La settimana scorsa un amico mi chiese chi ci fosse a Ballarò nella prima puntata della nuova stagione. Mi toccò rispondergli “come al solito Bersani, Tremonti, Renata Polverini”.
Ieri ho fatto la stessa cosa con un altro amico. Ospiti e argomenti? Fassino, Lupi, Todini, Di Pietro, Urso. Temi: libertà di informazione, crisi economica. Con il solito tergicristallo detra sinistra e il solito spettatore che preferibilmente non deve capire nulla tranne le accuse reciproche di “fare demagogia” e i “non è vero”.
Poi c’è stato un servizio sulla stretta creditizia operata dalle banche, con la solita intervista alla imprenditrice meritevole a cui vengono chiusi i rubinetti del credito. Lo stesso identico servizio mandato in onda almeno 4 volte nella scorsa stagione. Unica differenza: le immagini non mostravano alcun logo o insegna delle filiali delle banche inquadrate. Un montaggio asettico fatto molto probabilmente per evitare le telefonate furiose degli uffici stampa delle banche stesse.
Si penserà: ci saranno stati rischi reputazionali per le banche se si è parlato di loro. Neanche per idea. Appena il servizio finisce è ricominciata la rissa, con il credit crunch di destra e quello di sinistra. Fino all’alè finale.
Come al solito