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Anche l’Italia ha i propri Premi Pulitzer | Il blog di wow

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Anche l’Italia ha i propri Premi Pulitzer

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I più cattivi penseranno che l’Italia non abbia i propri premi Pulitzer. Invece eccoli qui, divisi per categorie.

Premio Public Service a Porta a Porta e a Bruno Vespa, per aver saputo raccontare con coraggio e determinazione le tragedie di Cogne, Garlasco, Erba, Perugia e aver dato così un importante impulso alla formazione di una coscienza civica.

Il Premio Breaking News Reporting è toccato a Libero e al suo direttore Vittorio Feltri, per aver tenuto la schiena diritta nel corso dell’inchiesta che ha coinvolto il suo editore Angelucci, per non aver sposato acriticamente le tesi della difesa ma aver indagato a fondo sulla questione proprio per evitare le accuse di conflitto di interesse.

Il Premio Investigative Reporting (alla carriera) è andato alle coraggiose e scomode inchieste del Giornale sull’affare Telekom Serbia, e per aver scovato e fatto parlare Igor Marini, supertestimone chiave della vicenda.

L’explanatory Reporting Award è andato al quotidiano Libero per la sua attività contro l’evasione fiscale testimoniata dagli articoli "100 modi per evadere" pubblicata nel maggio scorso.

Il Pulitzer per il local reporting è andato al quotidiano catanese La Sicilia, per aver coraggiossamente pubblicato la lettera di un mafioso sottoposto a regime di 41bis e aver fatto accurate inchieste sullo spaventoso buco nel bilancio comunale della città.

A Gianni Riotta e al suo Tg1 è andato il national reporting, per aver saputo informare ogni mattina e ogni sera il suo pubblico circa le opinioni di Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto, Antonello Soro, Anna Finocchiaro, Antonio Di Pietro e Lorenzo Cesa e aver contribuito in questo modo alla crescita culturale del Paese.

L’award per l’International reporting (alla carriera) va al Foglio e al suo direttore Giuliano Ferrara per aver saputo cercare e trovare, prima di ogni altra testata o esercito, le armi di distruzione di massa presenti in Iraq.

Il premio Commentary è andato all’intero gruppo degli editorialisti del Corriere della Sera, la cui giovanissima età dimostra come è possibie un ricambio generazionale in Italia, a partire dai giornali.

L’award per l’Editorial Writing è assegnato a Paolo Cirino Pomicino per i suoi puntuali editoriali su come ottimizzare le risorse della finanza pubblica, stante la sua buona prova come Ministro del Bilancio negli anni 80.

A tutti i vincitori, invece del pacchiano premio in denaro, è stata consegnata una simbolica lingua d’oro.

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