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Indulto della ragione | Il blog di wow

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Indulto della ragione

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Per quanto gli sparuti e clandestini avversari dell’indulto bipartisan fossero contenti per ogni nuova anima conquistata alla causa, mai avrebbero pensato di avere dalla loro degli alleati insospettabili: i mafiosi.

 Sì perchè leggere le intercettazioni (queste sono quelle su cui non si scandalizza nessuno, sarà perchè non riguardano i politici?) pubblicate dai giornali in questi giorni riserva proprio questa sorpresa: "Ora con quest’indulto che hanno dato siamo rovinati! A Palermo c’è una situazione che minchia! Farmacie, supermercati… che non dormono tranquilli. Ma che, scherziamo? È andata a finire a bordello, è andata a finire qua. È la città che porta il male al paese" si dicevano tra loro due boss di un certo rilievo. E, si sa, quando c’è un problema loro non mandano un’ispezione come il prode ministro della Giustizia Mastella, ma mandano dei sicari a fare piazza pulita di questi disturbatori della quiete cittadina. Solo l’infaticabile lavoro dell’antimafia ha impedito una nuova carneficina, salvando anche da un sicuro omicidio uno degli arrestati durante il blitz.

 

Un’altra notizia, presa dal Sole24Ore di domenica, riguarda i dati dell’Agcom riguardante il tempo dedicato alle dichiarazioni dei soggetti politici ed istituzionali nel mese di Aprile (mese in cui era in vigore la par condicio).

I tg rai in media hanno lasciato il 35,6 alla maggioranza, il 29,8 all’opposizione, il 25% al governo. Quelli targati mediset  il 33,6 alla maggioranza, il 45,9 all’opposizione, il 12,9% al governo. Questa la fronda di mediaset di cui lamenta a ogni piè sospinto il Cavaliere.

Interessante anche, all’interno dei tg della tv privata, osservare i dati relativi ai singoli partiti. Forza Italia ha il 33,9 del tempo parola dell’opposizione, la lega il 2,2 (cioè 15 volte meno), l’udc il 7,5%, alleanza nazionale l’11,4, la nuova dc, nonostante gli scondinzolamenti, non compare. Per quanto riguarda invece i partiti della maggioranza i ds sono al 14,8%, la margherita all’8%, mentre i verdi sono allo 0,13% e l’italia dei valori ha lo zero assoluto.

 

Per chiudere due temi più "freschi": ieri (mi sia permessa la prima persona) sono stato al concerto di Vasco Rossi all’Olimpico. Dalla tribuna Monte Mario ho potuto notare come tantissimi ragazzi e non che ascoltavano il concerto dal prato erano in realtà impegnati in qualcos’altro: filmare ciò che vedevano.

Mi sono incuriosito e ho constatato fino alla fine delle quasi tre ore di concerto queste microtelecamere o addirittura telefonini non sono mai state spente, nonostante lo stesso Vasco abbia detto ad un certo punto "si può spegnere ogni tanto il telefonino". Niente, imperterriti, come quei giapponesi che nella foga di filmare tutto ciò che vedono si dimenticano di vivere la loro esperienza. E, da quanto vedo in giro, il fenomeno è motlo più esteso di quanto sembra.

 

Infine un tema di cui ci siamo occupati in occasione della lenzuolata delle liberalizzazioni approvate dal consiglio dei ministri: le reazioni della stampa di destra quando (rare volte) il governo riesce ad approvare qualcosa di realmente positivo per il paese.

Questa volta, più che delle altre, il vuoto assoluto. Nella prima pagina de "il giornale" si contano innumerevoli temi: dall’affaire visco-speciale (presente in tutti i quotidiani di oggi insieme all’approvazione del dpef all’unanimità, con la previsione di una manovra correttiva da 0 euro a settembre), che si merita anche un articolo dal titolo profetico "lezione di giornalismo", a "Montezemolo sale sul carro di Veltroni" (titolo d’apertura),  "pensioni, i comunisti danno i 7 giorni al governo", "via libera del papa alla messa in latino, deciderà il parroco" e "il giallo di maddie, indagato un italiano".

Libero invece sceglie un titolo come d’abitudine sobrio (Visco, ora vattene), "immigrazione altra legge da pazzi", "sequestro di maddie indagato un italiano" e di spalla un articolo che titola "una mancia ai pensionati. Ma sulle tasse..". Suspense.. sarà di qualche acuto giornalista di Libero? Il nome dell’autore scioglie ogni dubbio: Renato Brunetta, onorevole economista di Forza Italia. Ecco un commentatore indipendente.

 

 

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