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Le vittime a prescindere | Il blog di wow

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Le vittime a prescindere

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L’occasione era ghiotta, e lui furbo non se l’è fatta scappare. Un solo imperativo, avrebbe detto quello che qualcuno molto spiritoso sostiene essere il suo vero padre: essere dalla parte del più forte. Quindi giù duro contro i magistrati che osano interrompere l’idillio della famiglia Mastella e contro i professori che mettono il bavaglio al papa. Bruno Vespa ha raggiunto ieri punte ancora più surreali durante il suo "speciale di disinformazione" su Raiuno dedicato ai due temi caldissimi della giornata, e lo ha fatto da par suo, o "su misura", come in tante altre occasioni.

 Quindi bandita la parola "concussione", che ricorda tanto i nefasti tempi di tangentopoli. Al suo posto molto gettonata la parola complotto, anche perchè "le accuse sono tutte da verificare", mentre i complotti, specie contro i politici che a lui stanno tanto simpatici, non hanno bisogno di verifiche. Un fantomatico "consigliere giuridico di Sandra Lonardo" si occupa invece di ridurre a un golpe contro l’Udeur gli indizi contro l’intero sistema di parentele e alleanze messo su dallo statista di Ceppaloni. Completava il quadro un servizio agiografico con tanto di sottofondo musicale che illustrava la straordinaria unione dei coniugi Mastella (servizietto fotocopia a quello trasmesso dal tg1 di Riotta meno di un’ora prima) da cui si poteva notare quanto sono cattivi questi magistrati che osano rovinare il tranquillo menage della famiglia, e pazienza se si occupavano, tra un abbraccio e l’altro, di azioni che i magistrati hanno valutato come ipotesi di reato.

 Nella seconda parte il maggiordomo del parlamento si è invece occupato di un’altra vittima, nonchè suo grande amore: il Papa. Ovviamente dalla parte del santo padre censurato (a reti unificate) e contro quei professorini brutti e cattivi che non accettano che il pontefice parli alla Sapienza. Un classico. Come un classico di Vespa è il non prendere in considerazione le parole degli ospiti che, in via del tutto eccezionale, erano lì presenti a testimoniare il dissenso rispetto alla tesi di chi dice che si sia tagliata la bocca al papa.

Quindi le parole del promotore della lettera, Marcello Cini, che specificava come l’inopportunità della visita di riferisse solo all’inaugurazione dell’anno accademico, non sono state per nulla considerate e la situazione, specie dopo che ha preso la parola il matematico Piergiorgio Odifreddi, è apparsa ai più come un dialogo tra sordi. Da una parte un esausto e in debito d’ossigeno Pannella (una vera maratona la sua, dato che ha presenziato anche all’assoluzione di Mastella), Odifreddi e Cini, dall’altra Buttiglione e monsignor Fisichella. E il nervosismo di Vespa è stato talmente palese che, dopo aver tentato, inutilmente, di far ammettere a tutti che "il papa è stato costretto a non andare alla sapienza", alla fine, in coda e prima di sfumare ha chiuso con un "comunque è stato impedito al papa di andare alla sapienza, buonanotte". Un blitz in piena regola, di cui nessuno ovviamente si scandalizzerà, e per cui nessuno protesterà. L’importante è appoggiare il più forte.

 

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