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Il Craxi riabilitato dalle sue amanti. E da Vespa. | Il blog di wow

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Il Craxi riabilitato dalle sue amanti. E da Vespa.

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Per chi fosse in vena di gossip segnalo la presenza quasi quotidiana su dagospia delle "pillole" del nuovo libro di Bruno Vespa, di cui a occhio e croce non ci libereremo tanto facilmente, dato che assedierà qualsiasi trasmissione televisiva esistente sull’etere italiano nei prossimi due mesi.

"L’amore e il potere. Da Rachele a Veronica, un secolo di storia italiana" è una rilettura della storia italiana al femminile, che riguarda appunto le donne degli uomini al potere. Una parte corposa del libro è occupata dalle interviste condotte dallo stesso Vespa alle amanti di Bettino Craxi. Fino ad oggi le anticipazioni parlano di tre donne, tali Patrizia Caselli, Sandra Milo e Ania Pieroni, che fanno a gara a chi le spara più grosse e a chi dimostra di avere avuto un rapporto "esclusivo" con l’ex segretario Psi.

Vincitrice incontrastata del mini campionato messo su da Vespa è Ania Pieroni, che riesce a dire, obnubilata dall’affetto per l’uomo, frasi del tipo "non era uomo che raccontava o si vantava; né ha mai fatto una raccomandazione per me o per la mia famiglia, da nessuna parte, tantomeno in televisione. Il clientelismo non apparteneva alla sua vita, anzi era tutto ciò che odiava", anche se poi lo stesso Craxi finì per affidarle un’intera televisione locale, la GBR; "Lui non ha mai alzato il telefono per raccomandare nessuno"; "tentavo di parlargli dei problemi della televisione, ma non voleva saperne. Come si faceva a parlare di queste robette terrene a uno come lui che stava sempre con la testa in altre cose? I commerci non gli interessavano, lui era un idealista, un grande, che amava l’Italia". Frasi da scolpire, peccato solo per quei cattivi che si ostinano a dire che dal ’75 al 92 il debito pubblico italiano è passato dal 50 al 120% del Pil, con una corruzione dilagante che Craxi non aveva fermato bensì accompagnato. Forse non saranno abbastanza idealisti come li vorrebbe la Pieroni.

Anche Vespa ci mette del suo, con questo paragrafo: "Ecco, Craxi si è perduto proprio per questo. Da autentico leader politico qual era, si occupava dei grandi disegni, considerando quisquilie gli aspetti finanziari, grandi o meno grandi, rilevanti o meno rilevanti che fossero. Conosceva bene il mondo economico e finanziario, sapeva che per ogni lira versata ai partiti i maggiori imprenditori italiani ne guadagnava-no dieci, e che la struttura di tutti i partiti – e in particolare del Pci-Pds, che era la più grossa – veniva in larga parte finanziata illecitamente. E questa sua indifferenza per il dettaglio, chiamiamolo così, lo ha perduto.
Già, chiamiamolo dettaglio, Chiamiamola sbadataggine. Purchè non la si chiami corruzione sia ben chiaro.

Tutte decantano all’unisono la grande generosità di Craxi, tacendo con molta comodità sulla provenienza di quel fiume di denaro. Tutte raccontano di essergli state vicino sempre, tutti i giorni, tanto da far pensare che Craxi in realtà avesse almeno tre o quattro sosia in giro per Roma che si occupassero di fare compagnia a queste gentili signore allo stesso modo affascinate "dal suo sguardo, dal suo modo di fare". Il potere e i denari non c’entravano niente, ovviamente.

L’apoteosi si raggiunge quando la suddetta Pieroni, in un impeto di egocentrismo, dice "Non ero la preferita, non ne ho il carattere. Ero l’unica".

Bruno mandale una copia del libro please.

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