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Il blog di wow

Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione
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Archive for the ‘pdl’

L’astensionismo di destra

marzo 29, 2010 By: wow Category: mediaset, pd, pdl, politica, rai, televisione

Un’affluenza di 9 punti inferiore alle precedenti elezioni regionali alle 22 di domenica significa solo una cosa: che il richiamo alle armi di Mr. B. con la manifestazione di Piazza San Giovanni e le mega incursioni mediatiche ha fatto flop.

Le famose casalinghe, i pensionati, gli operai, coloro che sono totalmente disinteressati alla politica, e che vanno a votare solo quando vedono le buone ragioni del portafogli (pensano loro) uniti alla macchina da guerra della propaganda Mediaset (e non solo) stavolta resteranno a casa, trascinando al ribasso le percentuali del Pdl.

Così, a parte le roccaforti Lombardia e Veneto, dove ormai, anche sbagliando, la partita viene data per persa in partenza, anche la Calabria e la Campania probabilmente vacilleranno, nonostante tutto l’impegno riversato dal centrosinistra per rivolgersi agli elettori presentando due impresentabili come Loiero e De Luca.

Per il resto, prevedo un plebiscito per Vendola (vai Nichi!) e Bonino.

E occhio alla provincia di Monza, c’è un futuro leader nazionale del Pd che lotta per un posto nel consiglio regionale lombardo

Il pallottoliere di Cicchitto

marzo 21, 2010 By: wow Category: pd, pdl, politica, sole24ore

Delle adunate oceaniche organizzate dai faraoni d’Egitto si hanno solo ricostruzioni, ma non credo la scenografia fosse tanto differente da quella vista ieri a Piazza San Giovanni.

Enorme palco centrale con un solo speaker, in alto rispetto al palco stesso e che parla alla folla che lo acclama.

Il balletto dei numeri poi è sempre divertente, ma se ci partecipa Fabrizio Cicchitto il tutto assume un’aria ancora più divertente.

Com’è normale gli organizzatori gonfiano le cifre (arrivando a parlare di un milione di manifestanti). Tutto normale. La Questura (con un certo ritardo) parla di 150 mila. Le riprese aeree dimostrano che la stima è anche generosa.

Il solito balletto, ma non ci sarebbe nulla di strano  se non saltasse fuori Fabrizio Cicchitto a dire “”Siamo francamente stupefatti da ciò che ha affermato la Questura di Roma a proposito del numero delle presenze alla manifestazione di San Giovanni. Quando la piazza è strapiena, il numero dei presenti è molto più vicino alla cifra affermata dall’on. Verdini che a quella indicata dalla Questura, che, dando il numero di 150mila, ha perso di credibilità. Ciò lo diciamo al netto del fatto che noi abbiamo sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine, ma evidentemente, non solo da ciò che è avvenuto ieri, ricaviamo l’impressione che alla Questura di Roma c’è qualcosa che non funziona”.

Lo stesso Cicchitto è quello che nel 2008, qundo il Centro Sinistra organizzò una manifestazione al Circo Massimo, si pronunciava così: “Non il sottoscritto, ma il ‘Sole 24 ore’ di oggi afferma, cifre alla mano, che il Circo Massimo può contenere circa 300mila persone: per il principio dell’impenetrabilità dei corpi, 2 milioni e mezzo di persone sono un sogno”.

Quindi Cicchitto individuava come misuratore attendibile questo articolo del Sole di Marco Ludovico.

Che però riguardo a Piazza San Giovanni dice che la piazza stracolma della manifestazione dell’odierno Pdl nel 2006 era formata al massimo da 150 mila persone. Una piazza che era ben più gremita di quella mezza vuota di ieri.

Quindi o Cicchitto ha cambiato metro di paragone oppure usa semplicemente il meccanismo dei due pesi e delle due misure. Forse più la seconda che ho detto.

La piazza piena di palchi e gazebo

marzo 20, 2010 By: wow Category: pdl, politica

Il Blog Piovono Rane di Alessandro Gilioli non solo è uno dei blog più visitati tra quelli italiani, ma è spesso un contenitore di “chicche”, come quella di oggi, in cui si ipotizza che inevitabilmente nel Pdl cercheranno di gabellare una piazza occupata per metà da palco, macchine, pullman, gazebo per una piazza piena.

Il discorso di Napolitano e la sua responsabilità verso i giovani

gennaio 05, 2010 By: wow Category: pd, pdl, politica

Il messaggio del Presidente della Repubblica viene sfruttato politicamente da quei politici ansiosi di “fare le riforme insieme”, soprattutto a destra, dove la voglia di leggi ad personam e di smantellare la giustizia è fortissima, ma anche in alcune zone del Pd.

Però.

Per chi volesse sul sito del Quirinale è disponibile la trascrizione del discorso, in cui si legge “ho detto più volte quale sia il mio pensiero; sulla base di valutazioni ispirate solo all’interesse generale, ho sostenuto che anche queste riforme non possono essere ancora tenute in sospeso, perché da esse dipende un più efficace funzionamento dello Stato al servizio dei cittadini e dello sviluppo del paese. Esse dunque non sono seconde alle riforme economiche e sociali e non possono essere bloccate da un clima di sospetto tra le forze politiche, e da opposte pregiudiziali”.

Le riforme istituzionali non sono quindi seconde, ma nemmeno prime rispetto alle riforme economiche e sociali. E quali sono i temi che hanno occupato l’intera prima parte del discorso del Presidente Napolitano? Il Mezzogiorno e i giovani. Più futuro per i giovani, dare una risposta ai giovani che si interrogano sul loro futuro, non correre il rischio che i giovani si scoraggino, sfruttare le riserve di talento nelle nuove generazioni, garantire l’opportunità ai giovani di formarsi, far emergere i talenti e premiare il merito.

Queste sono solo alcune delle frasi utilizzate da Napolitano per spostare l’interesse della politica sui giovani e il Mezzogiorno, per un tempo ben più lungo di quello riservato alle famigerate riforme.

Però.

Napolitano è un politico troppo esperto per aver commesso l’errore di invertire i temi in scaletta. Il messaggio forte si lancia alla fine dei discorsi, non all’inizio.

Quindi ha scelto consapevolmente la strada che ha scelto, sacrificando le tante belle parole su giovani e mezzogiorno che pure avrebbero potuto avere un dibattito che manca da troppo tempo, sui temi che più colpiscono gli italiani, assolutamente indifferenti al senato regionale o altre amenità.

Sapeva che i politici si sarebbero tuffati nel ricco arrosto delle riforme lasciando a bocca asciutta giovani e mezzogiorno. Per questo doveva dare un segnale di discontinuità. Lui, almeno lui, poteva evitare di volare altissimo e restare terra terra, al livello delle necessità degli italiani.

Non l’ha fatto. E la responsabilità è solo sua

Aventino

maggio 20, 2009 By: wow Category: berlusconi, pd, pdl

Spero che i leader del centro-sinistra italiano non si presentino in parlamento a sentire le parole del premier. L’unico scandalo è nelle non-dimissioni di un premier corruttore non solo quando era imprenditore ma anche quando era già in politica.

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Zappa sui piedi

maggio 12, 2009 By: wow Category: an, berlusconi, pdl, politica

Vivo a Roma ma il mio paese di origine è in Puglia, dove il consenso di Alleanza Nazionale, complice un leader locale abbastanza giovane ma che cerca e gestisce il consenso in maniera mooolto antica, è bulgaro, oscillando dal 50 al 60% in ogni consultazione.

Ho quindi chiesto ad un mio amico che lì ci vive come sia stato visto dagli aennini di provincia il congresso fondativo del Pdl e se la figura di Fini mantenesse il suo appeal come leader alternativo a Berlusconi. "Nessun appeal ormai, sono tutti passati all’adorazione del capo. Tutti, dal sindaco ai leaderini locali, dicono meno male che c’è il presidente, Fini è andato fuori di testa".

Ovviamente Fini non è un leader finito, ma questo piccolo episodio è un sintomo di qualcosa che cambia all’interno di una certa parte dell’elettorato.
Fini ha scelto per per 16 anni il ruolo dello yesman. Niente storie sulle origini delle fortune di Berlusconi, niente domande sul conflitto di interessi, niente opposizione alle leggi vergogna in materia di giustizia, appiattimento totale (nelle cose che contavano) alle posizioni di Re Silvio.

Da qualche mese ha scelto, complice la veste di Presidente della Camera, il ruolo di "coscienza critica" e di "testa pensante" all’interno del centrodestra, rappresentando un disagio crescente nei confronti di un populismo che non accenna a diventare più moderato nonostante i consensi crescenti.
Ma i suoi elettori perchè non lo seguono in blocco?
Semplicemente perchè se li si abitua ad un certo ambiente, se li si educa al fatto che il populismo/peronismo berlusconiano è una cosa buona e giusta, se non si è mai davvero critici di fronte alle più becere iniziative progettate da Forza Italia, come si può pensare che essi scoprano le loro capacità critiche d’un colpo?

Al contrario essi propenderanno per seguire la più facile e battuta strada della demagogia.

Chi è causa del suo mal…

Si scioglie An

marzo 21, 2009 By: wow Category: an, berlusconi, fini, gasparri, mediaset, pd, pdl, politica

Difficile dire quello che sarà di An, e dei suoi elettori, dopo la fusione con Forza Italia per dare vita al Popolo della Libertà.
So per certo che molti di coloro che votavano per il centrodestra alla domanda "ma tu voti davvero per Berlusconi?" rispondevano fieri: "no, io voto an". A me non sembrava granchè come risposta, ma almeno era un dato di fatto. Adesso non ci sarà più questo scudo (fittizio o reale).

Un altro fatto è che a rappresentare la linea di Alleanza Nazionale nei Tg, da mesi a questa parte, erano principalmente Gasparri e Bocchino, due che avrebbero potuto avere la tessera di Fi in tasca ormai da qualche anno. E che non rappresentavano più una linea distinta da Fi in nessun campo.

Credo che la palla sia ancora nelle mani di Fini, l’unico che ha il carisma e la fiducia della base dei suoi elettori e anche la simpatia di coloro che non lo votano ma lo osservano con curiosità.
Finora ha dimostrato pochissimo coraggio politico.
Il suo può benissimo essere un calcolo, una sapiente attesa che il dominus Berlusconi abbandoni il campo e consenta a lui (e agli altri candidati alla successione) di potersela giocare. Ma i tempi lunghi in politica non sono così prevedibili e l’attesa logora. Senza contare che il fatto che il premier voglia davvero farsi da parte è tutto da verificare.

Ma Fini non è stupido, e sa che oltre a questi calcoli di tipo politico c’è da considerare un lato altrettanto importante: i media. Qualche prova l’ha avuta recentemente, con la provocazione de "Il Giornale" su Fini candidato ideale alla guida del Pd, e nel periodo del grande freddo, subito dopo il predellino, alla fine del 2007. Fare politica senza l’appoggio e il vento nelle ali della stampa e della televisione targata Mondadori e Mediaset può essere difficilissimo.

Per cui avanti con il partito unico e la costruzione di un profilo da uomo di Stato. Aspettando un semaforo verde che non si sa ancora quando arriverà. In bocca al lupo

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Il punto fermo

febbraio 20, 2008 By: wow Category: fini, mafia, pdl

 Elezioni: Fini, scegliamo candidati con rigore (Stampa)

  ROMA (MF-DJ)–"Credo che se uno e’ indagato o, a maggior ragione, condannato per reati particolarmente odiosi, come la corruzione, o che abbiano a che fare con l’associazione mafiosa, opportunita’ vorrebbe che nella composizione delle liste ci fosse piu’ rigore e piu’ scrupolo. Parlo anche solo di opportunita’: in attesa di sentenza definitiva, si puo’ anche saltare un giro".
  Lo afferma il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, in un’intervista alla Stampa, in cui invita al rigore nella scelta dei candidati. "Credo di poter chiedere rigore -spiega Fini- perche’ in 25 anni di Parlamento e in 20 di leadership nel mio partito, i magistrati che conosco li ho conosciuti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario".  08:07

Nemmeno dieci ore dopo:

PDL: BRAMBILLA E DELL’UTRI CANDIDATI IN LOMBARDIA

   (ANSA) – MILANO, 20 FEB – Michela Vittoria Brambilla e  Marcello Dell’Utri saranno candidati in Lombardia per il Pdl  alle prossime elezioni, rispettivamente alla Camera e al Senato.
   Berlusconiani di ferro, per sostenere la politica di Forza  Italia prima e quella del Popolo delle liberta’ ora, hanno  fondato i Circoli del buon governo e quelli della Liberta’.
Nonostante la fede politica, pero’, non sempre si sono visti con  simpatia. Per il bene della causa sembra che ora abbiano deciso  di abbandonare la polemica sulla primogenitura dei circoli e i  loro obiettivi: culturali quelli di Dell’Utri, ha detto del loro  fondatore, politici, invece, quelli della Brambilla.
   ”Non e’ una notizia che lei si candidi – ha commentato Dell’  Utri – e’ normale che i circoli che fiancheggiano un partito  abbiano persone che si dedicano alla vita politica. Quelli della  Brambilla, notoriamente, sono come un partito”.(ANSA).17:19