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Il blog di wow

Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione
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Archive for the ‘wsj’

I legami commerciali dell’Iran con l’Italia. Qualche notizia finalmente

gennaio 15, 2010 By: wow Category: economia, wsj

Dopo mesi di reportage sulla dura lotta contro il regime sanguinario e repressivo di Ahmadinejad da parte dei giornali italiani e il nulla più assoluto sugli enormi interessi industriali dell’Italia in Iran, secondo partner commerciale degli ayatollah, finalmente qualcuno apre bocca.

In inglese, sul Wall Street Journal Europe, senza le consuete riprese della nostra stampa nazionale, un articolo di Giulio Meotti, dal titolo “The Rome-Tehran Axis”, finalmente getta uno sguardo ad alcune delle aziende italiane che lì operano prestando la propria tecnologia per scopi non ancora ben definiti (Eni, Ansaldo, Fiat, Maire Tecnimont, Danieli, Duferco.

L’articolo si concentra su alcune aziende, come ad esempio la Carlo Gavazzi Space, che ha aiutato l’Iran a sviluppare Mesbah, il suo programma di comunicazioni satellitari, che però non si capisce bene se possa servire in un secondo momento a scopi diversi da quelli civili.

Altro caso citato da Meotti è quello della Iveco, che sin dall’inizio degli anni 90 vende migliaia di veicoli nella Repubblica Islamica. La cosa grave è che i camion vengono usati per scopi che hanno poco a che fare con gli usi civili (trasporto di missili, dimostrato da una foto a corredo dell’articolo, e addirittura impiccagioni, come dimostrato da alcune foto divulgate dall’associazione Nessuno Tocchi Caino).

Nessuna criminalizzazione, per carità, ma è bene sapere che dei  sanguinari dittatori e persecutori noi siamo grandissimi partner commerciali.

Zanzarate

settembre 01, 2009 By: wow Category: wsj

Uno studio inglese, ripreso oggi dal Wall Street Journal, fa un deciso passi avanti nella identificazione degli odori chimici che fanno sì che alcuni vengano bersagliati dalle zanzare e altri possano passare ore anche in una giungla senza soffrire di punture di insetto.

Business che sarà

agosto 29, 2009 By: wow Category: economia, wsj

Il Wsj approfondisce quello che pare essere il business del futuro nel campo delle bibite: la coconut water. E io che pensavo di essere stato un fortunato a vedermela offrire sulla spiaggia di Porto Cesareo..

Di qua e di là

giugno 11, 2009 By: wow Category: banche, bank of america, berlusconi, economia, politica, repubblica, wsj

Mentre in Italia viene approvato il ddl sulle intercettazioni, negli Stati Uniti vengono acquisiti (e divulgati dal Wall Street Journal) i messaggi con cui gli uomini della discretissima Federal Reserve discutevano tra loro dell’eventualità che, grazie ad una clausola, Bank of America si tirasse indietro dall’acquisto dell’indebitatissima banca d’affari Merril Lynch, agitando lo spettro della destituzione per i manager.

In America la trasparenza sempre e comunque, in Italia l’opacità anche per i delinquenti e non solo per i presidenti del consiglio che non ritengono di dover rispondere delle bugie raccontate a reti unificate a tutta l’Italia.

Avanti così

I subprime sono sempre lì

maggio 04, 2009 By: wow Category: banche, stress test, subprime, wsj

Un editoriale del Wall Street Journal di oggi ci informa che i famigerati mutui subprime, epifenomeno della crisi mondiale che stiamo vivendo, sono tutt’altro che spariti. Semplicemente, grazie alle amorevoli cure della Federal Housing Administration, vengono erogati con la simpatia garanzia (al 100%) del contribuente americano.

Nei prossimi mesi alcuni esperti calcolano che bisognerà sborsare tra i 50 e i 100 miliardi di euro per un salvataggio della stessa agenzia federale. Il tutto mentre i dati sugli stress test (ancorchè all’acqua di rose) non vengono ancora ufficializzati perchè le floridissime banche americane, che farebbero carte false per restituire i soldi avuto dal governo e avere di nuovo mani libere su business e bonus, sarebbero costrette a ricapitalizzare a loro volta.

Ma non sarebbe stato meglio nazionalizzare tutte le istituzioni pericolanti senza questi inutili baillamme?

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Cara cultura

ottobre 07, 2008 By: wow Category: corriere, financial times, new york times, repubblica, sole24ore, wsj

Nei periodici dibattiti sulla cultura in Italia mi sorprende sempre la sensazione di ascoltare aria fritta e nulla più. Ciò avviene per l’istinto italico al parlare senza in realtà voler cambiare nulla, e perchè non si guardano i reali termini del problema preferendo la ben più fruttuosa (secondo un certo modo di vedere) polemica politica.

Prendiamo le discussioni sulla scarsa diffusione di libri e giornali in Italia: si pone l’accento sulle graduatorie che ci vedono agli ultimi posti nella lettura giovanile e si discute pochissimo sui motivi che li determinano. Nessuno poi si chiede: quanto costa un libro rilegato appena pubblicato? A differenza della musica, che può essere fruita con metodi non sempre legali, il libro è un prodotto che non può essere replicato a costo zero. Ok, ci sono tanti libri che costano meno dei 18,60 dell’ultima uscita, ma la verità è che i prezzi sono ancora alti, e che non esiste una tessera giovani con cui acquistarli con uno sconto più sostenuto.

Discorso parallelo (e ancora più deprimente) per i quotidiani. Il costo degli abbonamenti ai quotidiani in alcuni Paesi è ridicolmente basso. Per tutti e non solo per i giovani.

Negli Stati Uniti con 89 dollari ci si abbona 52 settimane (+ 2 di prova) al Wall Street Journal, compresi i contenuti online; con 99 dollari per 52 settimane si riceve a casa il Financial Times; per 33 dollari il New York Times per 12 settimane; 52 dollari invece bastano per farsi recapitare per un anno il Los Angeles Times. Inoltre tutte le università permettono agli studenti di ottenere ulteriori sconti (anche superiori al 50%) per coloro che vogliano abbonarsi a uno o più quotidiani e/o riviste.

Discorso simile riguarda i settimanali. 

Qualcuno di voi ha provato a fare un abbonamento ad un quotidiano italiano?

280 euro la cifra da sborsare per l’abbonamento 7 numeri settimanali a Repubblica, mentre il Corriere della Sera addirittura consiglia di chiamare un numero di telefono (lo 02/63798520, per i più testardi) e non c’è un solo link sul loro sito internet che rimandi alla formula dell’abbonamento (al giornale cartaceo). Nella gara al rialzo vince Il Sole 24 Ore: 360 euro il costo dell’abbonamento al quotidiano economico.

Su queste basi diventa difficile parlare di "giovani (o italiani in toto) che non leggono", se da parte dello Stato non ci sono incentivi perchè questo avvenga. Gli editori americani non sono filantropi ma ricevono sostanziose provvidenze per ogni abbonamento sottoscritto. L’unico editore che ha tentato la strada (con un certo successo) è non a caso la Condè Nast con il suo settimanale di punta Vanity Fair. Ma è stata una rondine che non ha assolutamente portato la primavera con sè.

Passiamo ai trasporti. In Olanda, oltre ad avere l’università gratis, gli studenti hanno diritto anche a viaggiare in treno gratuitamente fino ai 25 anni. In Italia, accanto ai continui aumenti, la carta verde che garantiva ai giovani fino a 26 anni (dopo aver pagato 50mila lire di sottoscrizione) sconti del 20%, ha visto la riduzione progressivamente arrivare al 15%, al 10%, al 5%, per poi scomparire definitivamente sostituita dagli introvabili biglietti della tariffa amica.

Questi sono solo due esempi di quello che, con un impegno economico non astronomico (i 140 milioni di euro al comune di Catania per intenderci), un governo (di destra o di sinistra) che avesse davvero a cuore la condizione culturale dei giovani potrebbe fare. Ma l’importante sembra non essere questo. Megllio fermarsi a commentare, a seconda della convenienza politica, le classifiche che vedono i nostri giovani sempre in coda per i consumi culturali. Costa di sicuro meno fatica.