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Caos afgano | Il blog di wow

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Caos afgano

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Da qualunque prospettiva la si guardi, la questione delle elezioni tenutesi in Afghanistan è un rompicapo.

Il Paese (specie nel Sud) non è sotto il pieno controllo delle autorità afgane, nè delle truppe occidentali. Per questo motivo, dopo le pubbliche minacce talebane per chi si fosse recato alle urne, era indispensabile, per chi avesse voluto vincere in quell’area, ricorrere all’aiuto degli stessi talebani o organizzare brogli parecchio eclatanti.

Il presidente in carica Karzai ha scelto la seconda possibilità, lasciando a suo fratello, governatore della provincia di Kandahar, il compito di organizzare doppi e tripli giochi con Cia e Mullah Omar.

E’ successo che i brogli fossero però di dimensioni talmente colossali che gli americani non se la sono sentiti di chiudere occhi e orecchie e hanno convinto Karzai ad accettare il ballottaggio con Abdullah Abdullah, ex ministro degli Esteri del governo Karzai. Il sistema (rivelatosi fallimentare) che avrebbe dovuto garantire dalle frodi è rimasto praticamente immutato rispetto al primo turno e questo, unito alla sensazione di non potercela fare anche questa volta, ha fatto sì che Abdullah si chiamasse fuori dalla corsa nel ballottaggio, sperando in un accordo di potere con Karzai.

Questa mattina è stata quindi ufficializzata la vittoria del presidente uscente senza bisogno di effettuare un ballottaggio con un unico candidato. Resta da capire quanta legittimità agli occhi dei cittadini possa avere un presidente dopo aver organizzato una frode di dimensioni spaventose ai loro danni, e quanta credibilità internazionale un uomo che pur di vincere al primo turno si era alleato con i peggiori tagliagole e signori della guerra e del’oppio.

Il tutto mentre Barack Obama è chiamato a decidere se rafforzare la propria presenza militare nell’area come gli chiede il suo comandante McCrystal.

Un bel casino, non c’è che dire

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