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Siamo in buone mani | Il blog di wow

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Siamo in buone mani

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Illuminante l’intervista pubblicata oggi su Repubblica a pag.13 a firma di Alberto Statera, con il presidente dei giovani di Confindustria, Federica Guidi.

Svela molto dei pensieri di quella che dovrebbe essere la nostra classe dirigente, e lo fa grazie soprattutto alla cosiddetta "seconda domanda", quella fatta da chi non si accontenta di una risposta vaga e fuori tema ma vuole realmente che l’intervistato si esprima sull’argomento oggetto della domanda.

Per l’insigne figlia di papà (come la stragrande maggioranza degli iscritti ai giovani di Confindustria) "le regole basilari della democrazia, come il varo a colpi di maggioranza di leggi ad personam, di istituzionalizzazione di conflitti d`interesse, che dovrebbero essere la bestia nera degli imprenditori" sono "aspetti  che non importano un granché a gran parte dell`opinione pubblica". Questo deve fare infatti una classe dirigente, lungi dal guidare l’opinione pubblica deve abbandonarvisi. Da manuale.

Il dialogo prosegue. "Appunto, un`opinione pubblica devastata, prona, anzi docile, come la definisce Nadia Urbinati" approfondisce Statera.

«Io dico che oggi tutto occorre tranne il dissenso a tutti i costi. A noi interessa l`economia di mercato
con meno ingerenze dello Stato. Chiediamo uno Stato leggero, efficiente, alcune regole, ma che siano poche e chiare. Tutto il resto viene dopo».
Ma che risposta è? con la domanda non c’entra proprio nulla.

Ancora Statera. "Vuol dire che i conflitti d`interesse non riguardano gli imprenditori, soprattutto quelli giovani che dovrebbero ricostruire l`Italia, se effettivamente hanno la fertilità vagheggiata da de Rita?"

Guidi. «Il conflitto d`interessi di cui parla lei non mi riguarda direttamente, su queste cose non do giudizi politici generali. Noi imprenditori, soprattutto piccoli e medi, siamo occupati a girare per il mondo tutti i giorni, non viviamo negli yacht e nelle ville, ma a fare il chek-in negli aeroporti, siamo impegnati a trovare il modo di affrontare una competizione globale drammatica, di creare ricchezza per il paese, per le nostre
aziende e per i nostri dipendenti».
Cara Guidi questi non sono giudizi politici generali ma casi palesi, clamorosi, su cui ci si guarda bene dall’intervenire, lasciandoli prosperare perchè tanto le sue spalle, e quelle dei suoi associati, sono ben coperte da queste incrostazioni vergognose.

Statera. Ma come si può fare, presidente Guidi, senza capire dove sta andando il paese e la sua politica?

Guidi. «Lo sappiamo, purtroppo: la gente è stanca, è un periodo di disaffezione e scoramento, che va affrontato con la concretezza di pochi provvedimenti semplici e immediati». La domanda dice il Paese e la sua politica, non i cittadini che, dopo aver guardato un qualsiasi telegiornale Mediaset, pensano che l’emergenza di Ferragosto sia la sicurezza nei centri storici.

Statera. Quindi per lei sono sterili ubbì e quelle che salgono da buona parte della sinistra su temi considerati forse troppo "intellettualistici"?

Guidi. «Non ho i titoli, né la capacità, nél avoglia di dare consigli alla sinistra. Loro facciano il loro mestiere,
possibilmente rispondendo alla domanda che sale dalpaese, che è non di parole ma di concretezze».
Ben detto, perchè interrogarsi sulla società quando tutto per la mia confederazione va benissimo?

Statera. Ma non crede che in questo modo gli imprenditori rinuncino al ruolo di classe dirigente, in qualche modo custode delle regole democratiche?

Guidi. «Noi vogliamo essere classe dirigente, il che significa esaltare tutti i giorni il nostro percorso professionale, a disposizione del paese, con passione e sacrificio. Speriamo di riuscirci. Forse non ce la faremo, ma ci proveremo con spunti, idee, stimoli, con il passo lungo di chi pensa di saper ragionare. Ma che ha la coscienza di vivere nell`oggi». Il vuoto assoluto. "il nostro percorso professionale" è quello dei figli di papà maneggioni (dove sarebbe adesso la sig.na Guidi senza di lui? Avrebbe fatto una buona carriera manageriale, ma non imprenditoriale). A disposizione del Paese un corno visto che non se ne occupa per nulla e non dà una direzione, nè morale nè politica, ma si occupa solo del proprio orticello. Che non va assolutamente reso libero dai conflitti di interesse, non sia mai arrivi qualche giovane imprenditore che cresce fuori dal suo ristretto giro.

Signore e signori, la futura classe dirigente. Siamo in buone mani.

 

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One Comment

  1. Per fortuna tu sarai classe dirigente INTERNAZIONALE.

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