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Il testimone | Il blog di wow

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Il testimone

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Ci sarebbero stati molti argomenti di cui parlare in questi giorni, ma era molto piacevole guardare il chiacchiericcio in televisione, sui giornali e sul web, orientarsi come un cannoncino al fronte e sparare tutte le sue palle (la metafora non è casuale) due giorni sul caso Lario-Berlusconi, due giorni sul caso afghanistan-pacs, due giorni (ci metto anche domani, è una facile previsione) sulle inutili discussioni post-ennesimo-morto nei pressi di uno stadio. Tanto rumore per il nulla che da dopodomani saluterà l’incolpevole defunto.

Vorrei invece parlare di una notizia che ha faticato a trovare spazio in mezzo a cotanti temi:

"Sono passati quasi tredici anni dal genocidio del Ruanda, quando 800 mila fra tutsi e hutu moderati sono stati massacrati, prevalentemente a colpi di machete, dagli estremisti hutu e dalle milizie Interahamwe. Ci sono state condanne a morte, molti responsabili della follia di massa stanno pagando con il carcere ruandese o con quello dell’Onu. Ora però è saltato fuori un dato inquietante: almeno 177 sopravvissuti, testimoni delle efferatezze, sono stati fatti tacere con assassini mirati dal 2000 a oggi. Altri cento attentati sono andati male, sostiene Benoit Kaboyi, segretario dell’associazione dei  sopravvissuti. Il pericolo, dice Kaboyi, è che anche gli ultimi testimoni dell’orrore scelgano il silenzio".

A scrivere questo post è Giampaolo Cadalanu di Repubblica, che riserva spesso queste "chicche". Allora ci si chiede (retoricamente): quanto tempo dovrà passare ancora prima che a essere intervistati e portati alla ribalta siano questo tipo di testimoni e non i riluttanti e conniventi ragazzetti 15enni prontamente recuperati per strada dai bravi inviati di tutti i quotidiani nazionali in quel di Catania? Quando finirà la tentazione di far (stra)parlare tali personaggi?

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