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Debito formativo in storia dell’arte | Il blog di wow

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Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione

Debito formativo in storia dell’arte

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Luca Mastrantonio per il Riformista (nell’articolo che trovate qui via dagospia) ieri scriveva a proposito della mega asta di Damien Hirst, che ha fruttato circa 140 milioni di euro all’artista inglese inaugurando un nuovo modo di vendere le opere, senza passare dall’intermediazione dei galleristi, vendendo direttamente all’acquirente.

Pezzo forte dell’articolo di Mastrantonio un’intervista telefonica (particolare a suo modo importante) con Philippe Daverio, noto critico d’arte televisivo. E qui il giornalista commette due errori: scrive Jeff Koontz invece di Koons e Gagosyan invece di Gagosian. Non sono errori di battitura. Mastrantonio li fa per ignoranza e per la pigrizia di non andare a controllare se i nomi di cui Daverio ha parlato al telefono si scrivano davvero come lui pensa.

Ciò significa che Mastrantonio non conosce un’acca di arte contemporanea (e nemmeno di attualità, avendo Koons sposato una decina d’anni fa nientemeno che Cicciolina). Significa che lavora in un giornale che commissiona un pezzo a chi non capisce nulla della materia che sta trattando. Significa che al Riformista (ma anche al Corriere o a Repubblica) i famosi fact-checker, i giovani di belle speranze deputati al controllo di qualsiasi inesattezza nei giornali anglosassoni, sono sconosciuti o non pervenuti.

Chi vi scrive non ce l’ha con Mastrantonio, che non conosce. Ma con un modo sciatto di fare giornalismo. Ok, non esistono giornalisti onniscienti, ma informarsi almeno sui nomi che si citano è davvero chiedere troppo? Div’è finita l’accuracy? Il ministro Gelmini avrebbe la soluzione: esami di riparazione per i giornalisti ignoranti.

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3 Comments

  1. Vince, l’hai mai visto “Shattered Glass”?

    Illuminante…

  2. no… ma lo voglio vedere!!

  3. Buon articolo e ti rispondo. Il mio commento sta tutto nell’ultimo post della googlepage… dài un’occhiata e poi capirai molte cose.

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