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Il punto sulle primarie americane a 4 giorni dal Big Tuesday

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Quasi archiviate, a scanso di improbabili sorprese, le primarie repubblicane, che vedranno prevalere il senatore dell’Arizona John Mccain, tutto l’interesse della stampa è concentrato sulla competizione tra i candidati democratici, per quella che è diventata una gara a due, dopo il ritiro di John Edwards, tra Hillary Clinton e Barack Obama.

La situazione, dopo aver visionato tutti i vari sondaggi disponibili in rete, appare la seguente:

Clinton dovrebbe vincere agevolmente in California (441 delegati), New York (281), New Jersey (127), Massachussetts (121), Missouri (88), Tennessee (85) e Oklahoma (47),  mentre è in vantaggio, ma non in maniera rassicurante, in Minnesota (88) e Arizona (67).

Obama può essere certo della vittoria nel suo Illinois (185 delegati) e in Georgia (103 delegati), mentre è in leggero vantaggio in Colorado (71), Alabama (60) e Connecticut (60).

Stati incerti perchè non sono disponibili sondaggi molto aggiornati, in quanto troppo piccoli per essere interessanti ai fini del risultato finale, sono Utah (29, dove le ultime rilevazioni danno in vantaggio Clinton), New Mexico (38, Obama), Arkansas (47, Clinton), Kansas (41, Clinton), Delaware (23, Clinton), Idaho (23, Obama), North Dakota (21, Obama), Alaska (18, Obama).

Decisivi, in alcuni stati, saranno i voti di John Edwards: se dovessero andare in blocco ad Hillary Clinton la campagna si chiuderebbe martedì a suo favore. Se invece appoggiassero compattamente Obama si potrebbe assistere a qualche sorpresa anche nelle roccaforti clintoniane (California in testa).

Altra regola da tenere d’occhio è quella della divisione proporzionale dei delegati, che in questo caso aiuterebbe Obama che è in svantaggio nella maggioranza degli stati: sconfitte di misura non pregiudicherebbero la sua corsa.

Stando ai numeri è difficile che il senatore dell’Illinois riesca a farcela, ma la politica, anche quella italiana, ci ha abituato a rimonte last minute, e l’atavica simpatia americana per chi è "underdog" potrebbe fare il resto.

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