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I ricordi di Marcello e le dimenticanze del Corriere | Il blog di wow

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I ricordi di Marcello e le dimenticanze del Corriere

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Un bell’esempio di inchiesta giornalistica viene oggi dal New York Times, dove si indaga sulla precedente attività di avvocato della neo senatrice (è stata nominata dal governatore dello stato di New York David Patterson) Karen Gillibrand. I giornalisti hanno scoperto che lavorava con un cliente a dir poco scomodo, la Philip Morris, impagnata negli anni Novanta a respingere le accuse che addebitavano alle sigarette l’insorgere di gravi malattie dell’apparato respiratorio.

Esempi di questo tipo non mancano neanche nel giornalismo italiano a dir la verità, con il sistema Cosentino raccontato sulle pagine dell’Espresso da Marco Lillo, solo per citarne uno. Manca però un dibattito serio sulle scoperte giornalistiche, pur in presenza di accuse ben più gravi (collaborazione con la criminalità organizzata, non attività professionale per una multinazionale del tabacco). Lo dimostra il fatto che il sottosegretario all’Interno Nicola Cosentino è ancora al suo posto senza problemi.

Esiste però anche un giornalismo diverso. E’ il caso del Corriere della Sera di ieri. In un’intervista con Marcello Dell’Utri si parla di tutto, si mandano messaggi trasversali ad amici e nemici, si racconta la storia di Forza Italia ma Paola Di Caro si guarda bene dall’accennare alle condanne definitive, in primo grado, nulla. Dice solo "ricordi, processi, condanne, soddisfazioni e delusioni alle spalle" come se le condanne fossero dettagliuzzi senza valore, da mettere insieme ai ricordi e alle delusioni.

Nessun riferimento nemmeno (non sia mai) nemmeno al processo d’appello in corso a Palermo, quello che lo vede imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, dopo una condanna in primo grado a 9 anni di reclusione.

Avanti così.

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