Il blog di wow

Riflessioni non richieste su giornalismo, politica, economia, televisione
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Indignazione automatica

gennaio 31, 2010 By: wow Category: corriere, politica

Per chi avesse ancora voglia di indignarsi, i dati resi pubblici dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni dei redditi sono un’occasione sempre ghiotta.

Leggere che sono solo 149 mila i connazionali che dichiarano un reddito superiore ai 150 mila euro annui potrebbe far sorridere i meno ingenui, ma sapere che di questi circa 129 mila sono contribuenti con ritenuta alla fonte, ovvero lavoratori dipendenti e pensionati d’oro, significa aggiungere carburante alla propria arrabbiatura.

Significa che non ci sono più di 20 mila contribuenti da più di 13 mila euro al mese tra lavoratori autonomi, artigiani e commercianti. La variante fiscale del credere all’esistenza della Befana o di Babbo Natale.

Significa che in Italia non ci sono 20 mila tra albergatori, ristoratori, gioiellieri, dentisti, avvocati, notai, medici, ingegneri, professionisti, industriali.

Significa che tra tante incertezze qualcosa che non cambia mai c’è: la soverchiante forza degli evasori, che a parole tutti vorrebbero combattere ma che nessuno, fino ad ora, ha dimostrato di voler davvero prendere di petto.

Dopo Nesta Lippi richiama tra i pali Zoff

gennaio 20, 2010 By: wow Category: calcio, sport

Marcello Lippi è un vero italiano. Un arci-italiano.

Proprio come la stragrande maggioranza degli italiani, ama lavorare con le persone che conosce, che lui reputa in gamba e che gli hanno sempre dimostrato rispetto. Potremmo chiamarli i famigli.

Se Lippi fosse il ceo o il proprietario di un’azienda privata, non ci sarebbe nulla di male, tranne forse un malcostume diffuso che premia la fedeltà a scapito della qualità delle persone.

Però Marcello Lippi è l’allenatore della Nazionale Italiana di calcio. Quindi porte chiuse a Cassano, semichiuse a Pazzini e Borriello, mentre portoni spalancati per Alessandro Nesta (34 anni a marzo), Francesco Totti (34 anni a settembre), Fabio Cannavaro (37 anni a settembre), Gennaro Gattuso (32 anni già compiuti), Luca Toni (33 anni a maggio), Alessandro Del Piero (36 anni a novembre).

Una specie di squadra all-stars, in cui tra poco sarà “convinto” a tornare anche Bruno Conti, insieme a Paolo Rossi. E in porta avremmo tutti un nome: Dino Zoff. Magari ha i riflessi più lenti di Buffon, ma può vantare un’amicizia con il ct. Tanto basta.

I legami commerciali dell’Iran con l’Italia. Qualche notizia finalmente

gennaio 15, 2010 By: wow Category: economia, wsj

Dopo mesi di reportage sulla dura lotta contro il regime sanguinario e repressivo di Ahmadinejad da parte dei giornali italiani e il nulla più assoluto sugli enormi interessi industriali dell’Italia in Iran, secondo partner commerciale degli ayatollah, finalmente qualcuno apre bocca.

In inglese, sul Wall Street Journal Europe, senza le consuete riprese della nostra stampa nazionale, un articolo di Giulio Meotti, dal titolo “The Rome-Tehran Axis”, finalmente getta uno sguardo ad alcune delle aziende italiane che lì operano prestando la propria tecnologia per scopi non ancora ben definiti (Eni, Ansaldo, Fiat, Maire Tecnimont, Danieli, Duferco.

L’articolo si concentra su alcune aziende, come ad esempio la Carlo Gavazzi Space, che ha aiutato l’Iran a sviluppare Mesbah, il suo programma di comunicazioni satellitari, che però non si capisce bene se possa servire in un secondo momento a scopi diversi da quelli civili.

Altro caso citato da Meotti è quello della Iveco, che sin dall’inizio degli anni 90 vende migliaia di veicoli nella Repubblica Islamica. La cosa grave è che i camion vengono usati per scopi che hanno poco a che fare con gli usi civili (trasporto di missili, dimostrato da una foto a corredo dell’articolo, e addirittura impiccagioni, come dimostrato da alcune foto divulgate dall’associazione Nessuno Tocchi Caino).

Nessuna criminalizzazione, per carità, ma è bene sapere che dei  sanguinari dittatori e persecutori noi siamo grandissimi partner commerciali.

Ingraniamo la retromarcia

gennaio 14, 2010 By: wow Category: berlusconi, politica

A meno che la crisi economica e finanziaria mondiale non sia scoppiata nelle ultime ore, il premier sapeva fino da subito che c’era la crisi quindi la tasse non si potevano abbassare. Abbiamo parlato quindi per 3 giorni di balle grosse anche per lo stesso Berlusconi, quindi di autentiche mongolfiere a cui però hanno abboccato tutti.

Ma era una balla talmente grossa anche per Vittorio Feltri, che oggi sul Giornale si lamenta di essere stato “illuso” dal premier. Ma per un Littorio che si lamenta ce ne sono tanti, che dopo aver rotto il pallottoliere a furia di calcolare aliquote sono pronti alla retromarcia.

Ma Bersani dov’è?

gennaio 12, 2010 By: wow Category: bersani, d'alema, pd, politica

Nuove puntate del caso Puglia. Passata la stagione di banderuola Emiliano il mago Dalemix ha messo in campo Francesco Boccia, economista e uomo ombra di Enrico Letta, già sconfitto alle primarie da Vendola nel 2005. Subito Boccia ha esordito con dei capolavori. Prima ha contestato la vecchia vittoria di Vendola, assicurata secondo lui grazie ai brogli. Autocritica per il fatto che lui era sostenuto da partiti (ds e margherita all’epoca) con almeno il triplo del consenso rispetto a quelli che sostenevano Vendola? Nessuna.

Intanto torna il tormentone primarie sì, primarie no.

Oggi Repubblica, con un reportage di Curzio Maltese, si fa beffe della linea del Pd. E Boccia riesce a dire parole ancora più tragiche. Sui manifesti a favore delle primarie “la solita sinistra da bere che Vendola si è conquistato con le consulenze in regione”.

Resta da capire perchè le primarie (non la candidatura, ma le primarie) siano così indigeste a Boccia. Vuoi vedere che teme, nonostante di nuovo sia sostenuto da un  partito con almeno il triplo dei voti rispetto alla sinistra che sostiene Vendola, di prendere un’altra legnata?

E la domanda (retoricissima) è sempre la stessa: il segretario Bersani, campione del decisionismo, in questo momento dov’è esattamente?

Il discorso di Napolitano e la sua responsabilità verso i giovani

gennaio 05, 2010 By: wow Category: pd, pdl, politica

Il messaggio del Presidente della Repubblica viene sfruttato politicamente da quei politici ansiosi di “fare le riforme insieme”, soprattutto a destra, dove la voglia di leggi ad personam e di smantellare la giustizia è fortissima, ma anche in alcune zone del Pd.

Però.

Per chi volesse sul sito del Quirinale è disponibile la trascrizione del discorso, in cui si legge “ho detto più volte quale sia il mio pensiero; sulla base di valutazioni ispirate solo all’interesse generale, ho sostenuto che anche queste riforme non possono essere ancora tenute in sospeso, perché da esse dipende un più efficace funzionamento dello Stato al servizio dei cittadini e dello sviluppo del paese. Esse dunque non sono seconde alle riforme economiche e sociali e non possono essere bloccate da un clima di sospetto tra le forze politiche, e da opposte pregiudiziali”.

Le riforme istituzionali non sono quindi seconde, ma nemmeno prime rispetto alle riforme economiche e sociali. E quali sono i temi che hanno occupato l’intera prima parte del discorso del Presidente Napolitano? Il Mezzogiorno e i giovani. Più futuro per i giovani, dare una risposta ai giovani che si interrogano sul loro futuro, non correre il rischio che i giovani si scoraggino, sfruttare le riserve di talento nelle nuove generazioni, garantire l’opportunità ai giovani di formarsi, far emergere i talenti e premiare il merito.

Queste sono solo alcune delle frasi utilizzate da Napolitano per spostare l’interesse della politica sui giovani e il Mezzogiorno, per un tempo ben più lungo di quello riservato alle famigerate riforme.

Però.

Napolitano è un politico troppo esperto per aver commesso l’errore di invertire i temi in scaletta. Il messaggio forte si lancia alla fine dei discorsi, non all’inizio.

Quindi ha scelto consapevolmente la strada che ha scelto, sacrificando le tante belle parole su giovani e mezzogiorno che pure avrebbero potuto avere un dibattito che manca da troppo tempo, sui temi che più colpiscono gli italiani, assolutamente indifferenti al senato regionale o altre amenità.

Sapeva che i politici si sarebbero tuffati nel ricco arrosto delle riforme lasciando a bocca asciutta giovani e mezzogiorno. Per questo doveva dare un segnale di discontinuità. Lui, almeno lui, poteva evitare di volare altissimo e restare terra terra, al livello delle necessità degli italiani.

Non l’ha fatto. E la responsabilità è solo sua

Tranquillo Battista, te la trovano una direzione

gennaio 04, 2010 By: wow Category: corriere, politica

Scommetto che a qualcuno mancava un commento sulla vicenda Craxi da parte di Pigi Cerchiobattista. E’ un suo intervento da manuale. Le tangenti diventano nel titolo “guai giudiziari” e non vengono mai nominate. Si azzarda un paragone con Kohl che non sta nè in cielo nè in terra (Kohl non accantonava fondi per sè ma per il partito). Di un debito pubblico alle stelle, delle ruberie varie ed eventuali nulla. Rispolvera ancora il teorema “non poteva non sapere” (mai utilizzato dai giudici di Milano). E tante altre chicche che lascio a voi trovare.

Continua così Battista. Alla fine una direzioncina te la daranno non temere

Anche Helmut Kohl ha avuto i suoi guai giudiziari, ma nessuno si sognerebbe di disconoscere la sua statura di statista o di oscurare il suo ruolo storico nella riunificazione tedesca. Ha ragione Luigi Ferrarella a ricordare sul Corriere che Craxi ha subito condanne passate in giudicato. Ma una feroce damnatio memoriae ha sin qui avuto l`effetto di annullare e immeschinire la figura di Craxi, rileggendo ogni passo del leader socialista scomparso dieci anni fa come sordido antefatto della catastrofe di Tangentopoli.

Marco Pannella sostiene che una targa commemorativa e l`intitolazione di una strada non sono la via migliore per ricostruire il ruolo di Craxi nella storia italiana. Difficile dargli torto. Però bisognerà pur cominciare a spiegare, a chi non ha vissuto le miserie e la grandezze della Prima Repubblica sepolta nel disonore del `92-`93, che Craxi non era il demonio.

Che è stato un grande del socialismo europeo. E che disse con grande anticipo (o forse, più semplicemente, nel tempo giusto) cose che la sinistra postcomunista ancora non finisce di balbettare dopo quindici anni di revisioni monche, imbarazzi culturali, blocchi mentali non del tutto scongelati. Craxi risollevò la bandiera del riformismo, quando nella sinistra maggioritaria di allora «riformista» era ancora una parola tabù. Provò a rilanciare la fortuna di una sinistra liberale, libertaria, antiautoritaria e perciò anticomunista mentre il Pci procedeva con lentezza e impacci lungo la strada di una compiuta conversione ai valori della democrazia occidentale e il termine «socialdemocrazia» (lo sa bene il presidente Napolitano, che sulla giusta strada era ben più avanti di tanti suoi compagni di partito) era ancora considerato una parolaccia. Volle che in un congresso socialista risuonassero le note di «Viva l`Italia» di Francesco De Gregori quando il patriottismo era ancora bollato come un sentimento vergognoso, retaggio di un passato da dimenticare.

Fece la scelta giusta sulla sterilizzazione degli effetti inflazionistici della scala mobile. Sull`installazione degli euromissili.

Sulla trattativa umanitaria per salvare la vita dell`ostaggio Aldo Moro. Difese allo stesso modo le vittime del Cile fascista di Pinochet e i dissidenti dell`Est sovietizzato incarcerati o in esilio. Capì che era controproducente mortificare la nuova modernità italiana soffocata dal dirigismo statalista e consociativo.

Craxi fece molti errori, a cominciare dal rifiuto di consegnare agli americani, a Sigonella, gli assassini di Leon Kilnghoffer, ucciso sull`«Achille Lauro» perché ebreo. Permise che nel Psi avesse campo libero una classe dirigente rapace e prepotente. Ma fu l`unico leader politico condannato perché «non poteva non sapere». Sotto una pioggia di monetine scagliate da una folla ululante, fu vittima di una lugubre simulazione di linciaggio: questa sì una specialità italiana.

La labirintite di Emiliano

dicembre 31, 2009 By: wow Category: Senza categoria, politica

Per coloro che stanno rischiando seriamente la labirintite a furia di voler seguire le posizioni espresse negli ultimi due mesi dal sindaco di Bari Michele Emiliano ecco un piccolo bignami di dichiarazioni, aggiornata alla mattina del 31 dicembre.

 

9 novembre – Emiliano vuole occuparsi personalmente della organizzazione della campagna elettorale di Vendola.

REGIONALI: EMILIANO, A PRESIDENZA PUGLIA CANDIDARE NICHI VENDOLA =

 Bari, 9 nov. – (Adnkronos) – ”Alla luce della odierna lettura dei quotidiani, ribadisco la mia indisponibilita’ a qualsiasi incarico o candidatura che preveda le mie dimissioni da sindaco di Bari. Mi pare piu’ semplice candidare alla Regione Puglia il presidente uscente Nichi Vendola, che peraltro ha ben operato”. Lo afferma in una nota il primo cittadino del capoluogo pugliese e presidente del Partito democratico regionale che chiude cosi’ ogni possibilita’ di sua candidatura alla carica di governatore, come ipotizzato da alcuni quotidiani.

 ”Domani purtroppo parto per la Cina – aggiunge – e torno lunedi’ prossimo. Spero che nel frattempo Vendola, nella convention del 15 novembre, si sia gia’ candidato. Sono disponibile ad occuparmi personalmente della organizzazione della sua campagna elettorale”.

 22 novembre – il Pd pugliese candida Vendola

 REGIONALI: PUGLIA; IL PD, CONFERMIAMO VENDOLA CANDIDATO DA DOMANI CONFRONTO CON UDC E IDV SU POLITICA E PROGRAMMI   

 (ANSA) – BARI, 22 NOV – Il Partito democratico pugliese conferma la propria scelta per la candidatura di Nichi Vendola per il centrosinistra alle elezioni regionali del prossimo marzo. La decisione e’ stata presa nel corso di una riunione della segreteria del partito allargata ai consiglieri regionali e ai parlamentari, svoltasi nel pomeriggio a Bari e conclusasi poco fa.

Quella di Vendola – e’ stato detto a conclusione della riunione – e’ una scelta che giunge naturale, lungo il percorso tracciato dal partito nella recente fase congressuale. Vendola viene cosi’ proposto dal Pd e offerto al tavolo dell’alleanza del centrosinistra e dell’Alleanza meridionalista. Stasera stessa sara’ convocato il tavolo politico del centrosinistra allargato all’Udc e si valuteranno i programmi condivisi e anche le proposte di candidatura. Il presidente regionale del partito e sindaco di Bari, Michele Emiliano, in proposito ha detto che l’Udc deve chiarire il motivo del proprio veto su Vendola, perche’ se questo ci deve essere – ha affermato – deve essere politico e sui programmi.

 Ma l’impegno congiunto di Emiliano e del segretario regionale, Sergio Blasi, e’ di fare in modo che la candidatura di Vendola possa essere accolta dall’Udc e anche dall’Idv. Anche il partito di Di Pietro, infatti, nei giorni scorsi aveva dichiarato la propria contrarieta’ a correre per le regionali in una lista che vedesse Vendola candidato presidente. La scelta di confermare Vendola – e’ stato precisato – e’ stata fatta considerando che il presidente uscente e’ la figura piu’ rilevante del centrosinistra pugliese e che su di essa e’ stata incentrata la campagna elettorale congressuale del Pd in Puglia, che vedeva concordi tutti i candidati delle diverse mozioni. Bocciare Vendola – e’ stato il ragionamento – avrebbe comportato bocciare il lavoro del centrosinistra. Da subito, quindi, il Pd avviera’ il confronto politico e programmatico con le altre forze, l’Udc e l’Idv. Del partito di Di Pietro – e’ stato rilevato – si condividono punti del manifesto programmatico che comprende tra l’altro un no al nucleare e un no alla privatizzazione dell’acqua.  ”Il lavoro e la fatica della politica – ha detto Blasi – dovra’ portare a confrontarci con tutte le forze che hanno a cuore gli interessi del Mezzogiorno”. (ANSA).

26 novembre – Per Emiliano ogni contrapposizione umana o politica tra lui e Vendola è inimmaginabile.

REGIONALI: PUGLIA; EMILIANO, E’ VENDOLA MIGLIOR CANDIDATO

 (ANSA) – BARI, 26 NOV – ”Ogni contrapposizione umana o politica tra me e Nichi Vendola e’ inimmaginabile.  Qualsiasi decisione sul futuro politico della Puglia non puo’ che passare dalle decisioni dello stesso presidente. Per quanto mi riguarda ho fatto di tutto per sostenere Nichi Vendola che considero ancora il miglior candidato possibile per la Puglia”. Lo afferma in una nota il sindaco di Bari e presidente del Pd di Puglia, Michele Emiliano, che da giorni da indiscrezioni oggi pubblicate da numerosi quotidiani viene indicato come possibile candidato del Pd per il centro sinistra in alternativa a Vendola per le regionali del 2010.

   ”Mi auguro quindi – ha detto Emiliano – che tutte le forze politiche del centro sinistra trovino la maniera più giusta per salvaguardare quanto è stato realizzato in questi anni, costruendo un’alleanza e un progetto politico che assicurino la vittoria del centro sinistra”. ”Questa vittoria – afferma – e’ indispensabile per i destini di Bari e delle altre città della Puglia”. Emiliano, che solo sei mesi fa e’ stato rieletto sindaco di Bari, considera ”il più grande onore che si possa ricevere essere eletto sindaco della città dove si è nati e vissuti”. ”Nessun altro incarico – afferma – può dare la felicità e la soddisfazione che io tuttora ricevo da ogni giornata di lavoro al Comune di Bari”. (ANSA).

 27 novembre – Primi riposizionamenti – per Emiliano deve essere Vendola a decidere se una sua candidatura è utile per allargare la maggioranza

 REGIONALI: EMILIANO, DICO NO A PRIMARIE FRATRICIDE =

 Roma, 27 nov. (Adnkronos) – “Alle primarie fratricide dico un no forte e chiaro. Deve essere lui a decidere se una mia candidatura e’ utile per allargare la maggioranza. E’ un sacrificio per Nichi Vendola e solo a lui spetta decidere se fare un passo indietro o restare al suo posto”. Lo afferma il sindaco di Bari Paolo Emiliano, secondo quanto riporta ‘La Stampa’, a proposito della candidatura del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia.

 29 novembre – Emiliano chiede a Vendola di nominare un suo erede in nome dell’alleanza con l’Udc. Ancora no alle primarie

REGIONALI: EMILIANO, IN PUGLIA SIA VENDOLA A INDICARE SUO EREDE =       ALLEANZA CON UDC NECESSARIA, PRIMARIE? ALLORA MEGLIO TESTA O CROCE

 Roma, 29 nov. (Adnkronos) – Il nome per la sua successione ”deve farlo Vendola”. Michele Emiliano, sindaco di Bari e in lizza per candidarsi a governatore della Puglia invita tutti alla ”generosita”’ e assicura che ”il rebus della Puglia non e’ irrisolvibile”. In un’intervista al ‘Corriere della sera’, Emiliano avverte: ”Con i pasticci che stiamo combinando, io e Vendola senza Udc e Idv arriviamo al 30 per cento. Se non vogliamo perdere Bari e la Puglia uno deve sacrificarsi; o Vendola o Emiliano o D’Alema”. ”Tutti vogliamo tenervi Vendola, a cominciare da D’Alema. E se l’Udc avesse accettato Nichi il problema sarebbe stato risolto. Ma come noi non possiamo dire si’ a Adriana Poli Bortone che e’ una bravissima amministratrice ma e’ una ex missina, cosi’ l’Udc non puo’ votare il rivoluzionario gentile che governa la Puglia”, spiega Emiliano. ”E’ inutile dire che se Vendola in questa fase facesse un nome possibile, in cinque minuti la questione sarebbe risolta”. Insomma, osserva il primo cittadino di Bari: ”Un terzo candidato e’ la via d’uscita”. Emiliano per esempio vedrebbe bene ”un ticket Vendola e Poli Bortone”, ma Casini ”mi ha detto che perdo tempo”. ”Si deve per forza fare l’alleanza con l’Udc, senno’ fallisce lo schema congressuale con cui Bersani ha vinto le primarie. Ecco perche’ chiedo generosita”’, dice ancora Emiliano. Quanto all’ipotesi di primarie tra lui e Vendola replica: ”Non e’ possibile mettere due fratelli uno contro l’altro. Allora e’ meglio fare testa o croce”.

8 dicembre – Emiliano ritiene giusta la lettera del segretario del Pd pugliese Blasi che chiede a Vendola di fare un passo indietro.

REGIONALI:PUGLIA;EMILIANO (PD),VENDOLA SCELGA SUO SUCCESSORE

 (ANSA) – BARI, 8 DIC – ”Siamo tutti nelle mani di Vendola”, ”credo che Vendola potrebbe dare una mano grandissima alla Puglia a sbloccare questa situazione che sta facendo un po’ ridere tutta l’Italia. Vendola puo’ scegliere il suo successore”. Lo dice il sindaco di Bari e presidente dell’assemblea regionale del Pd, Michele Emiliano, in una intervista telefonica fatta oggi dal direttore dell’emittente salentina ”TeleRama”, Mauro Giliberti.  ”Ho l’impressione – dice Emiliano riferendosi a Vendola – che a dire ‘dopo di me il tracollo’, ‘dopo di me la tragedia’ ci siano rimasti solo Vendola e Berlusconi”. Quindi lei e’ d’accordo – e’ stato chiesto a Emiliano – sulla lettera del segretario del Pd pugliese, Sergio Blasi, che chiede a Vendola di fare un passo indietro: ”Credo – ha risposto Emiliano – che la lettera di Blasi sia saggia, utile e io la condivido perfettamente come tutto il Pd. Perche’ se Vendola pensa di cavarsela spaccando in due il Partito democratico credo che stia commettendo un errore gravissimo”. ”Cerco di essere chiaro: io – continua Emiliano nell’intervista a ‘TeleRama’ – ho fatto un congresso regionale per tentare di ricandidare Vendola, questo congresso io l’ho perso. Ho messo a rischio per ricandidare Vendola la mia carriera politica, rompendo legami molto forti con il Pd, adesso non capisco cosa Vendola vada cercando da me. Lo dico con chiarezza e anche con un po’ di irritazione”. (ANSA).

 20 dicembre – Emiliano contro Vendola

 REGIONALI: EMILIANO,VENDOLA USA CANDIDATURA PER SUO PARTITO ‘GIOCA QUESTA PARTITA COL PD SULLA PELLE DEI PUGLIESI’   

 (ANSA) – BARI, 20 DIC – ”Vendola usa la sua candidatura per costruire il secondo partito della sinistra”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente regionale del Pd in Puglia, Michele Emiliano, in una intervista all’emittente televisiva salentina ‘Telerama’. ”Manifesti rossi che dicono difendi la Puglia migliore. Il Pd – ha continuato Emiliano – non puo’ consentirglielo; Bersani e D’Alema lo richiamino alla responsabilita’ di presidente”. ”Non puo’ fare due lavori, – ha continuato Emiliano sempre riferendosi a Vendola – sta giocando questa partita col Pd sulla pelle dei pugliesi che vogliono sapere se il prossimo presidente sara’ persona per bene che non nominera’ piu’ assessori alla sanita’ sbagliati e non avra’ in mente di fondare nuovi partiti”. (ANSA).

22 dicembre – Emiliano per candidarsi chiede la legge ad personam

REGIONALI: PUGLIA; EMILIANO, IO CANDIDATO? SI CAMBI LA LEGGE ‘IN PUGLIA HO IL 60% DEI CONSENSI. MA C’E’ RISCHIO VENDOLA’   

 (ANSA) – BARI, 22 DIC – Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, non chiude la porta alla possibilita’ di correre per la poltrona di presidente alle prossime regionali in Puglia, ma pone una serie di questioni preliminari a ogni decisione. Prima di tutte, la legge elettorale della Regione che impone a un sindaco che intende candidarsi a consigliere o a presidente della Regione di lasciare preventivamente la guida del Comune. Questa norma potrebbe essere abolita se il Consiglio regionale il 19 gennaio approvera’ un emendamento in questa direzione, presentato da alcuni consiglieri del Pd. Sulla possibilita’ di dimissioni anticipate Emiliano e’ stato chiaro: ”D’Alema – ha detto in una intervista all’emittente leccese Telerama – e’ stato molto corretto con me. Ha detto: ’se volete provare a vincere, dovete convincere Emiliano a candidarsi’. Pero’ ha anche detto che non e’ facile chiedere a una persona che fa il sindaco del capoluogo a dimettersi per fare il candidato. In Puglia c’e’ questa legge assurda che fecero Fitto e Tedesco per impedire ai sindaci di candidarsi a consiglieri regionali o a presidenti. Secondo me e’ una legge incostituzionale”. ”Io confermo – ha insistito Emiliano – che sarebbe una assurdita’ politica chiedere a un sindaco di lasciare il Comune da un giorno all’altro”, cosa che non succede in nessun’altra regione d’Italia”.

E se il consiglio regionale approvasse il 19 gennaio la leggina che abolirebbe di fatto questo impedimento? ”Quella norma – ha ricordato Emiliano – fu fatta probabilmente contro la Poli Bortone, all’epoca apprezzato sindaco di Lecce, per evitare che potesse diventare un competitor futuro alla Regione Puglia. Se quindi ora la Regione vuole ripristinare una procedura che e’ in vigore in tutte le altre Regioni, non mi pare che si possa parlare di legge ad personam. Peraltro, non ho alcuna ragione personale per ambire alla candidatura alla Regione Puglia”. ”Io sono il sindaco di Bari – ha poi detto Emiliano – e in questo momento i sondaggi a Bari parlano di un gradimento che va oltre il 70%. In Puglia se mi candidassi a presidente della Regione ho quasi il 60% dei consensi, non capisco perche’ debba andarmi a ficcare in una guerra civile con Vendola, con il mio stesso elettorato, rischiando di perdere il Comune di Bari e in piu’ anche la Regione Puglia. Perche’ se Vendola rimane in campo anche quel 4-6% che Vendola rischia di portare via potrebbe essere decisivo per la vittoria o la sconfitta. Onestamente non credo di poter assumere su di me tutte queste responsabilita”’. Ma se cambiasse quella norma? ”Il 19 gennaio – e’ stata la risposta – e’ una data talmente lontana nel tempo che impedisce ogni ragionamento”. (ANSA).

24 dicembre – Vendola è un traditore

REGIONALI: EMILIANO, NICHI E’ UN TRADITORE SOLO IO POSSO BATTERE FITTO E COMPAGNI (2) =

24 dicembre  (Adnkronos) – “Se l’Udc sta con noi, trionfiamo. Diversamente, ci ammazzeremmo tutti. Quanto a Vendola, e’ un traditore – spiega – Al congresso del Pd avrebbe dovuto lavorare per sostenermi e farmi avere la meglio quando celebrammo le primarie. Perche’ se fossi rimasto segretario del partito, com’era dal 2007, Nichi sicuramente sarebbe stato il candidato di tutto il centrosinistra. Senza l’Udc. Ma a quel punto, sarei bastato io al posto dell’Udc per attirare le preferenze dei moderati”. Sullo scandalo della sanita’ della scorsa estate, secondo Emiliano “e’ colpa” di Nichi Vendola “se Tedesco faceva l’assessore alla Salute. Poi, dopo la bufera giudiziaria, lo stesso Vendola mi ha chiesto di fare di tutto perche’ Tedesco fosse nominato senatore per toglierlo di mezzo – spiega – La verita’ e’ che non c’e’ piu’ il clima politico del 2005. Io e Vendola ci vogliamo bene e nasta. Faccia la sua battaglia. Ma credo che riuscira’ a sopravvivere politicamente solo se entrera’ nel Pd”.

26 dicembre – Emiliano si candida senza condizioni

 REGIONALI: PUGLIA; EMILIANO, MI CANDIDO SENZA CONDIZIONI

 (ANSA) – BARI, 26 DIC – Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, presidente dell’assemblea regionale del Pd della Puglia, ha deciso di dare la sua disponibilita’ a candidarsi alle regionali del 2010. Lo ha detto poco fa all’ANSA. ”Accogliero’ la decisione del mio partito – ha detto – senza porre condizioni”. L’assemblea regionale del Pd si riunira’ lunedi’ pomeriggio per indicare in maniera definitiva il candidato presidente alle prossime regionali.(ANSA).

 28 dicembre – Emiliano chiede l’unanimità nell’assemblea regionale del Pd

 PUGLIA/REGIONALI: EMILIANO (PD), UNANIMITA’ O RINUNCIO CANDIDATURA =

 (ASCA) – Bari, 28 dic – Questo pomeriggio l’assemblea regionale del Pd, decidera’, dalle 16.00 in poi, la candidatura ufficiale alla carica di presidnete della Giunta regionale. Dopo i tanti distinguo il sindaco di bari, Michele Emiliano, ha dato la sua disponibilita’ ad accettare la candidatura ma si apprende che, con un sms inviato la scorsa notte, ha chiesto ai delegati di esprimersi ”all’unanimita”’ sulla sua candidatura oppure rinuncera’.Lo si legge sul profilo facebook dell’assessore regionale alla trasparenza Guglielmo Minervini (Pd), sostenitore  della candidatura del presidente uscente.Emiliano spiega di non potere ”reggere una responsabilita’ del genere senza unanimita”’ e che, se questa non ci sara’, sara’ lui stesso a ”proporre all’assemblea un altro candidato e in particolare Vendola”.

 29 dicembre – Sì alle primarie se cambia la legge

 REGIONALI: PUGLIA; EMILIANO, SI’ A PRIMARIE SE CAMBIA LEGGE

 (ANSA) – BARI, 29 DIC – Si’ a primarie ma se cambia la legge regionale elettorale che prevede le dimissioni per sindaci e presidenti di Province che vogliano presentarsi come candidati presidenti alle regionali: non e’ senza condizioni l’accoglimento da parte di Michele Emiliano della richiesta di Nichi Vendola di fare in Puglia le primarie per cercare il candidato presidente del centrosinistra. Il sindaco di Bari e presidente regionale del Pd ne ha parlato poco fa con i giornalisti, spiegando le modalita’ del proprio si’ alle primarie, da tempo chieste da Vendola e categoricamente escluse dal Pd, da ultimo una settimana fa dopo una riunione con Massimo D’Alema. ”Sono io che chiedo a Vendola di fare le primarie”, ha detto poco fa Emiliano, parlando con giornalisti. ”Se il presidente (Vendola, ndr), sul suo onore, si impegna a votare la legge che mi impedisce di candidarmi alle regionali senza dimettermi prima (dalla carica di sindaco, ndr), sono disposto a fare le primarie”.(ANSA).

 31 dicembre – Emiliano ritira la disponibilità ad andare alle primarie

 REGIONALI:PUGLIA; EMILIANO, RITIRO DISPONIBILITA’ A PRIMARIE

 (ANSA) – BARI, 31 DIC – Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, non e’ piu’ disponibile a fare le primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia per le regionali del 2010. Lo ha comunicato poco fa con una lettera inviata al segretario regionale del Pd, Sergio Blasi. Emiliano e’ anche presidente dell’assemblea regionale del Partito democratico.(ANSA).

Nevica, quindi il riscaldamento globale è una bufala

dicembre 22, 2009 By: wow Category: scienza

Il Giornale oggi ci spiega, con il consueto aplomb e con la necessaria documentazione, che siccome Milano è bloccata dalla neve allora il riscaldamento globale non esiste.

Sorpresa: gli uomini guardano alla bellezza e le donne ai soldi

dicembre 20, 2009 By: wow Category: Senza categoria

La saggezza popolare lo dice da sempre. Adesso la credenza è suffragata da uno studio scientifico sull’influenza delle caratteristiche socioeconomiche e antropometriche nel “mercato dei matrimoni”.

I risultati? Le donne in un uomo guarderebbero nell’ordine a: guadagni del potenziale marito, altezza e magrezza (intesa come avvenenza in senso lato).

Gli uomini invece a: magrezza e guadagni della potenziale moglie.

Dov’è la novità, direte voi? Lo studio non si limita a elencare le priorità dei due sessi ma dà anche delle percentuali di compensazione. Ad esempio un partner maschile di 10 kg di peso superiore alla media può essere compensato da un incremento di stipendio dell’1%.

La saggezza popolare (e Derek Thompson dell’Atlantic) direbbe che è troppo poco. Ma forse servirebbe un’altra ricerca..