Dopo Nesta Lippi richiama tra i pali Zoff
Marcello Lippi è un vero italiano. Un arci-italiano.
Proprio come la stragrande maggioranza degli italiani, ama lavorare con le persone che conosce, che lui reputa in gamba e che gli hanno sempre dimostrato rispetto. Potremmo chiamarli i famigli.
Se Lippi fosse il ceo o il proprietario di un’azienda privata, non ci sarebbe nulla di male, tranne forse un malcostume diffuso che premia la fedeltà a scapito della qualità delle persone.
Però Marcello Lippi è l’allenatore della Nazionale Italiana di calcio. Quindi porte chiuse a Cassano, semichiuse a Pazzini e Borriello, mentre portoni spalancati per Alessandro Nesta (34 anni a marzo), Francesco Totti (34 anni a settembre), Fabio Cannavaro (37 anni a settembre), Gennaro Gattuso (32 anni già compiuti), Luca Toni (33 anni a maggio), Alessandro Del Piero (36 anni a novembre).
Una specie di squadra all-stars, in cui tra poco sarà “convinto” a tornare anche Bruno Conti, insieme a Paolo Rossi. E in porta avremmo tutti un nome: Dino Zoff. Magari ha i riflessi più lenti di Buffon, ma può vantare un’amicizia con il ct. Tanto basta.
