Lotta all’evasione inglese e condoni italiani
Alistair Darling, ministro del tesoro inglese, prende di mira l’evasione fiscale. In questo articolo del Financial Times potete leggere i dettagli del piano, che prevede sanzioni anche del 200% delle tasse dovute per coloro che saranno acciuffati a portare soldi all’estero per evadere.
Inutile fare riferimento alla misura dello scudo fiscale, servito solo ai mafiosi e ai mega-ricchi per ripulire il proprio denaro. A questo si aggiungano due considerazioni, fatte anche da qualche commentatore autorevole nelle settimane scorse.
1- la velocità con cui questi capitali (circa 95-100 miliardi di euro) sono rientrati fa capire che non erano investiti in aziende o altre attività a lungo termine, dato che si sono resi immediatamente disponibili al rientro.
2- al momento non risultano casi di imprenditori che abbiano impiegato questi fondi per rilanciare le proprie imprese o effettuare investimenti (o anche solo ripagare i debiti con le banche).
Se i soldi ottenuti (circa il 5% del totale, quindi 5 miliardi) non sono stati utilizzati dal governo per tamponare la vera emergenza italiana di questi tempi, il mondo del lavoro, sia degli ex garantiti (licenziati e cassintegrati) e sia dei non garantiti per nulla (contrattisti a progetto, stagisti, neolaureati senza nessuna prospettiva), mi dite a cosa è servita questo mega condono di capitali di dubbia provenienza?
