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La calma del Senato | Il blog di wow

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La calma del Senato

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Dopo che il leader della maggioranza democratica al Senato Harry Reid aveva gelato le speranze del presidente Obama di votare la nuova riforma della Sanità entro l’inizio di Agosto, oggi la vera mente della Casa Bianca, il capo dello staff presidenziale Rahm Emanuel, dice che la Camera dei Rappresentanti voterà prima delle vacanze di Agosto sul provvedimento.

Per chi conosce i meandri della politica americana la resistenza dei senatori (anche dello stesso schieramento) nei confronti del decisionismo presidenziale non è una sorpresa. I senatori sono infatti una vera e propria casta, molto più potente e ramificata di quella italiana, per certi versi.

Pochissime donne (17 al momento), permanenza consecutiva sulla stessa poltrona per interi decenni (record per Robert Byrd, democratico del West Virginia, con 50 anni e 8 mesi, tuttora senatore e presidente pro-tempore dell’assemblea, ma non scherzano nemmeno Kennedy, 46 anni, e l’attuale vicepresidente Joe Biden, senatore per 36 anni), capacità di ricevere contributi dalle lobby molto pronunciata, un unico motto: la calma.

Solo così possono formarsi maggioranze trasversali sui temi più disparati, si può dare ascolto alle lobby più potenti e si può dimostrare il proprio potere, aiutati dal fatto che le votazioni più importanti sono comunque vincolate al raggiungimento dei 60 voti e quindi costringe quasi sempre l’amministrazione presidenziale al compromesso.

In più il partito non è un’istituzione così importante, visto che quello che conta è il legame con il territorio rappresentato, come dimostra la vicenda di Joe Lieberman, già candidato alla vicepresidenza con John Kerry, che dopo aver perso le primarie democratiche in Connecticut nel 2006, riuscì a farsi rieleggere lo stesso candidandosi con una lista personale. Il voto su molti temi quindi è legato non alla lealtà verso il partito ma agli orientamenti degli elettori (e delle lobby) degli Stati in cui i senatori vengono eletti.

Così Leo McGarry, capo dello staff presidenziale nella serie americana West Wing (imperdibile per gi appassionati di politica), racconta la storia del novello deputato democratico che chiede ad un veterano di “incontrare il nemico, i repubblicani”. Al che il vecchio deputato dice che “i repubblicani non sono il nemico, solo sono l’opposizione. Il nemico è il Senato”.

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