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Facciamo Pulitzer | Il blog di wow

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Facciamo Pulitzer

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Mentre noi ci occupiamo di Gf9 e altre graziose amenità, ieri sono stati annunciati i vincitori del premio a cui il 95% dei giornalisti italiani (stima ottimistica) non potrebbe mai essere candidato, il Pulitzer.

Il Nyt (5 premi conquistati) dedica ai vincitori e alle motivazioni dei premi un bell’articolo, noi ci limitiamo a commentare alcuni dei premi.

Premio "Servizio Pubblico" al Las Vegas Sun e alla sua reporter Alexandra Berzon, per le indagini riguardo all’alto tasso di mortalità tra i lavoratori nella costruzione di edifici nel territorio di Las Vegas, che ha portato a migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori.

L’award per il giornalismo investigativo è andato al New York Times e al giornalista David Barstow, per aver indagato sui conflitti di interesse di alcuni generali in pensione che da un lato coprivano come esperti la guerra in Iraq (in cui difendevano a spada tratta le azioni belliche) e dall’altra erano consulenti delle aziende che beneficiavano delle commesse militari.
Nomination anche per Paul Pringle del Los Angeles Times per le indagini riguardo il leader del più grande sindacato californiano che ha portato alle sue dimissioni e alla restituzione dei fondi di cui si era impadronito.

Nella categoria Local Reporting il premio è andato al Detroit Free Press che ha indagato sulle bugie del sindaco Kwarme Kilpatrick sulla sua relazione sessuale con il suo capo dello staff.

Per la sezione National Reporting il vincitore è risultato il St. Petersburg Times per la sua attività di fact-checking riguardo più di 750 claim usati durante la campagna presidenziale del 2008, "separando retorica dalla verità".

L’international reporting award invece non poteva che andare al New York Times per la sua copertura della guerra in Afghanistan e Pakistan.

Stranamente, nessun premio assegnato a chi ha seguito e raccontato con passione e spirito di servizio pubblico la saga di Cogne, di Perugia, di Garlasco e di Erba.

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