Bersani e Kipling
Qualche previsione si è verificata (la larga vittoria di Nichi Vendola), altre invece meno (sconfitta di Bonino). Succede.
L’astensione non ha colpito solo il centrodestra, e l’ascesa della Lega continua inarrestabile (ben oltre le più rosse previsioni finanche dello stato maggiore leghista a mio modo di vedere.
La vera sorpresa è rappresentata dai movimenti 5 stelle di Beppe Grillo. Nell’assoluto silenzio dei media mainstream, e con candidati giovanissimi (29 anni Davide Bono in Piemonte e 30 anni Giovanni Favia in Emilia) hanno conquistato rispettivamente il 4 e il 7%. Bravi.
Il difetto delle analisi più approfondite risiede però nel giudicare i fenomeni complessi sulla base di alcuni dettagli. Più o meno quello che avviene nelle partite di calcio, quando un gol (magari in fuorigioco al ‘90) cambia tutto lo scenario e la lettura della gara.
Siamo proprio sicuro che se Mercedes Bresso in Piemonte avesse preso 10 mila voti in più, sorpassando Cota, e la Bonino gli 80 mila necessari a superare Renata Polverini per la presidenza del Lazio staremmo facendo la stessa analisi globale?
Penso di no. Penso si sprecherebbero i ritratti su Emma prossima candidata alla presidenza dell repubblica, e la Bresso proiettata a livello nazionale. Bersani sarebbe il genio che ha ribaltato il corso della storia per il Pd e Berlusconi il grande sconfitto.
Può quindi un’analisi serena e complessiva basarsi solo sul fatto che Bersani ha vinto o ha perso in Piemonte e Lazio? Occorre un’analisi a bocce ferme e senza le voglie di rivalsa che abitano alcune aree del Pd. Alcune critiche sono giustificate, sia chiaro, ma è un tiro al piccione che avrei voluto osservare nel caso di vittoria in quelle due regioni.
Riuscirà Bersani ad affrontare il Trionfo e la Disfatta trattandoli ugualmente? Dopotutto con 100 mila voti in più (o anche solo 1 10 mila in Piemonte) sarebbe un genio a quest’ora..
