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Alfonso Bufalini | Il blog di wow

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Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione

Alfonso Bufalini

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Si è aspettato invano che Alfonso Signorini si scusasse con i propri lettori per la superballa confezionata ad arte della storia d’amore tra Domenico Cozzolino e Noemi Letizia. Invece nessuna scusa è arrivata. Nemmeno uno straccio di dichiarazione fasulla. Consegna del silenzio per chi ha pubblicizzato e magari anche architettato (tutto è possibile) un utile diversivo per lo scottante Noemigate “almeno fino al 6 giugno”, come Noemi confidava ad una sua amica.

Per cui ben vega l’appello di Mario Adinolfi per radiare dall’Ordine dei giornalisti (per quello che vale) il direttore di Chi e Tv Sorrisi e Canzoni, ma l’episodio credo possa richiamare ad una discussione ben più ampia sulla stampa scandalistica italiana, dove lo scoop è tenuto abilmente dentro i cassetti e ci si balocca con i servizi rubati che sono in realtà posati e altre amenità del genere.

Nulla di penalmente rilevante, nella maggior parte dei casi, ma è strano che nessuno dei settimanali che vivono di gossip abbia sentito il dovere di precisare e di raccontare ai propri lettori il sistema Corona da dentro.

Perchè loro c’erano dentro fino al collo, in quanto utilizzatori finali (direbbe Ghedini) delle foto che Corona commissionava, costruiva ad arte e vendeva a prezzi che decideva lui stesso, in quanto quasi monopolista nel suo campo.

Tutti muti e con i gossip importanti sottochiave, perchè l’interlocutore non è mica il lettore, ma sempre più spesso l’editore, anche per i settimanali di gossip.

Sir Keith Arthur Murdoch, padre e maestro di giornalismo del figlio Rupert, insegnava per primo come i giornali di successo bisognasse impastarli con sesso, sangue e merda. Aveva dimenticato le bufale.

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