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Se lo dice lui

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Strepitosa l’intervista di oggi al Corriere della Sera dell’avvocato Carlo Taormina, ex-difensore deluso di Anna Maria Franzoni. Vi segnaliamo i passi più incredibili:

Pensa davvero che se fosse rimasto lei come avvocato le cose sarebbero andate diversamente? "Con me Annamaria sarebbe stata assolta, lei ha perso una grande occasione." (Sì, di vedersi confermata la pena in primo grado).

Annamaria dice che la scelta di andare in tv è stata una strategia

Taormina (Corradini)
Taormina (Corradini)

difensiva sbagliata, che il suo dolore è stato preso per finzione. «Lo chiarisco una volte per tutte. Sembrerà un paradosso, ma io sono rimasto sempre estraneo alla gestione mediatica. C’era un pool di persone che hanno impostato questa speculazione».
(Infatti lui non è mai andato in tv, nè da solo nè ad accompagnare la Franzoni)

La brava Cristina Marroni incalza:

Eppure con l’avvocato Grosso, Annamaria era una protagonista in disparte: solo due interviste. Invece con il suo arrivo è finita su tutte le tv. Difficile sostenere che lei non ne sapesse niente. «Lo ripeto. Da due anni vieto ad Annamaria di andare in televisione, senza risultato. Ho spiegato che ero contro questa strumentalizzazione. Il capo della comunicazione è Don Marco, lui la portava in televisione, mica io». (Ipse dixit)

Ma non si sente responsabile per aver fatto firmare ad Annamaria la denuncia contro Ulisse che le ha procurato un’accusa di calunnia? «Io? Quella denuncia l’ha scritta lei, di suo pugno, in quattro pagine a quadretti che sono state allegate. Io ho affrontato l’argomento solo su sua indicazione» (Questo l’esito delle famose indagini della premiata ditta Taormina e Gelsomino, fruttate una denuncia per tutti di aver fabbricato delle prove false successive al delitto).

Dopo aver detto che per Annamaria avrebbe lavorato gratuitamente ha annunciato la parcella con una lettera, in cui tra l’altro lamentava di non aver ricevuto neppure un regalo per Natale e Pasqua. Ha già spedito il conto? «Dopo quello che è successo chiederò il minimo tariffario oltre alle spese vive. Stiamo facendo i conti: ci sono 700-800 atti, oltre un centinaio di viaggi. Non ho mai chiesto regali, ma per riconoscenza mi sarei aspettato almeno gli auguri». (Lui è così, prima dice che lavora gratuitamente, poi manda la parcella)

Adesso che non è più il suo avvocato lo può dire: lei giurerebbe sull’innocenza di Annamaria? «Sì, Annamaria è innocente. Recentissimamente ho svolto indagini all’insaputa sua e di tutta la gente che l’ha circondata. Tutto questo, oltre ai 5 anni di processo, mi fanno dire di essere vicino alla verità». (Se il livello è lo stesso delle indagini con Gelsomino tutta l’impalcatura dell’accusa è a rischio crollo). 

Sta dicendo che ha svolto nuove indagini? «Sì. Io ho continuato a investigare, sono tornato a Cogne, ho sentito persone e ho trovato nuovi elementi». (soprattutto nuovi testimoni, forse una mucca che è stat testimone oculare dell’omicidio)

E qual è la verità? Chi ha ucciso Samuele? «Lo dirò a sentenza definitiva perché nessuno lo merita, visto quel che è successo nell’ultimo doloroso e irritante atto di questo processo». (Sìsì, come no! è da 4 anni che annuncia di aver messo con le spalle al muro l’assassino)

Ma come? Lei ha in mano le prove che Annamaria è innocente e se ne sta zitto? Neppure Samuele se lo merita? «Di questa storia non mi interessa più niente. Annamaria non merita più niente. Lo sa quale sarà la soluzione del caso? La grazia di Napolitano». (Ma come, ma lui nn aveva le prove?)

Ma, se lo dice lui, possiamo (e dobbiamo) crederci

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One Comment

  1. purtroppo si continua a vedere la mania di protagonismo, scordandosi che la professione è una cosa seria

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