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Il blog di wow

Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione
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Archive for the ‘d'alema’

Ma Bersani dov’è?

gennaio 12, 2010 By: wow Category: bersani, d'alema, pd, politica

Nuove puntate del caso Puglia. Passata la stagione di banderuola Emiliano il mago Dalemix ha messo in campo Francesco Boccia, economista e uomo ombra di Enrico Letta, già sconfitto alle primarie da Vendola nel 2005. Subito Boccia ha esordito con dei capolavori. Prima ha contestato la vecchia vittoria di Vendola, assicurata secondo lui grazie ai brogli. Autocritica per il fatto che lui era sostenuto da partiti (ds e margherita all’epoca) con almeno il triplo del consenso rispetto a quelli che sostenevano Vendola? Nessuna.

Intanto torna il tormentone primarie sì, primarie no.

Oggi Repubblica, con un reportage di Curzio Maltese, si fa beffe della linea del Pd. E Boccia riesce a dire parole ancora più tragiche. Sui manifesti a favore delle primarie “la solita sinistra da bere che Vendola si è conquistato con le consulenze in regione”.

Resta da capire perchè le primarie (non la candidatura, ma le primarie) siano così indigeste a Boccia. Vuoi vedere che teme, nonostante di nuovo sia sostenuto da un  partito con almeno il triplo dei voti rispetto alla sinistra che sostiene Vendola, di prendere un’altra legnata?

E la domanda (retoricissima) è sempre la stessa: il segretario Bersani, campione del decisionismo, in questo momento dov’è esattamente?

Com’è buono lei

dicembre 17, 2009 By: wow Category: d'alema

D’Alema ha questo di fantastico. Che perfino in un clima da guerra civile (politica), con accuse reciproche di istigazione alla violenza, con le liste di proscrizione dei giornali e dei giornalisti sgraditi, con i pestaggi mediatici in corso, lui parla di riforme.

Ci si spara da finestra a finestra ma lui dice, nell’intervista di oggi al Corriere, che serve il dialogo “per le riforme”. Non lo sfiora nemmeno il dubbio che con chi vuole sfasciare tutto per farci precipitare nel cesarismo non si può trattare. Anzi, concede che “se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini”. Nemmeno il buon Cicchitto avrebbe sperato tanto. Che i manganellati porgessero l’altra gancia e aprissero al dialogo. E meno male che ha usato il facciano invece del facciamo. 

Com’è buono lei, avrebbe detto il rag. Fantozzi

Prestategli un pallottoliere

novembre 29, 2009 By: wow Category: bersani, d'alema, pd, politica

Era da parechi mesi che Massimo D’Alema stava cucinando a fuoco lento l’attuale governatore della Puglia Nichi Vendola. Solo oggi però è uscito davvero allo scoperto: fuori Vendola dentro Emiliano in nome dell’alleanza a suo dire vincente con Udc e Idv.

Vendola quindi, colpito da tanta sincerità, schiettezza e immediatezza, dovrebbe farsi da parte.

A Massimo D’Alema, un politico astuto ma che a volte è vittima proprio della sua fama di volpe che lo fa sbagliare molto più spesso di quanto sia disposto ad ammettere, dovrebbero spiegare che la vittoria del 2005 (di circa 24 mila voti) è figlia ESCLUSIVAMENTE della statura personale di Nichi Vendola, della sua credibilità come leader e come persona ONESTA, cosa che invece non si può dire per tutti gli assessori e i consiglieri espressione dei partini della coalizione che lo sostiene.

Pensare che basti un’alleanza con L’Udc e l’Idv (partito quest’ultimo che non ha una classe dirigente a livello regionale) per vincere le elezioni SENZA Vendola significa essere degli illusi che, dopo 40 anni di militanza e politica attiva ai più alti livelli, non hanno ancora capito nulla di flussi elettorali, convinti come solo che l’ingegneria basti a spostare voti e che le emozioni, la capacità di mobilitazione di un leader, la storia personale dei candidati non valga nulla.

Resta solo una speranza: che qualcuno gli presti un pallottoliere e lo faccia ragionare.

Ps: in tutto questo ambaradam (come lo chiamerebbe lui) dov’è il segretario del Pd che il 53% dei votanti alle primarie hanno eletto? Dov’è Bersani?

Muahahahaahahaha

ottobre 12, 2009 By: wow Category: d'alema, franceschini, pd

‘Franceschini indubbiamente raccoglie quasi tutta la nomenclatura del partito: Marini, Rutelli, Fassino, Veltroni. Lui e’ il candidato della nomenclatura centrale del Pd. Persone carissime, tutti amici miei ma, secondo me, dobbiamo cambiarlo questo partito”. Lo ha detto Massimo D’Alema, intervistato sul web talk ‘Orzo’.

Un lunedì di giornali

luglio 20, 2009 By: wow Category: d'alema, giornali, giornalismo, politica, repubblica, veltroni

Tra plagi, bugie e amenità varie, ecco un altro giorno sulla stampa italiana.

Iniziamo dal Giornale. Relax e lavoro, ecco Berlusconi a Villa Certosa. Articolo addirittura firmato (da Vincenzo La Manna).

Firmato è anche l’articolo Andate in vacanza all’estero? Attenti a non fare queste gaffe (da Massimo Veronese). La gaffe dell’autore è quella di prendere tutti gli esempi da un volume che potete trovare in ogni libreria. Si chiama “il viaggiatore maldestro”. Va da sè che Mark McCrum non si merita nemmeno lo straccio di una citazione nell’articolo.

Lo storico Giovanni Sabatucci scrive l’editoriale sul Messaggero dal titolo L’amalgama che c’è e quello che manca, le due facce del Pd . Al suo interno un riferimento all’eterna diatriba Veltroni-D’Alema: il confronto non fa che riproporre l’antica contrapposizione, tutta interna ai Ds, fra i due cavalli di razza, D’Alema e Veltroni (i quali peraltro non si sono mai affrontati a viso aperto in un congresso).

Da grande storico Sabatucci dimentica il congresso del 1994 in cui i due si affrontarono. Veltroni vinse tra gli iscritti ma la nomina del segretario spettava al Consiglio nazionale, che decretò la vittoria di D’Alema.

L’Ottovolante di Turani su Repubblica Affari e Finanza, celebre solo per le sue strepitose marchette ai suoi amici, si dedica allo sciopero dei blogger.

Martedì scorso giornata nazionale di sciopero dei blogger. Per la verità, nessuno si è accorto dell’evento. Compresi gli stessi blogger che, salvo qualche eccezione, hanno continuato a riempire Facebook e siti consimili con i loro pensierini, le loro osservazioni e i link a cose più serie. Questo può sembrare un male, ma non lo è. Si conferma, infatti, che i blogger vivono in un mondo virtuale, e che per loro non valgonoi vecchi strumenti “terrestri” (come lo sciopero). Forse, devono solo continuare a scrivere e a scambiarsi le loro opinioni.

A parte la visione puerile e fuori dal tempo dei blog e della blogosfera (che non è identificabile Facebook), Turani qualche linea dopo ci fa capire di cosa devono occuparsi i media mainstream che non scrivono pensierini.

“Si chiama Barbara Magro l’affascinante agente immobiliare milanese con studio in Brera, che tratta ville e case di lusso in Italia e fuori. La sua è una clientela internazionale di alto livello. Ma non ci sono cambiamenti: “i russi sono spariti, gli arabi preferiscono le barche e fanno la spola tra la Costa Smeralda e Montecarlo, mentre gli italiani stanno alla finestra, per il momento, anche se si dicono interessati (ma più avanti) a proprietà a Forte dei Marmi, Costa Azzurra e Cortina. Si affacciano, ma con molta cautela, francesi e tedeschi per il luxury delle nostre città, Firenze, Venezia, Roma, Milano. Gli americani, canadesi compresi, impazziscono per i laghi, Como, Maggiore e Lugano, ma sono molto esigenti. E qualche nostro connazionale guarda a St. Moritz, che è sempre una meta di grandissimo prestigio”.

Grazie della lezione di vero giornalismo caro Peppino.

 

Chi se n’era andato

luglio 06, 2009 By: wow Category: corriere, d'alema, franceschini, giornali, pd, politica, repubblica

Notevole l’intervista di Massimo D’Alema a Radio Città Futura riportata da Corriere e Repubblica. Con la scusa di lanciare i soliti sassi nello stagno contro Berlusconi (la scorsa settimana erano le scosse, adesso sono gli scenari imprevedibili) si esercita sui suoi bersagli preferiti: gli avversari interni al pd.

Frasi perla:

D’Alema si scaglia contro un partito impegnato a «demolire le sue personalità principali, che sono incommensurabilmente migliori di quelle che ci stanno adesso. E’ un fenomeno di autolesionismo»

C’è bisogno di spiegare che l’incommensurabilmente migliore è lui?

“Questo gruppo dirigente ha perso le elezioni politiche, dopodiché non ha sentito il bisogno di fare nessuna riflessione autocritica. Io avevo detto ‘posso dare una mano’, hanno risposto che non c’era bisogno. Franceschini disse che io sono difficile da collocare. Dopo di questo abbiamo perso le elezioni in Sardegna, abbiamo perso 4 milioni di voti alle europee”. Aggiunge D’Alema: “Non può venire al congresso e dire ‘io voglio andare avanti’. Io quando ho perso le elezioni regionali 8 a 7, non così, me ne sono andato”.

Nel caso in cui non l’avesse capito il problema, per lui e per quelli come lui, è che poi è ritornato…

Business as usual (e morale incorporata)

luglio 01, 2009 By: wow Category: Senza categoria, banche, citigroup, crisi, d'alema, economia, repubblica

Dopo aver assistito al ripristino, sotto un nome diverso, della commissione di massimo scoperto da parte delle banche italiane, arriva la notizia che Citigroup ha deciso di aumentare i tassi sulle 13-15 milioni di carte di credito che gestisce in partnership con alcune grandi aziende (es. i magazzini Sears).

Tutto normale (ma neanche tanto) se non fosse che Citigroup, salvata dal sicuro fallimento dal governo americano con iniezioni di soldi publici per circa 45 miliardi di dollari, ha deciso nei giorni scorsi di regalare ai suoi dipendenti un aumento del 50% nelle retribuzioni, nel tentativo di aggirare la stringente regola che limita i bonus per i super-manager. Business as usual verrebbe da dire.

L’importante è che qualcuno non faccia anche la morale.

Che invece arriva puntuale. A pag. 22 di Repubblica Giovanni Pons racconta del convegno della dalemiana Fondazione Italianieuropei tenutosi ieri a Milano, a cui erano presenti diversi banchieri per discutere sul tema “quale futuro per le banche italiane?”.

Tra Geronzi, Palenzona, Mussari spiccava anche Claudio Costamagna, il banchiere ex Goldman Sachs che non ha trovato di meglio da fare che criticare “la troppa enfasi che si è data al breve termine, comprese le remunerazioni dei manager”. Immagino, ma non sono sicuro, che si riferisse anche alla megaconsulenza strappata ai vertici di UniCredit e Capitalia per le due settimane di lavoro prima della fusione tra i due istituti (si parlò di circa 20 milioni di euro). Che voglia restituirli?

Sogni

febbraio 21, 2009 By: wow Category: d'alema, pd

Ho fatto un sogno: che durante la votazione dell’assemblea costituente del Pd, convocata per decidere il futuro del partito, alla mozione portata avanti dai maggiorenti del partito alzassero la mano solo loro stessi, le famigerate prime fila e il palco.

E che qualcuno poi proponesse una terza mozione (dopo quella del congresso subito): quella che azzera tutte le cariche all’interno e stabilisce che si va al ricambio delle prime 100 posizioni organizzative. E che questa prendesse l’80% dei voti dell’assemblea.

Ok, sognare è solo sognare, ma la soddisfazione di vedere la faccia di D’Alema quando si accorge che la sua mozione è sostenuta solo da lui e Latorre, non c’è nessuno che vorrebbe togliersela?

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I profeti

novembre 21, 2008 By: wow Category: d'alema

Dai 1530 (alle 14:44 di oggi) lanci di agenzia che riguardano dal 13/11 la vicenda del senatore Villari ne ho scelte 5 che danno un quadro molto chiaro della situazione. Eccovele.

Apc-Rai/D’Alema:Villari si dimetterà,non è quinta colonna maggioranza [1]"Al di là di nostri errori condotta, Pdl ha violato un principio"

 

Roma, 14 nov. (Apcom) – Riccardo Villari non è la quinta colonna del Pdl, e "non ho dubbi che si dimetterà" dalla presidenza della Vigilanza Rai: "Dirà lui cosa vuole fare nei prossimi giorni". Ne è certo Massimo D’Alema, intervistato da Red Tv. "D’altro canto – aggiunge l’esponente del Pd – se non si dimettesse sarebbe un’operazione di cattura di un parlamentare di centrosinistra.

Non è nuovo Berlusconi a queste operazioni, ma così non risolve il problema del dialogo con opposizione".

 

RAI: VIGILANZA; FINOCCHIARO, VILLARI SI DIMETTERA’

 

(ANSA) – PALERMO, 15 NOV – ”Villari ha detto che si  dimettera’, d’altronde e’ quello che era stato deciso piu’ volte  nel corso di riunioni del partito e dei gruppi parlamentari”.

Cosi’ il presidente del Pd in Senato, Anna Finocchiaro ha  risposto a Palermo, a margine di un convegno sul federalismo del  Partito Democratico, ai giornalisti a proposito dell’elezione di  Riccardo Villari (Pd) alla presidenza della commissione di  Vigilanza sulla Rai.

E se non si dimettera’? ”In quel caso – ha aggiunto  Finocchiaro, replicando ai giornalisti – il partito ha i suoi  regolamenti”.(ANSA).

 

 

RAI: VILLARI, MI DIMETTERO’ CON INTESA SU NUOVO NOME

INTENDO SVOLGERE MIA FUNZIONE GARANZIA PER RICOSTRUIRE DIALOGO  ISTITUZIONALE

 

Roma, 14 nov. (Adnkronos) – Riccardo Villari si dimettera’ da  presidente della commissione di Vigilanza Rai una volta che i gruppi  parlamentari raggiungeranno un’intesa su un nuovo nome "su cui far  convergere i propri voti". Lo afferma il senatore del Pd in una nota  in cui spiega: "Sono consapevole che la mia elezione e’ avvenuta con  una modalita’ inconsueta; adesso intendo svolgere la mia funzione di  garanzia prendendo contatti con i Gruppi parlamentari per ricostruire  quel dialogo istituzionale tra maggioranza e opposizione, giungendo ad un nome su cui far convergere i propri voti".

"Allora -aggiunge Villari- saro’ ben lieto di formalizzare le  mie dimissioni, avendo cosi’ contribuito a ripristinare il  funzionamento dell’organismo istituzionale che mi ha eletto  presidente".

 

 

RAI: VIGILANZA; VILLARI, MIA DECISIONE SOLO DOPO SOLUZIONE

 

(ANSA) – ROMA, 17 NOV – Se c’e’ una ‘’soluzione” alla  vicenda della Commissione di Vigilanza sulla Rai, il presidente  eletto, Riccardo Villari, prendera’ una ”decisione  conseguente”: lo dice lui stesso, a poche dall’incontro col  segretario del Pd, Walter Veltroni.

”Credevo di essere stato chiaro e lineare – dice Villari -  ma da certe interpretazioni che leggo sui giornali evidentemente  mi sbagliavo. Ho chiesto un incontro a Veltroni e gli diro’ che,  in presenza di una soluzione condivisa, le mie decisioni saranno  conseguenti”.

Questo significa che, in assenza di quella soluzione, andra’  avanti per la sua strada? ”Mi dicono che ci sono anche obblighi  giuridici – spiega Villari – cercheo’ di avere contezza di tutto  questo prima dell’incontro col segretario”. Tra domani e  mercoledi’, ha ricordato Villari, vedra’ anche i presidenti di  camera e Senato. 

Vilari e’ stato eletto giovedi’ scorso con 23 voti, di cui 21  della maggioranza e due dell’opposizione.

 

 

RAI: VIGILANZA; VILLARI, HO DECISO DI RESTARE PRESIDENTE

 

(ANSA) – ROMA, 20 NOV – ”Ho deciso di mantenere il ruolo di  presidente della Commissione di Vigilanza che mi e’ stato  affidato col voto di parlamentari che hanno svolto  legittimamente la loro funzione”: lo dice il presidente eletto  della Vigilanza, Riccardo Villari, che ha chiesto  ”rispettosamente a tutti i colleghi della Commissione di  compiere un atto di coraggio e di permettere a questo organo di  garanzia di svolgere il suo delicato e impegnativo lavoro”.

Villari chiede anche ”alla politica dei partiti di fare un  passo indietro”, e precisa che, pur avendo ”la massima stima e  considerazione per il senatore Zavoli”, si sente a sua volta  ”un esponente e un uomo del Partito Democratico, e sottolineo  democratco, e per questo so che il valore delle istituzioni  precede il peso delle segreterie”.

 

Piccoli Vespini crescono

settembre 10, 2008 By: wow Category: d'alema, giovanni floris, obama, sarah palin, tremonti

Arriva settembre e comincia la sfilata dei ritorni in video dei programmi storici delle varie reti. Ieri era il turno di Ballarò e di Giovanni Floris, fresco di dimissioni dalla Rai per offrire la sua prestazione da consulente, facendosi pagare molto di più. Vespa ha aperto la strada (con ben alre cifre sia chiaro) e i "vespini rincorrono".

Il parterre prometteva bene, (Tremonti e D’Alema su tutti) e la puntata non è stata poi malaccio, nonostante Floris continui a esaltarsi nella caratteristica che ti può far fare carriera in Rai: riuscire a non ricevere risposte alle proprie domande.

Ma mentre Vespa scodinzola in maniera direttamente proporzionale al potere di colui che interroga, Floris per andare sul sicuro riesce a non ottenere risposta perfino da Angeletti (potere in Rai uguale a zero). E’ ormai un blocco psicologico, o una lezione imparata a memoria fin troppo bene: lui fa una domanda sugli eschimesi, ma l’ospite inizia a parlare dei boscimani. Nei casi (rari) in cui Vespino prova a dire "e allora gli eschimesi?" l’ospite gli intima in malo modo "vorrei parlare dei boscimani". E morta lì.

In chiusura di trasmissione una clip di un annunciato documentario intitolato "viaggio in America", sulle primarie, che andrà in onda stasera su RaiTre. 30 secondi di puro giornalismo anglosassone.
Apertura con due madri commosse durante il discorso di Obama trionfante alla convention di Denver, seconda parte con la candidata alla presidenza dei repubblicani Sarah Palin impegnata al poligono di tiro con un grosso fucile. Quello che si fa quando si presentano due alternative in maniera neutra.