbe occupato da Siniscalco, Chiamparino dice che è tutta colpa di Giuseppe Guzzetti, presidente della fondazione Cariplo, e di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza della Banca. Loro sarebbero stati indisponibili a collaborare a una riconferma: “Intanto perché Bazoli o Passera, uno dei due, si sarebbe dovuto fare da parte. Inoltre Guzzetti, avendo capito da uomo di potere che era in atto uno scontro, si è guardato bene dal collaborare. Meno di un mese fa ho fatto pervenire un messaggio a Salza invitandolo a presentare lui la proposta. Ma lui era sdraiato sulle posizioni dei milanesi”.

Salvatore Tropea non è un giornalista così stupido da virgolettare dichiarazioni non pronunciate da un uomo di potere come Chiamparino. Se ha virgolettato è perchè il sindaco ha detto quello e voleva che fosse scritto quello.

A questo punto Guzzetti, solitamente grande mediatore e manovratore da dietro le quinte, che perde le staffe moolto raramente, emette una nota durissima in cui accusa Chiamparino di tentare “di sfuggire, maldestramente, alla responsabilità delle scelte e degli accordi da lui promossi e/o raggiunti“. In quanto poi al ruolo recitato dallo stesso Guzzetti, il presidente di Cariplo chiarisce che “ si tratta di una ricostruzione del tutto fantasiosa e per quanto riguarda il ruolo che mi viene personalmente attribuito è, semplicemente, falsa“. E quindi liquida la questione Salza in questo modo: “le ragioni vere dell´opposizione alla conferma di Enrico Salza sono da considerare esclusivamente a rivalità, intrighi e contrasti interni al mondo torinese, come dimostra la contrastata delibera assunta mercoledi scorso dalla Compagnia Sanpaolo, nella quale sono stati indicati il professor Andrea Beltratti con 6 voti e il professor Domenico Siniscalco con 5 voti“.

Prendi la mazzata e stai zitto, direbbe qualcuno.

L’assenza di spina dorsale è palese (non sa prendersi le proprie responsabilità, come ha fatto nel Pd), così come la stupidità nel mettersi a fare il più bravo della classe con gente del calibro di Guzzetti e Bazoli, che possono smascherare debolezze e incoerenze nel giro di tre secondi.

Con questi due attributi si può dire che adesso sia pronto a fare il leader del Pd.

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