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Il blog di wow

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I legami commerciali dell’Iran con l’Italia. Qualche notizia finalmente

gennaio 15, 2010 By: wow Category: economia, wsj

Dopo mesi di reportage sulla dura lotta contro il regime sanguinario e repressivo di Ahmadinejad da parte dei giornali italiani e il nulla più assoluto sugli enormi interessi industriali dell’Italia in Iran, secondo partner commerciale degli ayatollah, finalmente qualcuno apre bocca.

In inglese, sul Wall Street Journal Europe, senza le consuete riprese della nostra stampa nazionale, un articolo di Giulio Meotti, dal titolo “The Rome-Tehran Axis”, finalmente getta uno sguardo ad alcune delle aziende italiane che lì operano prestando la propria tecnologia per scopi non ancora ben definiti (Eni, Ansaldo, Fiat, Maire Tecnimont, Danieli, Duferco.

L’articolo si concentra su alcune aziende, come ad esempio la Carlo Gavazzi Space, che ha aiutato l’Iran a sviluppare Mesbah, il suo programma di comunicazioni satellitari, che però non si capisce bene se possa servire in un secondo momento a scopi diversi da quelli civili.

Altro caso citato da Meotti è quello della Iveco, che sin dall’inizio degli anni 90 vende migliaia di veicoli nella Repubblica Islamica. La cosa grave è che i camion vengono usati per scopi che hanno poco a che fare con gli usi civili (trasporto di missili, dimostrato da una foto a corredo dell’articolo, e addirittura impiccagioni, come dimostrato da alcune foto divulgate dall’associazione Nessuno Tocchi Caino).

Nessuna criminalizzazione, per carità, ma è bene sapere che dei  sanguinari dittatori e persecutori noi siamo grandissimi partner commerciali.

Realpolitik

luglio 07, 2009 By: wow Category: economia, politica

154. Questo è il numero (al momento) delle vittime negli scontri tra manifestanti iuguri e forze dell’ordine a Urumqi, capitale dell’area a maggioranza musulmana turcofona nello Xinjiang.

La zona è da qualche decennio una vera e propria polveriera, soprattutto a causa di presunte infiltrazioni tra gli uiguri di cellule terroristiche legate al Al Qaeda. Però.

Le notizie che arrivano sono sempre pochissime, e molto filtrate dal regime cinese. Lo stesso che opera così efficacemente in Tibet, tanto per indenderci, con risultati molto lusinghieri in termini di massacri tra la popolazione.

D’altro canto le aziende italiane (ma non sono le uniche) brindano agli accordi con la Cina (come ci ricorda benissimo Inchiostro Simpatico) e blindano sempre di più il potere dell’onnipresente partito.

Finirà (come per l’Iran) tutto nella più classica delle bolle di sapone tra deboli moniti dei Paesi Occidentali? Finchè prevarrà sempre e comunque la logica dell’economia è quasi certo che sarà così.