Get Adobe Flash player

Il blog di wow

Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione
Subscribe

Archive for the ‘giornali’

Tranquilli, niente mani nelle tasche dei cittadini

giugno 05, 2010 By: wow Category: giornali, sole24ore

Esclusi gli aumenti che metteranno in campo gli enti locali per compensare i minori trasferimenti. Ed esclusi gli aumenti dei pedaggi.

Già perchè Giorgio Santilli sul Sole ha calcolato che l’aumento del canone pagato dalle concessionarie all’Anas, deciso nella manovra, potrà essere “girato” agli utenti delle autostrade con aumenti medi dal 1^ luglio compresi tra l’1,5 e il 5%, con gli stessi aumenti anche a partire dal 1^ gennaio 2011.

Si ripete quindi la stessa operazione fatta con la Robin Tax, assegnata ai petrolieri e con tutta probabilità pagata dai consumatori alla pompa.

Ma almeno il governo non mette le mani in tasca ai cittadini. Lascia che a farlo siano concessionarie autostradali, enti locali e petrolieri. Grazie Tremonti

Come superare il GMAT

aprile 19, 2010 By: wow Category: economia, financial times, università

Affidatevi a Lu Xu!

Il Graduate Management Admission Test è da sempre lo scoglio di coloro che vogliono intraprendere gli Mba in giro per il mondo. Perchè se non si riesce a collezionare un punteggio di almeno 750 punti su un massimo di 800 mandare la propria application alle università più importanti del mondo è fatica sprecata.

Così Lu Xu aveva messo in piedi un metodo per truffare i centri test prendendo l’identità di chiunque lo pagasse (5000 $) per fare il test con la propria identità.  E’ stato bello finchè è durato (lui dice di essere riuscito a farla franca almeno 150 volte) ma la cuccagna adesso è finita, con i nuovi controlli con il controllo delle vene nel palmo della mano, che pare siano più efficaci anche del vecchio metodo delle impronte digitali, mentre invece il GRE si affida ancora ai paper-based test senza controlli d’identità supplementari. Adesso, uscito di prigione, Xu si è riciclato in consulente (con metodi legali) di chi ha necessità di passare il test.

Sul Ft hanno organizzato un blog scritto da chi aspira a passare il test. Con l’aiuto di Xu?

Tags: , ,

Terre profanate

marzo 26, 2010 By: wow Category: corriere, economist

David Lane è il corrispondente dall’Italia dell’Economist. E’ il giornalista che ha scritto “L’ombra del potere” nel 2005, sul circuito affari, corruzione, politica e mafia che blocca l’Italia al suo destino.

A maggio tornerà con “Terre Profanate”, un viaggio nel Sud dell’Italia sforzandosi di capirne l’umanità, la società, le prospettive.

Oggi in un articolo del Corriere (al momento non trovo il link online) Corrado Stajano lo recensisce intervistando Lane. Ne viene fuori un ritratto così preciso che solo uno “straniero” come lui può permettersi di descrivere con così tanta esattezza. (e con una splendida immagine dei Sassi di Matera a centro pagina)

Quando Stajano gli chiede “Chi ha profanato queste terre? Di chi sono le maggiori responsabilità?” Lane dà una risposta che più vera di così non è possibile: “della politica, di tutta la politica. Con più gravi responsabilità della destra che ha governato a lungo. A chi comanda conviene tenere sottomesse le persone e pensare a guadagnare soldi. Nel sud di oggi domina un feudalesimo moderno in cui i baroni sono i politici, la Chiesa e quei meridionali che non hanno saputo o voluto diventare cittadini rispettando la legge”. Più avanti aggiunge: “mi dispiace per i giovani. Li Guardo. Che destino avete? Un posto pubblico conquistato con compromessi di ogni genere o la fuga al Nord d’Italie e d’Europa?”.

In queste poche righe c’è tutto. C’è il voto di scambio che testimonia una politica vorace e delle persone che scelgono (più o meno consapevolmente) di essere sudditi e non farsi cittadini.

Già perchè essere cittadini implica lo sforzo di formarsi, informarsi, documentarsi, lavorare su se stessi e sulle proprie competenze. Vuoi mettere con la fatica quasi nulla che implica farsi raccomandare da un politico per un bel posto pubblico, magari con coefficiente di difficoltà molto basso? E pazienza se questo implica legarsi a vita a qualcuno che si aspetta la nostra eterna riconoscenza.

In questo modo ci si illude di poter andare avanti. Con la politica e i professionisti che fungono da classe dirigente (in realtà più che dirigere puntano a conservare) e il popolo indistinto che si compiace della propria sopravvivenza senza doversi sforzare più di tanto.

C’è la posizione della Chiesa, che tende ad avvantaggiarsi, specie nei piccoli centri, della sua posizione centrale e della devozione bigotta di cui è fatta oggetto. E che vede nell’emancipazione soprattutto culturale un potenziale pericolo, preferendo le tranquille pecorelle.

E ci sono i giovani, che troppo spesso finiscono per pigrizia o furbizia (credono loro) in questo circolo che si autoalimenta, o che partono senza mai voltarsi indietro, convinti che un certo modo di fare e di essere di molte società meridionali sia destinato a perpetuarsi nel tempo.

Grazie David per averci ricordato chi siamo e cosa potremmo essere.

Inside the NYT

marzo 24, 2010 By: wow Category: new york times

Da due giorni a questa parte Il New York Times, in una rubrica chiamata TimesCast, metterà online un filmato (tra le 13 e le 14 ora di NY) con parti della riunione di redazione, interviste con i responsabili delle pagine e altro.

Qui le prime due puntate.

Da non perdere direi..

Il pallottoliere di Cicchitto

marzo 21, 2010 By: wow Category: pd, pdl, politica, sole24ore

Delle adunate oceaniche organizzate dai faraoni d’Egitto si hanno solo ricostruzioni, ma non credo la scenografia fosse tanto differente da quella vista ieri a Piazza San Giovanni.

Enorme palco centrale con un solo speaker, in alto rispetto al palco stesso e che parla alla folla che lo acclama.

Il balletto dei numeri poi è sempre divertente, ma se ci partecipa Fabrizio Cicchitto il tutto assume un’aria ancora più divertente.

Com’è normale gli organizzatori gonfiano le cifre (arrivando a parlare di un milione di manifestanti). Tutto normale. La Questura (con un certo ritardo) parla di 150 mila. Le riprese aeree dimostrano che la stima è anche generosa.

Il solito balletto, ma non ci sarebbe nulla di strano  se non saltasse fuori Fabrizio Cicchitto a dire “”Siamo francamente stupefatti da ciò che ha affermato la Questura di Roma a proposito del numero delle presenze alla manifestazione di San Giovanni. Quando la piazza è strapiena, il numero dei presenti è molto più vicino alla cifra affermata dall’on. Verdini che a quella indicata dalla Questura, che, dando il numero di 150mila, ha perso di credibilità. Ciò lo diciamo al netto del fatto che noi abbiamo sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine, ma evidentemente, non solo da ciò che è avvenuto ieri, ricaviamo l’impressione che alla Questura di Roma c’è qualcosa che non funziona”.

Lo stesso Cicchitto è quello che nel 2008, qundo il Centro Sinistra organizzò una manifestazione al Circo Massimo, si pronunciava così: “Non il sottoscritto, ma il ‘Sole 24 ore’ di oggi afferma, cifre alla mano, che il Circo Massimo può contenere circa 300mila persone: per il principio dell’impenetrabilità dei corpi, 2 milioni e mezzo di persone sono un sogno”.

Quindi Cicchitto individuava come misuratore attendibile questo articolo del Sole di Marco Ludovico.

Che però riguardo a Piazza San Giovanni dice che la piazza stracolma della manifestazione dell’odierno Pdl nel 2006 era formata al massimo da 150 mila persone. Una piazza che era ben più gremita di quella mezza vuota di ieri.

Quindi o Cicchitto ha cambiato metro di paragone oppure usa semplicemente il meccanismo dei due pesi e delle due misure. Forse più la seconda che ho detto.

La parabola di Cazzullo

marzo 19, 2010 By: wow Category: Tv e spettacoli, berlusconi, corriere

Storia di come un giornalista comincia ad ambire a qualcosa di più che fare semplicemnete il giornalista. Aldo Cazzullo è partito bene, anzi benissimo, con libri, reportage, articoli di costume tutti molto interessanti e originali.

Negli ultimi tempi si è evidentemente messo in testa qualcos’altro, visto quello che comincia a scrivere. Nell’articolo di oggi Il Cavaliere e la catena (inutile) degli amici sul Corriere si chiede se la vera notizia uscita dall’inchiesta di Trani non sia quella che Berlusconi non se lo fila nessuno.

Alla fine dell’articolo arriva addirittura (bontà sua) a ipotizzare “è possibile, anzi probabile che le richieste di Berlusconi siano eccessive e fuori luogo”.

Cazzullo ha mai sentito parlare della parola reati? ha mai sentito parlare della parola Authority indipendente? Ha mai sentito parlare di libera informazione nella televisione pubblica?

C’è un plotone di gente, a cominciare da Giancarlo Innocenzi, pagato con i soldi pubblici per tentare in tutti i modi di compiacere e assecondare il capo e lui dice che “è probabile che le richieste siano FUORI LUOGO”.

La risposta a Cazzullo è talmente facile che potremmo darla anche noi che non siamo grandi giornalisti. E consiste in una sola parola. REGOLE.

Purtroppo per i Berlusconi esistono ancora delle regole, dei tribunali, degli organismi costituzionali che per esempio fanno sì che molte delle leggi ad personam siano poi state dichiarate inutilizzabili ai fini processuali, che alcuni suoi sodali, vedi Previti, siano poi stati condannati nonostante lo schieramento di legislatori (sempre a spese del contribuente) messi in campo per impedire le condanne. In altre parole esistono delle leggi che fanno sì che l’Italia sia ancora uno stato di diritto (in molti campi).

Si metta l’anima in pace Cazzullo, la catena degli amici di mister B. è ancora utile, utilissima, come dimostrano le inchieste sulla Protezione Civile, su Saccà, su Giampi Tarantini. Solo non riesce a sovvertire l’ordine democratico a comando.

Non ancora. Lasciamogli tempo.

Dimmi con chi vai

febbraio 17, 2010 By: wow Category: new york times, politica

A quanto pare non solo in Italia i collaboratori vengono scelti in maniera discutibile. il governatore dello stato di NY David Paterson è sotto un fuoco di fila del Nyt per un suo collaboratore che da stagista è diventato un suo staffer da 132 mila dollari all’anno con precedenti per molestie e arrestato da giovanissimo tre volte (due per droga)

Giornalisti ripetenti

febbraio 09, 2010 By: wow Category: Giornalisti italiani, economia, giornali

Di Massimo Veronese del Giornale ci eravamo occupati già un’altra volta, il 20 Luglio, quando aveva spacciato per risultati di una sua ricerca delle gaffe da viaggiatori prese pari da un libro (da lui non citate).

Oggi si prende tutta pag. 19 del Giornale per  illustrarci una storiella che gira su internet da molti anni, prendendola per buona e sparlando di un sito italiano che lo avrebbe inventato.

Si tratta della vecchia storia della donna intelligente e splendida che chiede consigli per trovare un marito che guadagni almeno 500 mila dollari e della risposta di un ipotetico “investitore” che le dice che la bellezza della donna sfiorirà mentre la sua aumenterà, quindi sarebbe meglio un affitto (con periodo di prova) che un matrimonio.

Una storia vecchia come il cucco che Veronese spaccia per autentica e recente.

Caro Massimo Veronese, non sei granchè nemmeno come riciclatore..

Indignazione automatica

gennaio 31, 2010 By: wow Category: corriere, politica

Per chi avesse ancora voglia di indignarsi, i dati resi pubblici dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni dei redditi sono un’occasione sempre ghiotta.

Leggere che sono solo 149 mila i connazionali che dichiarano un reddito superiore ai 150 mila euro annui potrebbe far sorridere i meno ingenui, ma sapere che di questi circa 129 mila sono contribuenti con ritenuta alla fonte, ovvero lavoratori dipendenti e pensionati d’oro, significa aggiungere carburante alla propria arrabbiatura.

Significa che non ci sono più di 20 mila contribuenti da più di 13 mila euro al mese tra lavoratori autonomi, artigiani e commercianti. La variante fiscale del credere all’esistenza della Befana o di Babbo Natale.

Significa che in Italia non ci sono 20 mila tra albergatori, ristoratori, gioiellieri, dentisti, avvocati, notai, medici, ingegneri, professionisti, industriali.

Significa che tra tante incertezze qualcosa che non cambia mai c’è: la soverchiante forza degli evasori, che a parole tutti vorrebbero combattere ma che nessuno, fino ad ora, ha dimostrato di voler davvero prendere di petto.

I legami commerciali dell’Iran con l’Italia. Qualche notizia finalmente

gennaio 15, 2010 By: wow Category: economia, wsj

Dopo mesi di reportage sulla dura lotta contro il regime sanguinario e repressivo di Ahmadinejad da parte dei giornali italiani e il nulla più assoluto sugli enormi interessi industriali dell’Italia in Iran, secondo partner commerciale degli ayatollah, finalmente qualcuno apre bocca.

In inglese, sul Wall Street Journal Europe, senza le consuete riprese della nostra stampa nazionale, un articolo di Giulio Meotti, dal titolo “The Rome-Tehran Axis”, finalmente getta uno sguardo ad alcune delle aziende italiane che lì operano prestando la propria tecnologia per scopi non ancora ben definiti (Eni, Ansaldo, Fiat, Maire Tecnimont, Danieli, Duferco.

L’articolo si concentra su alcune aziende, come ad esempio la Carlo Gavazzi Space, che ha aiutato l’Iran a sviluppare Mesbah, il suo programma di comunicazioni satellitari, che però non si capisce bene se possa servire in un secondo momento a scopi diversi da quelli civili.

Altro caso citato da Meotti è quello della Iveco, che sin dall’inizio degli anni 90 vende migliaia di veicoli nella Repubblica Islamica. La cosa grave è che i camion vengono usati per scopi che hanno poco a che fare con gli usi civili (trasporto di missili, dimostrato da una foto a corredo dell’articolo, e addirittura impiccagioni, come dimostrato da alcune foto divulgate dall’associazione Nessuno Tocchi Caino).

Nessuna criminalizzazione, per carità, ma è bene sapere che dei  sanguinari dittatori e persecutori noi siamo grandissimi partner commerciali.