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La domenica delle Paste | Il blog di wow

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La domenica delle Paste

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Se l’affaire Moggi, il giro delle scommesse clandestine, i passaporti falsi, i bilanci truccati non avessero ancora convinto tutti e qualche ingenuo credesse ancora alla bontà dei trafficanti del presunto “gioco più bello del mondo” (titolo di cui solo i giocatori di curling hanno preferito non fregiarsi) le partite di oggi ne hanno dato una conferma definitiva.

5 pareggi e la sconfitta esterna della Roma su nove partite nella odierna giornata di serie a possono bastare a dare l’idea delle pastette consumate senza nemmeno bisogno di concordarle?

E mi tornano in mente due episodi: la puntata de “le partite non finiscono mai” di Martedì su La7 in cui il portierone della nazionale Gianluigi Buffon faceva spallucce a chi gli domandava se ci fossero favori da parte di squadre che hanno già raggiunto i loro obiettivi nei confronti di squadre che hanno ancora qualcosa da chiedere al campionato. “E’ normale che si dia una mano a dei colleghi che te lo chiedono”, “gli altri giocatori ti chiedono d non impegnarti al massimo perché l’anno prossimo potresti stare al loro posto”.

Ammirevole sincerità. Ma stupefacente rivelazione del modo in cui i nostri campioni intendono lo sport. In seria A, con giocatori pagati profumatamente e trattati come professionisti. E nelle serie minori?

Le serie minori mi portano a parlare di un altro episodio. E’ quello di un mio amico che qualche anno mi spiegava come la sua squadra fosse stata promossa nel campionato di Promozione della sua regione grazie alle ultime 4 partite “comprate dagli avversari”. Il metodo consisteva nel pagare i cosiddetti senatori, non più di 4-5 per ogni squadra, che sono coloro che decideranno gli ingaggi futuri anche per gli altri giocatori meno esperti.

Ho voluto citare solo due episodi, ma questo va a sommarsi a ciò che è successo qualche mese fa a Manfredonia (gol a sorpresa su punizione che fissava il risultato sul 2 a 1 e i giocatori della squadra vincente che invece di festeggiare scappano negli spogliatoi inseguiti dai loro avversari), o il famoso gol-vittoria del Venezia ad opera del giovane brasiliano Tuta non festeggiato dai suoi compagni di squadra.

Chiariamoci, tutto il mondo è paese: ricordate il 2 a 2 tra Svezia e Danimarca che ci eliminò dagli Europei portoghesi nel 2004? Io sì. E ricordate anche come le pastette e le combine siano state oggetto di uno scandalo nazionale? Ovvio, il fair play si invoca solo quando si è danneggiati, mica quando si è favoriti.

Rimedi? Un sistema capace solo di reiterare i suoi atteggiamenti più malati (violenze negli stadi e pastette su tutti) quante possibilità ha di riformarsi?

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3 Comments

  1. il calcio come gioco non non mi affascina ne guardarlo e tanto meno giocarlo e ti dirò avendone il potere abolirei di autorità tutti i campionati di questo gioco o business purtroppo così facendo andrei a creare un moltitudine di disoccupati.Caro amico in questo paese,magari anche negli altri,viviamo ogni giorno fra immani schifezze,teniamoci anche il calcio con rassegnata pazienza!

  2. hai ragione! però subire senza nemmeno osservare e denunciare che quello che spacciano per vero è in realtà taroccato non è nemmeno l’atteggiamento giusto amio modo di vedere

  3. Solo un saluto veloce…visto che cercavo tutt’altro e invece ho trovato te….

    un abbraccione

    patricia

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