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Il vuoto catodico | Il blog di wow

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Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione

Il vuoto catodico

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Complice una serata in cui i palinsesti delle reti nazionali non offrivano granchè (accade sempre più frequentemente, ma di questo parlerò un’altra volta) venerdì ho compiuto quello che un bravo sociologo e/o studioso di comunicazione dovrebbe fare periodicamente, guardare le trasmissioni delle tv locali.

 L’offerta a Roma in questo senso è notoriamente ricca, e venerdì comprendeva nell’ordine:

  • 4 televendite di tappeti, quadri d’autore, aspirapolvere e scioglicellulite;
  • la presentazione di un libro sul quartiere Garbatella;
  • un paio di maghi con il loro immancabile bagaglio di numeri sicuri e vincenti;
  • gli incitamenti di un uomo (?) vestito (?) in versione sadomaso che incitava tutti gli uomini all’ascolto e in visione a dire "basta! da oggi saremo veri uomini!", scandendo e brandendo le mani come Cesare alla vigilia della battaglia decisiva per le sorti dell’impero;
  • una trasmissione sul calcio che verteva su tutti i possibili contraccolpi che potrebbe subire la Lazio se la cessione di Oddo diventasse definitiva, il tutto avendo 6 (dico 6) ospiti in studio e l’inevitabile biondona muta con decollete bene in vista (Biscardi docet); 
  • un’attempata signora, sovrastata da scritte che chiedevano sostegno all’associazione degli Atei Materialisti, che leggeva oscuri passaggi di altrettanti oscuri filosofi settecenteschi, accomunati dalla foga anticlericale

Tutto ciò fino ad arrivare alla trasmissione "LA DESTRA" (su TeleVita), che ospitava, davanti ad una rassicurante scenografia cartonata raffigurante Fini e Sarkozy in versione gigante, un consigliere regionale di AN e un non meglio identificato giornalista, incaricato di porre domande scomode del tipo "An mi sembra si sia impegnata molto in Consiglio Regionale, vero consigliere?".

Immancabile il "filo diretto con gli ascoltatori", ovviamente tutti frondisti, che amenamente invitavano a "mandare a casa" i vari Prodi, Marrazzo e via nominando. Ultima telefonata (da me ascoltata) quella di un telespettatore che, con una disarmante naturalezza, se la prendeva con "An e l’opposizione troppo molle" contro "quel cane di Veltroni", colpevole nientemeno che di aver modificato l’Ara Pacis "fatto dal cavalier Benito Mussolini, che rappresentava appieno la nostra storia", non senza ricordare di "essere figlio di un fascista che ha fatto la Marcia su Roma e poi è stato epurato dalle canaglie rosse".

Telefonata interrotta per apologia del fascismo? Facce scandalizzate? Niente di tutto ciò, neppure un sopracciglio alzato. Solo il consigliere, dopo i ringraziamenti per l’intervento, dice di voler fare "un rimprovero al signore al telefono": momento di suspence. Ma era perchè "non è vero che siamo molli contro Veltroni".

Ho spento la Tv e sono tornato a leggere un libro

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One Comment

  1. Come alle volte tutti dovremmo fare… complimenti per il blog!

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