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Il blog di wow

Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione
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Archive for the ‘pd’

Fenomenologia di Sergio Chiamparino

aprile 18, 2010 By: wow Category: chiamparino, intesa sanpaolo, pd

Di Sergio Chiamparino, di cui molti a sinistra magnificano le doti di amministratore, ho sempre avuto un’opinione buona ma con riserva. Sarà per via del poco carisma che gli riconosco, sarà (soprattutto) per il fatto che non conosco il territorio in cui opera e quindi è impossibile poter esprimere un giudizio positivo a prescindere.

Nella settimana che è passata ha dimostrato per due volte: a) di appartenere alla categoria dei quaqquaraqua, dei filosofi che non si espongono mai per poi poter alzare il ditino; b) di non aver spina dorsale; c) di essere anche abbastanza stupido.

Spiegazione punto a).

A Chiamparino molti avevano chiesto di candidarsi alle primarie per la segreteria del Pd sfidando Franceschini e Bersani, ma lui, dopo averci riflettuto, decide che non lo può fare per rispetto al suo impegno di sindaco di Torino. Ci si aspetterebbe almeno un contributo di idee, che invece non arriva sia durante le primarie, sia dopo. Esce invece allo scoperto una settimana fa con un’intervista a Repubblica dicendo banalità del tipo “stop alle correnti” (ma va?) e proponendo idee discutibili come quella del Pd federale. Sempre con l’aria del “se mi chiedono di salvare la patria sono pronto a questo supremo sacrificio”.

spiegazione punti b e c)

Ieri Chiamparino rilascia un’intervista a Salvatore Tropea di Repubblica spiegando perchè con Domenico Siniscalco presidente del Consiglio di Gestione di Intesa SanPaolo Torino avrà più peso. Un’intervista che se l’avesse fatta Bossi o uno dei suoi avrebbe sollevato un polverone per la volontà di interferire apertamente nella governance di una banca quotata. Ma Chiamparino evidentemente si sente a suo agio nel fare il kingmaker bancario.

Per spiegare però il probabile defenestramento di Enrico Salza, il torinese attualmente in carica nel posto che il sindaco vorrebbe occupato da Siniscalco, Chiamparino dice che è tutta colpa di Giuseppe Guzzetti, presidente della fondazione Cariplo, e di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza della Banca. Loro sarebbero stati indisponibili a collaborare a una riconferma: “Intanto perché Bazoli o Passera, uno dei due, si sarebbe dovuto fare da parte. Inoltre Guzzetti, avendo capito da uomo di potere che era in atto uno scontro, si è guardato bene dal collaborare. Meno di un mese fa ho fatto pervenire un messaggio a Salza invitandolo a presentare lui la proposta. Ma lui era sdraiato sulle posizioni dei milanesi”.

Salvatore Tropea non è un giornalista così stupido da virgolettare dichiarazioni non pronunciate da un uomo di potere come Chiamparino. Se ha virgolettato è perchè il sindaco ha detto quello e voleva che fosse scritto quello.

A questo punto Guzzetti, solitamente grande mediatore e manovratore da dietro le quinte, che perde le staffe moolto raramente, emette una nota durissima in cui accusa Chiamparino di tentare “di sfuggire, maldestramente, alla responsabilità delle scelte e degli accordi da lui promossi e/o raggiunti“. In quanto poi al ruolo recitato dallo stesso Guzzetti, il presidente di Cariplo chiarisce che “ si tratta di una ricostruzione del tutto fantasiosa e per quanto riguarda il ruolo che mi viene personalmente attribuito è, semplicemente, falsa“. E quindi liquida la questione Salza in questo modo: “le ragioni vere dell´opposizione alla conferma di Enrico Salza sono da considerare esclusivamente a rivalità, intrighi e contrasti interni al mondo torinese, come dimostra la contrastata delibera assunta mercoledi scorso dalla Compagnia Sanpaolo, nella quale sono stati indicati il professor Andrea Beltratti con 6 voti e il professor Domenico Siniscalco con 5 voti“.

Prendi la mazzata e stai zitto, direbbe qualcuno.

L’assenza di spina dorsale è palese (non sa prendersi le proprie responsabilità, come ha fatto nel Pd), così come la stupidità nel mettersi a fare il più bravo della classe con gente del calibro di Guzzetti e Bazoli, che possono smascherare debolezze e incoerenze nel giro di tre secondi.

Con questi due attributi si può dire che adesso sia pronto a fare il leader del Pd.

Mazzarano e la truffa ai danni degli elettori del Pd

aprile 01, 2010 By: wow Category: elezioni, pd, politica

Michele Mazzarano è un ex segretario regionale del Pd pugliese, candidato al consiglio regionale nella circoscrizione provinciale di Taranto.

Qualche settimana fa è stato tirato in ballo dal famoso Gianpi Tarantini nell’inchiesta che vede coinvolto (e attualmente in carcere) l’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo, dalemiano di ferro come Mazzarano.

Tarantini asserisce di aver versato a Mazzarano 10 mila euro.

Questa è la reazione di Mazzarano:

INCHIESTE BARI: MAZZARANO LASCIA INCARICO PD E CANDIDATURA (V.”INCHIESTE BARI: QUOTIDIANI…”DELLE 10,45 CIRCA)    (ANSA) – BARI, 20 MAR – Michele Mazzarano, l’esponente del Pd il cui nome sarebbe stato indicato dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini quale beneficiario di tangenti insieme all’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo, ha deciso di dimettersi da segretario organizzativo regionale del Pd e di ritirare la candidatura al consiglio regionale. Lo annuncia in una nota lo stesso Mazzarano. (SEGUE).

MP
20-MAR-10 16:15 NNNN
INCHIESTE BARI: MAZZARANO LASCIA INCARICO PD E CANDIDATURA (2)

(ANSA) – BARI, 20 MAR - Mazzarano dichiara di aver appreso ”con sconcerto dalla stampa” di quanto avrebbe detto Tarantini ai magistrati. ”Nego nel modo piu’ fermo e risoluto – dichiara – di essere stato mai destinatario di tangenti da parte di chicchessia, e in particolare dal Tarantini, e sono convinto che la magistratura vagliera’ con le dovute cautele le suddette eventuali dichiarazioni”.
”Sono impegnato in una difficile campagna elettorale – prosegue Mazzarano – al servizio dello schieramento politico e del partito espressione degli ideali in cui mi sono riconosciuto per tutta la vita. Nel lamentare la gravissima e irresponsabile fuga di notizie in merito a un’accusa non riscontrata dalla stessa magistratura, non posso tuttavia non vedere come la situazione che si e’ determinata rischi di penalizzare l’intero schieramento politico che sostiene il presidente Vendola, e segnatamente il Pd”.
Mazzarano aggiunge di aver deciso ”con grande sofferenza” di lasciare incarichi di partito e candidatura, e chiede soprattutto a chi ha sostenuto la sua candidatura di ”capire e condividere le motivazioni politiche” della sua scelta. ”Con questa decisione – conclude – non intendo tanto salvaguardare la mia persona, estranea a qualsivoglia sistema tangentizio, quanto contribuire a mantenere indenne da ogni sospetto e da ogni accusa il mio partito e l’intero centrosinistra”.(ANSA).

Bene. Voi vi aspetterete che lui effettivamente sospenda la campagna elettorale, chiuda i suoi comitati e rispetti quanto dichiarato alle agenzie.

Nemmeno per idea. Mentre lui fa finta di stare muto a casa, i suoi sostenitori continuano con ancor più forza la campagna, facendo anzi leva sull’effetto vittima. E Mazzarano nell’ultimo giorno di campagna si presenta sul palco ringraziando per la “spontanea” macchina organizzativa che è andata avanti “contro la sua volontà”.

Nemmeno Berlusconi le sparerebbe così grosse.

Grazie al proseguimento della campagna come se niente fosse Mazzarano ottiene 6300 voti di preferenza e risulta tra gli eletti al consiglio regionale.

E, come prevedibile, dice che “siederà in Consiglio per rispetto dei suoi elettori”.

E il ritiro della candidatura? Non si configura in questo modo l’ennesima truffa ai danni degli elettori del Pd, che credono di votare un partito i cui membri si dimettono subito appena sfiorati dal sospetto?

Bersani e Kipling

aprile 01, 2010 By: wow Category: bersani, pd, politica

Qualche previsione si è verificata (la larga vittoria di Nichi Vendola), altre invece meno (sconfitta di Bonino). Succede.

L’astensione non ha colpito solo il centrodestra, e l’ascesa della Lega continua inarrestabile (ben oltre le più rosse previsioni finanche dello stato maggiore leghista a mio modo di vedere.

La vera sorpresa è rappresentata dai movimenti 5 stelle di Beppe Grillo. Nell’assoluto silenzio dei media mainstream, e con candidati giovanissimi (29 anni Davide Bono in Piemonte e 30 anni Giovanni Favia in Emilia) hanno conquistato rispettivamente il 4 e il 7%. Bravi.

Il difetto delle analisi più approfondite risiede però nel giudicare i fenomeni complessi sulla base di alcuni dettagli. Più o meno quello che avviene nelle partite di calcio, quando un gol (magari in fuorigioco al ‘90) cambia tutto lo scenario e la lettura della gara.

Siamo proprio sicuro che se Mercedes Bresso in Piemonte avesse preso 10 mila voti in più, sorpassando Cota, e la Bonino gli 80 mila necessari a superare Renata Polverini per la presidenza del Lazio staremmo facendo la stessa analisi globale?

Penso di no. Penso si sprecherebbero i ritratti su Emma prossima candidata alla presidenza dell repubblica, e la Bresso proiettata  a livello nazionale. Bersani sarebbe il genio che ha ribaltato il corso della storia per il Pd e Berlusconi il grande sconfitto.

Può quindi un’analisi serena e complessiva basarsi solo sul fatto che Bersani ha vinto o ha perso in Piemonte e Lazio? Occorre un’analisi a bocce ferme e senza le voglie di rivalsa che abitano alcune aree del Pd. Alcune critiche sono giustificate, sia chiaro, ma è un tiro al piccione che avrei voluto osservare nel caso di vittoria in quelle due regioni.

Riuscirà Bersani ad affrontare il Trionfo e la Disfatta trattandoli ugualmente? Dopotutto con 100 mila voti in più (o anche solo 1 10 mila in Piemonte) sarebbe un genio a quest’ora..

L’astensionismo di destra

marzo 29, 2010 By: wow Category: mediaset, pd, pdl, politica, rai, televisione

Un’affluenza di 9 punti inferiore alle precedenti elezioni regionali alle 22 di domenica significa solo una cosa: che il richiamo alle armi di Mr. B. con la manifestazione di Piazza San Giovanni e le mega incursioni mediatiche ha fatto flop.

Le famose casalinghe, i pensionati, gli operai, coloro che sono totalmente disinteressati alla politica, e che vanno a votare solo quando vedono le buone ragioni del portafogli (pensano loro) uniti alla macchina da guerra della propaganda Mediaset (e non solo) stavolta resteranno a casa, trascinando al ribasso le percentuali del Pdl.

Così, a parte le roccaforti Lombardia e Veneto, dove ormai, anche sbagliando, la partita viene data per persa in partenza, anche la Calabria e la Campania probabilmente vacilleranno, nonostante tutto l’impegno riversato dal centrosinistra per rivolgersi agli elettori presentando due impresentabili come Loiero e De Luca.

Per il resto, prevedo un plebiscito per Vendola (vai Nichi!) e Bonino.

E occhio alla provincia di Monza, c’è un futuro leader nazionale del Pd che lotta per un posto nel consiglio regionale lombardo

Il pallottoliere di Cicchitto

marzo 21, 2010 By: wow Category: pd, pdl, politica, sole24ore

Delle adunate oceaniche organizzate dai faraoni d’Egitto si hanno solo ricostruzioni, ma non credo la scenografia fosse tanto differente da quella vista ieri a Piazza San Giovanni.

Enorme palco centrale con un solo speaker, in alto rispetto al palco stesso e che parla alla folla che lo acclama.

Il balletto dei numeri poi è sempre divertente, ma se ci partecipa Fabrizio Cicchitto il tutto assume un’aria ancora più divertente.

Com’è normale gli organizzatori gonfiano le cifre (arrivando a parlare di un milione di manifestanti). Tutto normale. La Questura (con un certo ritardo) parla di 150 mila. Le riprese aeree dimostrano che la stima è anche generosa.

Il solito balletto, ma non ci sarebbe nulla di strano  se non saltasse fuori Fabrizio Cicchitto a dire “”Siamo francamente stupefatti da ciò che ha affermato la Questura di Roma a proposito del numero delle presenze alla manifestazione di San Giovanni. Quando la piazza è strapiena, il numero dei presenti è molto più vicino alla cifra affermata dall’on. Verdini che a quella indicata dalla Questura, che, dando il numero di 150mila, ha perso di credibilità. Ciò lo diciamo al netto del fatto che noi abbiamo sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine, ma evidentemente, non solo da ciò che è avvenuto ieri, ricaviamo l’impressione che alla Questura di Roma c’è qualcosa che non funziona”.

Lo stesso Cicchitto è quello che nel 2008, qundo il Centro Sinistra organizzò una manifestazione al Circo Massimo, si pronunciava così: “Non il sottoscritto, ma il ‘Sole 24 ore’ di oggi afferma, cifre alla mano, che il Circo Massimo può contenere circa 300mila persone: per il principio dell’impenetrabilità dei corpi, 2 milioni e mezzo di persone sono un sogno”.

Quindi Cicchitto individuava come misuratore attendibile questo articolo del Sole di Marco Ludovico.

Che però riguardo a Piazza San Giovanni dice che la piazza stracolma della manifestazione dell’odierno Pdl nel 2006 era formata al massimo da 150 mila persone. Una piazza che era ben più gremita di quella mezza vuota di ieri.

Quindi o Cicchitto ha cambiato metro di paragone oppure usa semplicemente il meccanismo dei due pesi e delle due misure. Forse più la seconda che ho detto.

Ma Bersani dov’è?

gennaio 12, 2010 By: wow Category: bersani, d'alema, pd, politica

Nuove puntate del caso Puglia. Passata la stagione di banderuola Emiliano il mago Dalemix ha messo in campo Francesco Boccia, economista e uomo ombra di Enrico Letta, già sconfitto alle primarie da Vendola nel 2005. Subito Boccia ha esordito con dei capolavori. Prima ha contestato la vecchia vittoria di Vendola, assicurata secondo lui grazie ai brogli. Autocritica per il fatto che lui era sostenuto da partiti (ds e margherita all’epoca) con almeno il triplo del consenso rispetto a quelli che sostenevano Vendola? Nessuna.

Intanto torna il tormentone primarie sì, primarie no.

Oggi Repubblica, con un reportage di Curzio Maltese, si fa beffe della linea del Pd. E Boccia riesce a dire parole ancora più tragiche. Sui manifesti a favore delle primarie “la solita sinistra da bere che Vendola si è conquistato con le consulenze in regione”.

Resta da capire perchè le primarie (non la candidatura, ma le primarie) siano così indigeste a Boccia. Vuoi vedere che teme, nonostante di nuovo sia sostenuto da un  partito con almeno il triplo dei voti rispetto alla sinistra che sostiene Vendola, di prendere un’altra legnata?

E la domanda (retoricissima) è sempre la stessa: il segretario Bersani, campione del decisionismo, in questo momento dov’è esattamente?

Il discorso di Napolitano e la sua responsabilità verso i giovani

gennaio 05, 2010 By: wow Category: pd, pdl, politica

Il messaggio del Presidente della Repubblica viene sfruttato politicamente da quei politici ansiosi di “fare le riforme insieme”, soprattutto a destra, dove la voglia di leggi ad personam e di smantellare la giustizia è fortissima, ma anche in alcune zone del Pd.

Però.

Per chi volesse sul sito del Quirinale è disponibile la trascrizione del discorso, in cui si legge “ho detto più volte quale sia il mio pensiero; sulla base di valutazioni ispirate solo all’interesse generale, ho sostenuto che anche queste riforme non possono essere ancora tenute in sospeso, perché da esse dipende un più efficace funzionamento dello Stato al servizio dei cittadini e dello sviluppo del paese. Esse dunque non sono seconde alle riforme economiche e sociali e non possono essere bloccate da un clima di sospetto tra le forze politiche, e da opposte pregiudiziali”.

Le riforme istituzionali non sono quindi seconde, ma nemmeno prime rispetto alle riforme economiche e sociali. E quali sono i temi che hanno occupato l’intera prima parte del discorso del Presidente Napolitano? Il Mezzogiorno e i giovani. Più futuro per i giovani, dare una risposta ai giovani che si interrogano sul loro futuro, non correre il rischio che i giovani si scoraggino, sfruttare le riserve di talento nelle nuove generazioni, garantire l’opportunità ai giovani di formarsi, far emergere i talenti e premiare il merito.

Queste sono solo alcune delle frasi utilizzate da Napolitano per spostare l’interesse della politica sui giovani e il Mezzogiorno, per un tempo ben più lungo di quello riservato alle famigerate riforme.

Però.

Napolitano è un politico troppo esperto per aver commesso l’errore di invertire i temi in scaletta. Il messaggio forte si lancia alla fine dei discorsi, non all’inizio.

Quindi ha scelto consapevolmente la strada che ha scelto, sacrificando le tante belle parole su giovani e mezzogiorno che pure avrebbero potuto avere un dibattito che manca da troppo tempo, sui temi che più colpiscono gli italiani, assolutamente indifferenti al senato regionale o altre amenità.

Sapeva che i politici si sarebbero tuffati nel ricco arrosto delle riforme lasciando a bocca asciutta giovani e mezzogiorno. Per questo doveva dare un segnale di discontinuità. Lui, almeno lui, poteva evitare di volare altissimo e restare terra terra, al livello delle necessità degli italiani.

Non l’ha fatto. E la responsabilità è solo sua

Prestategli un pallottoliere

novembre 29, 2009 By: wow Category: bersani, d'alema, pd, politica

Era da parechi mesi che Massimo D’Alema stava cucinando a fuoco lento l’attuale governatore della Puglia Nichi Vendola. Solo oggi però è uscito davvero allo scoperto: fuori Vendola dentro Emiliano in nome dell’alleanza a suo dire vincente con Udc e Idv.

Vendola quindi, colpito da tanta sincerità, schiettezza e immediatezza, dovrebbe farsi da parte.

A Massimo D’Alema, un politico astuto ma che a volte è vittima proprio della sua fama di volpe che lo fa sbagliare molto più spesso di quanto sia disposto ad ammettere, dovrebbero spiegare che la vittoria del 2005 (di circa 24 mila voti) è figlia ESCLUSIVAMENTE della statura personale di Nichi Vendola, della sua credibilità come leader e come persona ONESTA, cosa che invece non si può dire per tutti gli assessori e i consiglieri espressione dei partini della coalizione che lo sostiene.

Pensare che basti un’alleanza con L’Udc e l’Idv (partito quest’ultimo che non ha una classe dirigente a livello regionale) per vincere le elezioni SENZA Vendola significa essere degli illusi che, dopo 40 anni di militanza e politica attiva ai più alti livelli, non hanno ancora capito nulla di flussi elettorali, convinti come solo che l’ingegneria basti a spostare voti e che le emozioni, la capacità di mobilitazione di un leader, la storia personale dei candidati non valga nulla.

Resta solo una speranza: che qualcuno gli presti un pallottoliere e lo faccia ragionare.

Ps: in tutto questo ambaradam (come lo chiamerebbe lui) dov’è il segretario del Pd che il 53% dei votanti alle primarie hanno eletto? Dov’è Bersani?

Se io fossi

novembre 13, 2009 By: wow Category: bersani, pd, politica

Se fossi segretario del Pd lancerei un concorso su internet per trovare un modo giusto per definire la super porcata della cosiddetta legge “Taglia processi”. Il diavolo si annida nei nomi (non corretti) attribuiti a delle leggi vergogna.

Riportare il Pd più a sinistra e poi allearsi con Cuffaro

novembre 01, 2009 By: wow Category: bersani, pd, politica

Quello che era facilmente prevedibile è successo, e nessuno potrà gridare al “colpo di scena”.

Bersani vince le primarie del Pd.

Rutelli esce dal partito (lo aveva dichiarato 3 mesi fa a Bruno Vespa).

Rutelli va a fare un’alleanza con l’Udc.

Si pensa a un’alleanza organica tra Pd e Udc.

Se Bersani avesse presentato questo programma agli elettori del Pd dubito che avrebbe preso la stessa messe di voti. Di solito loro non vanno in brodo di giuggiole quando sentono che c’è in ballo un”alleanza con Cuffaro & co. Il solo che esulta è Enrico Letta, il che è tutto dire.