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Quelli che l’avevano previsto | Il blog di wow

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Quelli che l’avevano previsto

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Uno degli sport più diffusi da un paio di mesi a questa parte è la caccia all’economista che aveva "previsto la crisi". La lista è lunghissima e per forza di cose incompleta, perchè qualsiasi giornale vuole accreditare la sua intervista con il più o meno noto professore, meglio se americano, con acrobazie verbali che facciano capire il fiuto infallibile del nuovo Nostradamus.

Frasi come "Parla il prof. Vattelapesca, nel suo saggio del 1999 (segue libro che nessuno ha mai pensato di leggere) aveva previsto la crisi" fanno parte della lettura quotidiana dei nostri giornali. Un salto in avanti sono coloro accreditati della qualifica di guru perchè nel 2000 avevano scritto un articolo che metteva in guardia contro la finanziarizzazione dell’economia. Inutile ricordare che se negli anni successivi il suddetto guru non era tornato sull’argomento vuol dire che a quello che diceva non credeva nemmeno lui più di tanto.

Strepitosa poi la descrizione del premio nobel Paul Krugman, ridotto dalle cronache italiane a una specie di mago otelma "Pochi mesi dopo gli attentati dell’settembre 2001, nei giorni in cui falliva Enron, Krugman aveva previsto in un editoriale pubblicato sul New York Times che il secondo evento sarebbe stato più determinante del primo, in termini di conseguenze sulla storia degli Stati Uniti. Una previsione che scatenò non poche polemiche e che per anni venne rinfacciata all’economista, ma che ora si è rivelata esatta".

Seguendo questo filo del discorso chiunque avesse affermato una cosa del genere (tra l’altro opinabile ancora adesso) avrebbe potuto concorrere al Nobel per l’Economia, ottenuto invece "by having integrated economies of scale into explicit general equilibrium models, Paul Krugman has deepened our understanding of the determinants of trade and the location of economic activity."

Nessuna parola poi riguardo alle consulenze che Krugman ha svolto fino al 1999 per l’advisory board della stessa Enron alla modica cifra di 37500 dollari, interrotte solo quando il Nyt gli chiese di rinunciare per policy alle consulenze esterne per poter diventare editorialista.

Accuracy.

 

 

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