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L’assurda difesa dei 21 giornalisti all’Ufficio Stampa della Regione Sicilia

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Rosario Crocetta muove i primi passi nel governo della Regione Sicilia e decide di affrontare il problema dei 21 giornalisti in forza all’Ufficio Stampa, tutti con la qualifica di caporedattore e dislocati tra Palermo, Catania, Roma e Bruxelles.

Della vicenda si occupò anche la Corte dei Conti, ipotizzando un danno erariale a carico dei due ex presidenti Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo. I giudici contabili nell’aprile del 2011 respinsero gli addebiti con alcune motivazioni molto chiare:

Pertanto, non essendovi alcun concreto elemento da cui possa dedursi che il rapporto di collaborazione intercorrente tra ciascuno dei predetti giornalisti addetti all’Ufficio Stampa e la Regione Siciliana possa rientrare tra i rapporti d’impiego alle dipendenze dell’Amministrazione Pubblica, nella fase d’instaurazione del rapporto non erano evidentemente applicabili le regole vigenti in materia d’accesso al “pubblico impiego”, quali la selezione mediante concorso ecc..

Parallelamente, non v’è dubbio che il singolo giornalista “esterno alla P.A.” assegnato all’Ufficio Stampa non potrebbe assolutamente invocare l’applicazione a proprio favore delle disposizioni che individuano le cause e disciplinano le modalità di risoluzione del rapporto d’impiego alle dipendenze della P.A.

In sostanza, il giornalista in questione, una volta che sia stato incaricato di prestare la propria attività nell’ambito dell’Ufficio Stampa e Documentazione presso la Presidenza, si trova ad intrattenere con la Regione Siciliana un “rapporto di collaborazione” che risulta caratterizzato da assoluta “precarietà”, nel senso che in qualsiasi momento esso può essere oggetto di risoluzione da parte dell’Amministrazione, senza che occorrano l’allegazione e la dimostrazione di specifiche cause giustificative (come, invece, deve avvenire nell’ambito dei rapporti d’impiego alle dipendenze della P.A.).

Stando così le cose sorprende non poco che il cdr dell’Ufficio Stampa si appelli allo Statuto dei Lavoratori e al contratto di lavoro dei giornalisti. Ma se è legittimo che chi è coinvolto direttamente in questa situazione faccia finta di non vedere l’evidenza, si sfiora il comico nella nota firmata da Assostampa Sicilia e Fnsi.

Si parla di legge 150, di trasparenza degli atti amministrativi dell’Ente quando è un dato acclarato che i 21 capiredattori sono stati scelti da Cuffaro e confermati da Lombardo perchè in possesso di un rapporto fiduciario con gli amministratori, proprio come accertato dalla Corte dei Conti.

Anche questa volta le rappresentanze sindacali dei giornalisti hanno perso un’occasione per evitare di difendere gli indifendibili e concentrarsi nella difesa dei giornalisti veri nelle numerose vertenze aperte nei gruppi editoriali italiani.

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